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Abuso d’estate.

10 Lug

Gattino-EstateNata in piena estate, mi considero naturalmente una creatura estiva. Adoro il caldo torrido, il sole, il mare, la luce abbagliante, le giornate lunghe, l’aria che sa di gelsomino, i fichi, le angurie, le albicocche, i gelati, alzarmi presto per rincorrere l’alba, fare tardi la sera anche solo per guardare le stelle. “Adoro” significa che non conosco, non voglio, mezze misure, perciò pretendo di poter fare ogni cosa al massimo, perché d’estate tutto sembra possibile, anche chiedere al proprio fisico di consumare le energie che in realtà, dopo un lungo e tosto inverno, dovrebbe recuperare, e non disperdere. Diciamo che, fondamentalmente, mi rincoglionisco un pochino, perciò mi capita di commettere il reato di “abuso d’estate”, ossia mi convinco che, essendo io una sua devota creaturina, l’estate mi permetta qualsiasi cosa, e allora esagero, mi scialo, faccio tutto quello che so mi farà male, forse anche  incoraggiata dal fatto di vivere in un’isola che regala estate a piene mani. Ovviamente, il reato prevede anche una sanzione, perché anche il rincoglionimento, con rispetto parlando, si paga. In attesa della saggezza. E di un’amaca.MCT1033-42648793f_1024x768

 

Prima che canti il gallo.

14 Ago

Un piccolo promemoria sulle cose da fare, ogni mattina, prima che canti il gallo canti:

– Bere due bicchieri d’acqua;

– ringraziare;

fare cinquanta addominali per eliminare la pancetta da gelati;

corsa o camminata veloce per un’oretta;

– salutare il sole che sorge;

– ringraziare;

– colazione rigenerante (qualche volta, andare al panificio a prendere i cornetti integrali al miele appena sfornati). In realtà, al momento della colazione, tutti i galli dei dintorni hanno già cantato almeno cinque volte ma la maggior parte degli umani sonnecchia, non chiedo di più.

 

Sol levante

Sol levante

Il respiro dell’albero.

2 Feb

Da queste parti piove da circa una settimana, piove così tanto che anche la merla e i suoi piccoli devono essersi bagnati parecchio ma va bene così perché la pioggia serve, dà la vita, lava via la polvere, disseta, ci evita di razionare l’acqua in estate, etc. etc.. Non è vero, già dopo due giorni così, ci viene la depressione ma non lo confessiamo per non essere considerati lagnosi. Comunque. Qualche giorno fa, dopo una notte di acqua buttata dal cielo sui nostri tetti e sulla nostra terra, al mattino è spuntato un bellissimo sole, caldo, rigenerante e, a quanto pare, ha scaldato anche uno degli alberi più vecchi del monte che, come facciamo anche noi, ha aperto la bocca e ha buttato fuori il suo alito caldo. Ho provato a catturare il “fumo” che parte dalla base e passa attraverso i rami dell’albero, e mi piace condividerlo con voi 🙂