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Il piacere della salita.

1 Giu

downloadFabio Aru, il giovane ciclista di San Gavino Monreale, è arrivato secondo al Giro d’Italia che si è concluso proprio nei giorni scorsi. Non ha vinto, eppure è un piccolo eroe della vita, di quelli che non conquisteranno mai un regno ma riescono comunque ad essere fonte di ispirazione per tutti e questo, per me, è più importante di qualsiasi trono sulla faccia della terra. Un trono lo puoi ereditare, lo puoi rubare, lo puoi conquistare con l’inganno o con la prepotenza, mentre le tappe vinte in questo Giro, Aru le ha conquistate con la tenacia, con la fatica, con la forza fisica e mentale, con il sacrificio, con l’umiltà, letteralmente con le proprie gambe. Ecco perché abbiamo iniziato ad amarlo, perché siamo stanchi di personaggi inconsistenti che si beano degli altri quando li sorpassano con l’inganno, e perché, in fondo, le mete che preferiamo sono quelle in salita, quelle che raggiungiamo con le nostre forze, senza sconti.

Piccoli eroi.

2 Apr

_MG_8493Ognuno ha una lista di eroi nel cassetto, con personaggi dai quali trarre ispirazione ed esempio. La mia è piuttosto variegata, contiene esseri umani ed animali, qualche nome famoso e parecchi sconosciuti, tutti accomunati dalla resistenza, dalla tenacia e dal coraggio, nelle avversità così come nella gioia (sì, anche nei momenti di gioia serve coraggio, tenacia e resistenza).  In questi giorni, alla lista si è aggiunto un personaggio: si chiama dendroica striata ed è un piccolo eroe della resistenza. Letteralmente piccolo, visto che pesa circa dodici grammi, piume comprese, e può stare su due dita della mano. Ebbene, questo piccolo essere piumato è in grado di percorrere oltre duemila chilometri, senza soste, nell’arco di 2-3 giorni, per andare dal Nord al Sud America, passando per l’Atlantico, guidato esclusivamente dall’istinto. Dendroica non poteva che entrare di diritto nella lista di eroi, tra quelli più misteriosi ed affascinanti, quelli che vivono guidati dall’intelligenza dell’istinto, e hanno capito qual è il proprio ruolo nel mondo senza farsi troppe domande.

 

O partigiano portali via.

25 Apr

Sembra strano, avere nostalgia di un tempo che non si è vissuto. Eppure, io sento nostalgia di un tempo in cui gli ideali erano la libertà e la giustizia sociale, si lottava per realizzarli e si riusciva a realizzarli e sarò sempre grata a tutti gli uomini e le donne che hanno combattuto, perso la vita, per farcene dono e garantirci condizioni di vita dignitose. Non so cosa sia successo, nel frattempo, da quel 25 aprile del 1945, per farci regredire allo stato primitivo dell’intelletto, e farci pensare che l’esistenza sia solo lotta per la sopravvivenza, non lo so proprio ma so che non mi piace e sentendo l’intervista di un vecchio partigiano che, più o meno, diceva che questa non è l’Italia che avevano in mente loro, perché “non esiste giustizia sociale se una persona non è nemmeno messa in condizioni di vivere indipendentemente dalla famiglia d’origine” mi sono venute in mente le parole di un altro grande partigiano, Sandro Pertini, parole che avevo già pubblicato (sarà che al nostro vecchio Presidente mi ero affezionata) ma pubblico nuovamente perché fanno bene al cuore e perché ci possano spronare a migliorare:

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. […] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. […] Questa non è la libertà che intendo io.” ( Sandro Pertini).

http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana

http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Pertini

Oltre la resistenza…

27 Giu

..c’è la resilienza, ossia quella cosa che alla resistenza aggiunge una spruzzata di dinamismo, un pizzico di positività, un gocciolone di energia, un cucchiaio di buonumore, una bottiglietta di relazioni sociali, e l’immancabile istinto di sopravvivenza. La parola nasce per definire la capacità dei metalli di resistere alla rottura, in caso di urti o colpi e sono stati gli americani ad estendere il concetto alla capacità degli uomini di resistere alle avversità, di gestire sofferenze e frustrazioni in modo positivo, superarle e uscirne rinforzati e addirittura trasformati. I bambini sono i veri maestri della resilienza, noi adulti abbiamo troppi limiti e blocchi mentali per avere la loro flessibilità al cambiamento ma possiamo sempre imparare, magari con lentezza, ma possiamo imparare, lo dicono gli esperti e lo dicono gli esempi di persone che hanno vissuto situazioni difficili riuscendo a superarle per diventare più forti e serene.

Il segreto sta nell’imparare ad usare bene le caratteristiche della resilienza che, d’altra parte, ognuno di noi ha, somewhere over the rainbow, cioè: la capacità di esaminare sé stessi e i problemi che si hanno; la capacità di mantenere un certo distacco, fisico ed emotivo, dai problemi (eh, ‘na parola!) però, senza isolarsi, anzi, mantenendo rapporti soddisfacenti con le altre persone; la creatività, la capacità di creare ordine, bellezza, darsi degli obiettivi, nonostante il caos; l’umorismo, il famoso “proviamo a riderci su, nonostante tutto”. Perché ne scrivo? Probabilmente, per ricordare, soprattutto a me stessa, che quelle capacità l’essere umano le ha tutte, basta metterle in funzione per benino, e per consigliarvi, se siete in fase di resilienza (ma anche se non lo siete) un libro che potrebbe farvi sorridere: Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella, in due giorni vi affezionerete al protagonista.