Tag Archives: vivisezione

1 milione di firme contro la vivisezione: proviamo?

18 Gen

stop vivisectionSono contraria alla vivisezione, la ritengo una pratica inutile e crudele, l’ho scritto mille volte ma una in più non fa male, sopratutto ora che ci viene data la possibilità di contribuire all’abolizione della sperimentazione su animali sul territorio europeo, con la abrogazione della direttiva 2010/63/UE  “Sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici“. Lo scorso anno, infatti, è nata l’iniziativa STOP VIVISECTION, con l’obiettivo di abrogare la direttiva e garantire maggiore tutela agli animali e qualche sicurezza in più agli esseri umani. Vi riporto qualche informazione dal sito ufficiale dell’iniziativa, che vi consiglio di visitare per qualsiasi dubbio.

“L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.

Per saperne di più:

Grazie all’iniziativa popolare, dal 1 aprile 2012, i cittadini europei possono, con un milione di firme, partecipare direttamente all’attività legislativa dell’Unione Europea.

Con questo nuovo strumento la Commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica del comitato organizzatore e predisponendo in seguito una comunicazione in cui spiega in che maniera intende intervenire.

Per essere ascoltati, quindi, è necessario raccogliere 1 milione di firme entro il 1 novembre 2013, il tempo non è tantissimo ma diffondendo il messaggio tra tutte le persone che conosciamo, ce la possiamo fare 😉

Il sito ufficiale: http://www.stopvivisection.eu/it;
Firma la petizione (tenete a portata di mano la carta d’identità, è il documento richiesto per la sottoscrizione):  https://ec.europa.eu/citizens-initiative/ECI-2012-000007/public/signup.do ;

Attivati (per scaricare banner, volantini, locandine, petizione cartacea): http://www.stopvivisection.eu/it/content/attivati .

STOP VIVISECTION.

6 Ago

Come ho scritto altre volte, sono contraria alla vivisezione, infatti, qui sul monte l’abbiamo bandita da tempo, poichè la riteniamo una pratica inutile e crudele. D’altra parte, gli esseri umani continuano ad usare farmaci strettamente studiati per loro e gli animali fanno altrettanto, solo in alcuni casi eccezionali è possibile un utilizzo dei farmaci destinati agli umani anche per la cura degli animali, l’ho potuto verificare personalmente, ma si tratta, appunto, di casi eccezionali.  Purtroppo, ancora nessun rappresentante del Monte è entrato a far parte delle Istituzioni europee, perciò non abbiamo potuto direttamente impedire che l’Unione Europea, nel 2010, emanasse la direttiva 2010/63/UE  “Sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici“. Si tratta di una direttiva che non elimina la vivisezione ma si limita a prevedere dei metodi tendenti a “migliorare il benessere degli animali utilizzati nelle procedure scientifiche rafforzando le norme minime per la loro tutela in linea con i più recenti studi scientifici“. Nelle considerazioni preliminari contenute nella direttiva, si legge, tra le altre cose: “oltre agli animali vertebrati, che comprendono i ciclostomi, è opportuno includere anche i cefalopodi nell’ambito di applicazione della presente direttiva, poiché è scientificamente dimostrato che possono provare dolore, sofferenza, angoscia e danno prolungato“, “la scelta dei metodi e delle specie da utilizzare ha conseguenze dirette sul numero di animali utilizzati e sul loro benessere. È opportuno pertanto che la scelta dei metodi assicuri la selezione del metodo in grado di fornire i risultati più soddisfacenti causando il minor dolore, sofferenza o angoscia possibile. I metodi selezionati dovrebbero usare il minor numero possibile di animali per fornire risultati affidabili e ricorrere all’uso di specie con la minore capacità di provare dolore, angoscia, sofferenza o danno prolungato, che siano ottimali per l’estrapolazione nelle specie bersaglio. I metodi scelti dovrebbero, per quanto possibile, evitare come punto finale la morte dovuta alle gravi sofferenze provate durante la fase precedente alla morte. Laddove possibile, dovrebbero essere sostituiti da punti finali più umanitari che usano i sintomi clinici per determinare la morte imminente e consentono di uccidere l’animale senza ulteriori sofferenze”.

In considerazione dello stato attuale delle conoscenze scientifiche, l’uso di primati non umani nelle procedure scientifiche è ancora necessario nella ricerca biomedica. Vista la loro prossimità genetica con l’essere umano e le loro competenze sociali altamente sviluppate, l’uso di primati non umani nelle procedure scientifiche solleva specifici problemi etici e pratici in termini di soddisfacimento delle loro esigenze comportamentali, ambientali e sociali in ambiente di laboratorio. Inoltre, l’uso di primati non umani è un tema molto sentito dall’opinione pubblica. Pertanto, l’uso di primati non umani dovrebbe essere autorizzato unicamente in settori biomedici fondamentali per gli esseri umani per i quali non sono ancoradisponibili altri metodi alternativi di sostituzione. Il loro uso dovrebbe essere autorizzato solo ai fini della ricerca di base, della conservazione delle rispettive specie di primati non umani o quando i lavori, compreso lo xenotrapianto, sono svolti in relazione ad affezioni umane potenzialmente letali o in relazione a casi che abbiano un sensibile impatto sulla vita quotidiana della persona, ossia affezioni debilitanti.

“Poiché gli antecedenti di animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono noti e la loro cattura e detenzione negli stabilimenti ne accresce l’angoscia, essi non dovrebbero di norma essere usati nelle procedure”.

Diciamo che la sola lettura della direttiva mette i brividi, dal momento che fa intuire a quali sofferenze siano sottoposti gli animali durante gli esperimenti ma anche nelle fasi precedenti e successive, fino alla morte. Sinceramente, mi pare ci siano ben pochi margini di miglioramento della qualità della vita di animali sezionati da vivi per i quali, addirittura, la stessa anestesia potrebbe essere dolorosa o avere conseguenze dannose, come afferma la stessa direttiva.

Pare, comunque, che la filosofia del Monte sia condivisa anche da altri abitanti europei, infatti è nata l’iniziativa STOP VIVISECTION con l’obiettivo di abrogare la direttiva 2010/63/UE: è necessario raggiungere 1 milione di firme entro il 21 giugno 2010. Se siete interessati, qua sotto vi lascio tutti i riferimenti per sapere come attivarvi, sia come cittadini sia come comitato.

Il sito STOP VIVISECTION: http://www.stopvivisection.eu/it;

Direttiva 2010 vivisezione .

Sono contraria alla vivisezione.

6 Set

Qui sul monte, quando una marmotta ha il raffreddore la curiamo con le medicine per le marmotte e quando un essere umano prende l’influenza va dal medico, non dal veterinario, che gli prescrive farmaci per esseri umani. Nel caso della marmotta, così come del cane, del gatto, del topo, del tricheco, della tigre, il veterinario si raccomanda sempre di non somministrare farmaci per esseri umani e, allo stesso modo, il medico che cura gli esseri umani si raccomanda di non prendere medicine “ad uso veterinario” (casomai a qualcuno venisse in mente, che so, di usare il Frontline al posto dell’Autan, per scacciare le zanzare). Quindi, abbiamo bandito la vivisezione, poiché la consideriamo un’inutile crudeltà,  e nella Costituzione del monte abbiamo inserito un articolo apposito che incentiva la ricerca scientifica senza utilizzo di metodologie crudeli nei confronti degli esseri animati. Nel resto del mondo, gli animali vengono sezionati da vivi, ancora oggi, spesso senza anestesia, con la motivazione demagogica  “serve a salvare le vite dei vostri figli”, in che modo aprire il cranio di una scimmia viva possa aiutare a salvare il cranio di un bimbo, non si sa. La scienza ha bisogno di togliere il cuore ad un maiale per capire che senza non può vivere e questo viene considerato progresso.

Secondo le informazioni ottenute dalla LAV, dal Ministero della Salute, in Italia i numeri di tale progresso sono abbastanza preoccupanti. Infatti, questi sono, in parte, i dati relativi alla sperimentazione animale nel biennio 2008-2009:

