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Giraffa economista.

21 Gen

zio paperone albero di dollariL’ Economia non è la mia materia mentre sull’economia, quella di tutti giorni, mi sono fatta un po’ di esperienza sul campo, e siccome la necessità stimola la virtù e, nel mio caso, la virtù che voglio stimolare è quella di non far volatilizzare più del necessario le ghiande necessarie per gli scambi qui sul monte, ho deciso di applicare, seriamente, l’antico principio “il risparmio è la migliore forma di guadagno”. Ma, Giraffa, non vorrai parlare di vile danaro? Che volgare! Parla di brioches! Sì, voglio essere volgare, le brioches un altro giorno.
Dunque, come scrivevo prima che Maria Antonietta mi interrompesse, quest’anno ho deciso di sviluppare quella virtù, e di farlo in modo costante, scientifico, pratico e, allo stesso tempo, fantasioso e gratificante per l’umore. Il primo passo giusto da fare, mi è sembrato quello di mettere nero su bianco le mie spese, insomma mettermi davanti al fatto compiuto e, come sto constatando, davanti alle mie difficoltà di resistenza alle tentazioni. Perciò, da questo mese, ho iniziato a segnare su un quaderno, rosso, così non lo posso ignorare, tutte le spese, mese per mese, con indicazione precisa del motivo della spesa (se vado al supermercato, poi, segno tutti gli acquisti) e, ovviamente, le entrate. Chi fa quest’operazione da anni mi dirà “bella scoperta, è un banalissimo bilancio!”. D’accordo, sin qui si tratta di un banale bilancio, con la differenza che nel bilancio non segni se hai acquistato orzo, riso o sapone di marsiglia, invece in questo modo ti rendi veramente conto di quale sia la spesa superflua e quella veramente necessaria. Allo stesso tempo, però, siccome non posso solo bastonarmi, sapendo quanto l’animo umano sia sensibile alle gratificazioni, ho studiato un metodo che, dopo avermi responsabilizzato, mi dà soddisfazione e ho inserito nel piccolo bilancio, l’aggiunta gratificante, la carota che si accompagna al bastone, ossia un elenco di spese scongiurate, quelle che ho inserito alla voce desiderata interrotti, ossia gli acquisti che avrei voluto fare, o che, talvolta, il mercato mi ha tentato di fare, ma che non ho fatto, lasciandoli lì nello scaffale, nella vetrina, sul bancone, perché inutili o, al momento, non necessari o non possibili. Riguardando il piccolo bilancio, quindi, mi rendo conto che molti desiderata, alla fine, sono solo parole e non renderebbero, in ogni caso, la mia esistenza più libera e felice, di conseguenza mi sento soddisfatta per aver fatto la scelta giusta. Secondo le mie previsioni, il desiderio del superfluo, o dell’impossibile, dovrebbe diminuire nell’arco di qualche mese, qui lo dico e qui lo nego 😀

Ma quale pausa pranzo?

23 Nov

Sinceramente, quando leggo certe notizie ormai non so più se ridere o farmi girare le corna “a frullatore”. Per esempio, in un periodo di profonda crisi economica, esiste gente, come il ministro per l’attuazione del programma del governo (ministero per me totalmente incomprensibile, dal momento che ogni ministero, con la propria azione, dovrebbe attuare il programma governativo, nel settore di competenza ma tant’è, a Palazzo Chigi c’era una stanza vuota da riempire) l’onorevole Gianfranco Rotondi, democristiano tutto d’un pezzo, che racconta al mondo la sua personale ricetta per curare i mali dell’Italia lavorativa e lavativa di oggi: saltare la pausa pranzo. Naturalmente, è un argomento che riguarda solo gli italiani che ancora hanno un lavoro e ancora riescono a fare un pranzo ed una cena al giorno, tutti gli altri sono già in lista per ricevere l’onorificenza “lo stomachino vuoto che aiuta lo Stato”, per il grande contributo dato al PIL (il pil che uno deve farsi crescere nello stomaco per sentire certe cose). Comunque, voglio dare anch’io il mio contributo alla soluzione dei problemi italici e, nel caso il salto del pranzo non dovesse funzionare, mi permetterei di suggerire al ministro una soluzione aggiuntiva piuttosto efficace: un bel paio di catene da legare alla caviglia dei lavoratori, ed il PIL sarà più felice.

Esame di avvocato 2009 – Modifiche urgenti.

13 Nov

200410271143050bilanciaSiccome qui sul monte ogni tanto ci preoccupiamo di dare informazioni di pubblica utilità, mi sembra corretto dare notizia alla collettività (mi è scappata pure la rima) dell’ultimo decreto del ministro della giustizia, emanato nottetempo mentre voi bravi angioletti italiani incontravate Morfeo, recante “Modifiche urgenti all’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense – Sessione 2009” pubblicato in G.U. n. 0010 del 12/13 novembre 2009 h. 00.01:

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’approvando d.d.l. in materia di prescrizione (ops, scusate, “processo breve”);

Visto l’inutile sterminio di alberi finalizzato alla produzione del materiale usato per la fabbricazione di manuali e codici che, in seguito all’approvazione dell’approvando d.d.l., verrebbero utilizzati alla stregua dei Rotoloni Regina (e nessuno osi dire che il Ministro fa pubblicità ai Rotoloni, chè altrimenti rischia vent’anni di carcere);

Ritenuta la necessità di indire una sessione di esami di abilitazione forense presso le sedi scelte dai candidati a seconda delle proprie esigenze personali (perché siamo in democrazia e siamo liberali)

DECRETA

Art. 1

1) L’esame ha carattere teorico-pratico ed è scritto ed orale. Il candidato dovrà dimostrare di saper contare fino al 2 e dovrà, inoltre, dare prova di conoscere lo stato di tutti i procedimenti penali degli imputati più potenti residenti sul territorio italiano.

2) Forza ragazzi, in fondo non è così difficile.

Il Ministro

Camera chiusa, per inerzia (e piccolo sondaggio).

8 Nov

La notizia è finita in fondo alla classifica delle top news, dopo l’influenza, i trans, la cronaca nera, l’hula hoop di Michelle Obama, eppure è piuttosto inquietante, addirittura più inquietante della nuova tinta per i capelli usata dall’imperatore. Dunque, il presidente Fini, la settimana scorsa, ha deciso di chiudere la Camera dei deputati per una settimana, per un motivo semplice ma assai preoccupante: alla Camera arrivano da esaminare solo provvedimenti provenienti dal Governo, e nessuna iniziativa parlamentare, dal momento che ogni iniziativa di quel genere viene bloccata nelle commissioni per mancanza di copertura finanziaria. In pratica, il governo non garantisce la copertura finanziaria per eventuali leggi proposte dai parlamentari e ai nostri deputati non resta altro da fare che approvare i decreti governativi o girarsi i pollici, come se il Parlamento fosse un notaio del Governo, come se qualcuno si fosse dimenticato che il potere legislativo in Italia spetta al Parlamento e non al Governo. Qualunque cosa ci sia dietro questa mossa del presidente Fini (senso pratico o scaramucce con Tremonti che ha il braccino corto e vuole imporsi su tutti gli altri colleghi di partito) si può serenamente, pacatamente, biologicamente dire che siamo alla frutta, non mi resta che proporvi un sondaggio: