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La mia Maestra.

8 Nov

Tema del giorno:
Parla della tua maestra.

Svolgimento

La mia Maestra è molto bella, brava e gentile.
A volte, è anche un po’ stronza e lei lo sa, perché glielo dico, ma non si offende e quando mi vede in un angolo imbronciata ed offesa per qualche suo rimprovero severo, mi fissa negli occhi e mi dice «lo faccio per il tuo bene».
Quindi, la mia Maestra è la classica stronza paracula.
Però, in effetti è vero che quando è severa, o anche molto severa, io imparo di più, capisco le cose, come funzionano e come funziono io, capisco se sbaglio, perché sbaglio, e a volte capisco anche come devo correggere lo sbaglio.
Insomma, il Suo Metodo da stronza funziona.
La mia Maestra sa fare un sacco di cose: sa ballare il twist e il tango, sa cantare, sa far piangere, sa dipingere albe e tramonti, sa far ridere, a modo suo sa far di conto, sa far sognare, sa addirittura fare le magie.
La mia Maestra è misteriosa, a volte parla senza parole, e capita che non la capisca proprio, altre volte sta zitta e la capisco ancora meno, a volte urla e mi fa paura, a volte mi accarezza e mi stupisco, è fatta così, la prendo per quello che è.
La mia Maestra è un po’ pedante, e sa di esserlo ma non le importa nulla, non smette mai di insegnare le cose, è una sua fissa, se non insegna non sta bene.
Un mio compagno di scuola è riuscito a scoprire il suo nome, glielo ha detto suo cugino della quinta A, uno che sa tutto, pare si chiami Vita, Sig.ra Vita, ma ancora non siamo riusciti a scoprire il cognome. Non è che ce ne freghi molto di sapere anche il cognome, però magari può essere utile per il prossimo tema.

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Shine

7 Dic

IMG_20151206_164514“Our deepest fear is not that we are inadequate. Our deepest fear is that we are powerful beyond measure. It is our light, not our darkness that most frightens us. We ask ourselves, ‘Who am I to be brilliant, gorgeous, talented, fabulous?’ Actually, who are you not to be? You are a child of God. Your playing small does not serve the world. There is nothing enlightened about shrinking so that other people won’t feel insecure around you. We are all meant to shine, as children do. We were born to make manifest the glory of God that is within us. It’s not just in some of us; it’s in everyone. And as we let our own light shine, we unconsciously give other people permission to do the same. As we are liberated from our own fear, our presence automatically liberates others.”

“La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. E’ la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo? Sei figlio di dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto. E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

Marianne Williamson? Nelson Mandela? Chiunque l’abbia detto, non m’importa, è un pensiero che condivido, pienamente. Siamo tutti nati per brillare.

Vaffanculo.

31 Ott

L’aspetto affascinante delle batoste è che nessuno può prevedere la reazione di chi la riceve. Qualcuno si chiederà perché a me? e si darà una risposta, altri negheranno che sia mai successo, altri ancora resteranno ammutoliti per ore, altri penseranno che magari sarebbe dovuto capitare a chi scioglie i bambini nell’acido, altri piangeranno di rabbia, altri capiranno, altri rideranno, altri avranno crisi isteriche, altri si rassegneranno, altri invece faranno tutto questo, con l’aggiunta di una parola, una sola: vaffanculo. Vaffanculo alle cose superflue, alle persone superflue e a quelle moleste, ai pensieri inutili, alla buona educazione, all’ego, alle scuse, alle bassezze, alle illusioni. Ok, sono pronta. Vaffanculo.

Impressioni di settembre.

1 Set

IMG_20150901_080558No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

Impressioni di settembre (PFM)

To fly or not to fly?

28 Lug

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“The moment you doubt whether you can fly, you cease for ever to be able to do it.” J. M. Barrie, Peter Pan

La bici della felicità.

13 Lug

downloadGrande Capo Esti Pazzi (visitate il suo blog, mi raccomando) mi ha nominato per l’ABC della felicità, un gioco creato da Carla per scambiare le ricette della felicità, anzi proprio l’ABC della felicità, i fondamentali insomma. Ringrazio il Grande Capo e accetto di partecipare, a modo mio, anche perché non ho ricette della felicità, tutt’al più posso avere una bici di quelle con il cestino, e dentro qualche ingrediente utile. E così, stamattina, mentre mi preparavo ad andare in giro per i campi di lavanda (sì, vabbe’) nel cestino della mia bici ho trovato una bella manciata di Adesso, che mi ricorda di non aspettare chissà quale grande evento, quale strepitosa magia, quale grandioso successo, per sentirmi felice, oggi stesso posso scegliere di iniziare la giornata con il muso o con un sorriso, oggi però, non domani. Mentre continuavo a dare una sistemata alla bici, dal cestino è spuntato fuori uno strano Beyourself, e ho dovuto controllare nel vocabolario per scoprire che quella cosa significa sii te stesso, perché in fondo vestire i panni di qualcuno che non esiste dà una felicità che non esiste e un’infelicità invece molto reale. E poi, mentre ero pronta a sfrecciare con la mia bici tra i campi di grano dorato (ma non erano campi di lavanda? Boh) dal cestino è venuto fuori un ciuffo di Condividi con generosità, condividi quello che sei, quello che hai, quello che senti, con gli altri, così la felicità può moltiplicarsi. E poi, finalmente, sono riuscita a sfrecciare con la mia bici tra i campi di girasole, di lavanda, di grano (eheh).

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Le cose importanti.

4 Giu

images (1)Purtroppo, non ho mai potuto leggere molti libri di Stephen King, è sempre stato troppo bravo con le parole e troppo bravo a creare le atmosfere perfette per non farti dormire la notte. Ricordo che al liceo, la mia amica , completamente stregata dal “re dell’horror”, tentava di farmi passare notti insonni con lui (!!) ma essendo io una che aveva trascorso l’infanzia convinta che sotto il letto ci fossero mostri dalle mille forme (grazie agli affascinanti racconti horror di nonna e compagni di classe) ho resistito al richiamo di Stephen e ho letto solo qualche libro. Forse qualcuno l’ho pure rimosso. Ma ricordo perfettamente questo brano, l’avrò letto migliaia di volte da ragazzina, e ogni tanto mi viene in mente, forse quando non dico o non so ascoltare le cose importanti.

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono le cose di cui ci si vergogna, perché le parole le sminuiscono – le parole rimpiccioliscono cose che sembravano non avere fine quando erano nella vostra testa fino a renderle a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più di questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicino al posto in cui il vostro cuore segreto è sepolto, come i segnali che conducono ad un tesoro che i vostri nemici adorerebbero rubare. E voi potreste fare rivelazioni che vi costano tanto per poi avere delle persone che vi guardano in modo strano, senza capire affatto quello che avete detto, o perché il vostro pensiero fosse così importante da farvi quasi piangere mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, penso. Quando il segreto rimane chiuso a chiave, ben chiuso non per mancanza di qualcuno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia capire.

The most important things are the hardest things to say. They are the things you get ashamed of, because words diminish them-words shrink things that seemed limitless when they were in your head to no more than living size when they’re brought out. But it’s more than that, isn’t it? The most important things lie too close to wherever your secret heart is buried, like landmarks to a treasure your enemies would love to steal away. And you may make revelations that cost you dearly only to have people look at you in a funny way, not understanding what you’ve said at all, or why you thought it was so important that you almost cried while you were saying it. That’s the worst, I think. When the secret stays locked within not for want of a teller but for want of an understanding ear.