Tag Archives: psicologia

Un bel chiletto di affari miei.

28 Gen

keep-calm-and-futtitinni--49I colpi di saggezza, nella vita, arrivano all’improvviso, come illuminazioni. Come se, da un momento all’altro, nella stanza prima buia, si accendesse una bella luce calda che permette di vedere cosa c’è intorno, magari un divano se la stanza è il salotto, i fornelli del gas se è la cucina, o il bidet se invece è il bagno. Perlomeno, a me succede così, si accende la luce e zac! nel cervello tutto diventa chiaro. Un’illuminazione. Roba da farsi vedere da un guru o da uno psichiatra. Per il momento, roba da blog. Ho avuto delle illuminazioni epiche, che hanno ribaltato la mia esistenza e il mio modo di vedere le cose e credo che l’ultima, sebbene non sconvolgente, avrà delle profonde e inesorabili ripercussioni nella vita di tutti i giorni. L’Illuminazione mi ha detto “Gira’ , senti a me, fatte ‘n po’ d’affaracci tuoi!” e ho capito. Ho capito che la regola per vivere bene e far vivere bene pure gli altri è farsi due o tre chili di affaracci propri, mind your own business, senza problemi, senza se e senza ma, futtitinni, lassa perdi, fatticazzituoi. Nella vita pratica, la nuova filosofia dovrebbe, quindi, aiutarmi in situazioni molto frequenti, per esempio: sono in un negozio di abbigliamento, vedo un maglione, un pantalone, insomma quello che è, per terra. Il mio istinto naturale mi fa chinare, raccogliere quel benedetto capo per poggiarlo sulla gruccia o su un tavolo. Perdo pure tempo, però è più forte di me. E allora, ecco che entra in gioco la nuova filosofia, lassa perdi, quindi lo lascio lì buttato per terra, a prendere polvere e terra, a sgualcirsi.keep-calm-and-mind-your-own-business

Risparmio tempo e tutti vivono bene. Le commesse sono contente perché lavorano, il maglioncino è contento perché prova una nuova esperienza, io … io… io, vabbe’, ho bisogno di tempo prima di essere contenta al pensiero di non averlo preso da terra. Altro esempio? Ok, altro esempio. Notte, sono a casa mia, spaparanzata sul divano a guardare qualche idiozia in televisione, sento un urlo provenire dalla strada. La mia natura mi fa alzare immediatamente ed uscire fuori di casa per capire cosa sia successo. Ecco, già in questa fase l’illuminazione dovrebbe dirmi futtitinni, mind your own business, fatticazzituoi, lassa perdi. Mettiamo che in questa fase non ascolti la nuova filosofia, allora nella seconda parte della storia, potrebbe capitare che quell’urlo provenga da una bambina che si è fatta male con la bicicletta, bambina con famiglia a seguito, stranieri che non parlano un accidenti di italiano e un po’ di inglese. Accorrono altre persone, sarebbe il caso di andare dalla guardia medica, ma le altre persone hanno già avuto l’illuminazione futtitinni perciò si dileguano. A quel punto, l’omino del fatticazzituoi interviene per farmi dileguare, ma non sono sicura che riesca a farlo. Altro esempio ancora? Ok, altro esempio. Una persona a me molto cara, sta male, ma proprio male, però non si rende conto di quanto stia male, o forse, semplicemente, non ha la forza per affrontare il malessere, “hai bisogno di un aiuto“, “ma perché, secondo te sto così male?“. Ecco, il mio istinto naturale mi fa diventare una iena rompiballe di livello A (su una scala di tre livelli: C-rompiballe di livello basso, B-rompiballe di livello intermedio, A-rompiballe da competizione olimpica). La iena rompiballe di livello A, per intenderci, smonta l’intero sistema sanitario nazionale per trovare un professionista che possa fornire quell’aiuto. E lì, interviene, o dovrebbe intervenire l’illuminazione, facendomi diventare, se proprio non è possibile uscire completamente dalla classifica dei rompiballe, almeno un livello B intermedio.

keep-calm-and-fatti-i-cazzi-tuoi-79Lascio che la persona si assuma la responsabilità della propria salute, della propria vita e scelga se farsi aiutare oppure no, non interferendo nella libertà altrui, perché è giusto così, perché non posso imporre la mia volontà, perché io, fondamentalmente, ormai sono seguace della filosofia fatticazzituoi, perciò lascio che la persona vada per la sua strada, anche se la rende infelice, perché nemmeno io d’altra parte tollero interferenze.  Ce la farò? Non so. Per ora, qualcuno abbassi la luce, per piacere.

 

 

La mia testa a colori.

19 Feb

Sara è un nome giallo, Cecilia è arancione, Francesca è rosso, come Claudia e Maria, mentre Anna è bianco, Stefano è un bel nocciola, Giuseppe è verde, Miriam è viola e potrei continuare a lungo, con tutti i nomi del mondo.

Da bambina, credevo che vedere il colore dei nomi fosse normale, cioè ero totalmente convinta che tutti quanti associassero un colore ad elementi che ufficialmente un colore non lo hanno, fino a quando ho parlato dei colori dei nomi (cioè quelli che io vedevo e vedo ancora) a persone che invece non avevano quelle “visioni” e dal loro sguardo stupito (diciamo stupito, va) ho capito che forse si trattava di uno scherzo della mia testa, uno dei tanti, e non ne ho più fatto parola, continuando a tenermi, serenamente, tutti i colori nella mente. In realtà, non accade solo con i nomi, associo un colore anche ai mesi dell’anno, adesso per esempio siamo nel marrone di febbraio, abbiamo lasciato il bianco di gennaio e il blu di dicembre, arriveranno l’arancione di aprile, il celeste di giugno e l’ocra di luglio e via così.

So che cosa state pensando: “questa qua non è normale” e forse un po’ avete ragione: oggi, sfogliando il Corriere della Sera (per certe cose ancora leggibile) ho scoperto che questa “cosa” innata ha un nome, si chiama sinestesia ed effettivamente non è normalissima, in pratica, accade che la stimolazione di un senso produce una risposta in uno o più altri sensi. Quindi, da quello che ho capito, si tratta di una sorta di risposta “aglio per cipolla” nel dialogo tra i sensi, tu mi dici un nome ed io vedo il colore del nome, per me una reazione immediata, spontanea.

Pare sia un fenomeno ereditario (in effetti, ho verificato che lo è) che riguarda sopratutto le donne e le persone mancine (ed io, modestamente, lo nacqui) ed è una caratteristica degli artisti, dei creativi. Gli studi scientifici non dicono che riguarda, in genere, persone bellissime e intelligentissime ma solo perché gli scienziati hanno un certo pudore 😆 .

Perché faccio outing, a rischio di passare per folle? Perché magari ci sono altri sinesteti  che passano da queste parti e perché, in fondo, qualche goccia di follia colorata rallegra le giornate.

Se volete saperne di più:

http://www.cafepsicologico.it/sinestesia/;

http://it.wikipedia.org/wiki/Sinestesia_%28psicologia%29;

http://sinesteti.net/;

http://dabpensiero.wordpress.com/2009/03/17/sinestesia-miscuglio-dei-sensi/.

(L’immagine l’ho presa qui)