• le autorizzazioni per gli esperimenti “in deroga” – ovvero l’impiego di cani, gatti e primati non umani, l’utilizzo a fini didattici o il non ricorso ad anestesia – sono aumentate da una media di 141 per il biennio del 2007-2009 a 204 per il 2008-2009: numeri quasi raddoppiati per procedure che invece, per legge (Decreto Legislativo 116/92), dovrebbero rappresentare l’eccezione in quanto regolamentate in modo restrittivo. Nell’anno 2000 erano 98.
• Nel merito dei test “in deroga” autorizzati dal Ministero della Salute nel biennio 2008-2009, continuano a essere svolti anacronistici e fallimentari studi relativi all’uso di droghe, alcol e fumo che tolgono fondi per ricerche incruente e a indispensabili campagne d’informazione sulla prevenzione.
• Le sperimentazioni senza ricorso ad anestesia sono le più dolorose per gli animali, eppure nel 2008-2009 sono state effettuate ben 350 procedure senza il ricorso ad alcuna forma di lenizione: esperimenti che hanno inflitto agli animali intensi e prolungati livelli di dolore.
• Le regioni con il maggior numero di procedure autorizzate rimangono: Lazio, Emilia Romagna, Toscana,  Lombardia e Veneto.
• Sono 11 i nuovi stabilimenti utilizzatori autorizzati dal Ministero della Salute nel 2008-2009 a fare ricerca su animali, per un totale che supera i 600 stabilimenti.
• Sensibile aumento dell’uso sperimentale di alcune specie nel triennio 2007-2009 rispetto al 2004-2006, in particolare: suini, caprini, scimmie (Ceboidea, Cercopithoidea), uccelli, rettili, pesci e altri mammiferi.

Eppure esistono centinaia di metodi alternativi di grande efficacia (modelli informatici, analisi chimiche, indagini statistiche come l’epidemiologia e la metanalisi, organi bioartificiali, microchip al DNA, microcircuiti con cellule umane) e altri potrebbero essere messi a punto investendo di più in questo innovativo settore della ricerca. Anni fa sembrava utopia fare ricorso a test senza animali, eppure oggi il 70% della ricerca biomedica, ovvero della biologia della medicina, non fa uso di animali (fonte: Istituto Superiore di Sanità) così come per verificare la contaminazione batterica di farmaci, per i test di gravidanza, per diversi test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità,  fototossicità, embriotossicità), in molti casi di verifiche igienico–sanitarie su alimenti o in molte esercitazioni a scopo didattico.

Comunque, noi del monte non siamo gli unici a voler vedere le povere cavie libere, c’è un signore, in Austria, che ha deciso di accogliere animali in difficoltà, tra i quali proprio quelli destinati alle sperimentazioni scientifiche e qui trovate un bel video di alcuni scimpanzè che, per la prima volta nella loro vita, vedono la luce del sole, è commovente.

Lasciamo gli animali tutti interi, please.

5 Set

L’Europa, la civilissima Europa, che tanto si è impegnata per evitare la vendita entro il 2013 dei cosmetici testati su animali, a quanto pare, ha tutta l’intenzione di fare un enorme passo indietro in materia di vivisezione e di tutela degli animali, probabilmente nell’interesse esclusivo delle case farmaceutiche, le uniche veramente entusiaste di questo ritorno alle passate crudeltà. L‘uomo non ha il metabolismo di un topo, l’uomo non somiglia al suo cane o al suo gatto, altrimenti assumerebbero gli stessi farmaci per curare le malattie e avrebbero entrambi come unico medico di famiglia il veterinario, nessuna madre applicherebbe sul cuoio capelluto del proprio bambino una fialetta di antiparassitario per proteggerlo dalle pulci, perciò, pur non essendo grandi scienziati, si capisce che quella del progresso “a favore dei nostri figli” usata per giustificare le torture agli animali, è una balla ma, comunque, se qualcuno avesse bisogno di conferme più serie di quelle di una giraffa, ci sono fior fiore di  scienziati contrari alla vivisezione, in quanto pratica inutile e dannosa. Dannosa per gli animali a quattro zampe, che pur essendo diversi da noi altri animali, soffrono se vengono lasciati dentro una pozza d’acqua per lungo tempo e, dopo aver sofferto, se gli va bene muoiono, altrimenti, secondo le modifiche alla direttiva, soffrono ancora quando vengono utilizzati per nuovi esperimenti. Soffrono quando vengono tagliati a pezzi (“per vedere l’effetto che fa”, insomma per scopi didattici, come dicono gli sperimentatori) senza anestesia; soffrono quando vengono lasciati in isolamento totale, sempre per vedere che effetto fa; insomma, provano dolore quando qualcuno vuole capire fino a che punto può arrivare il dolore di un essere vivente, il suo sfinimento. E questa pratica inutile e incivile è dannosa anche per noi esseri umani e ci colloca ad un gradino più basso di un qualunque celenterato. Comunque, siccome credo che l’uomo debba usare la propria intelligenza per fare qualcosa di utile e buono per questo mondo e per migliorarlo, ho firmato l’appello rivolto ai parlamentari europei che trovate sul sito del ministro Brambilla, sebbene, come chiarito dalla LAV, il Parlamento sembri piuttosto determinato a favore del nuovo testo. Proviamole tutte! Continua a leggere