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Test psicologico: i “se” dello sgomento.

25 Gen

Se nel tuo Paese l’opposizione è fatta dai vescovi e questa cosa ti crea sgomento;

se, sempre nel tuo Paese, un politico condannato per aver favorito i mafiosi (cioè quegli onesti lavoratori che vivono prendendo una quota mensile dei guadagni altrui; vendendo droghe ai disperati; eliminando fisicamente gli antipatici; sciogliendo bambini nell’acido dopo averli rapiti, torturati e uccisi; sotterrando sotto pascoli erbosi veleni di ogni genere; e via elencando) diventa un povero agnello sacrificale e un esempio di dignità e anche questa cosa ti lascia sgomento;

se il tuo capo del governo ha un impero economico che comprende i giornali e le televisioni che ti danno le notizie e tu sei sgomento da molti anni;

se un partito dell’opposizione al governo di cui sopra, è felice solo quando annaspa, tramortito dalle guerre interne tra dirigenti e tu sei sgomento;

se per una donna fare carriera significa prostituirsi, con la benedizione di mamma e papà e questa cosa ti lascia sgomento perché, se sei donna, pensi di potercela fare anche senza un vecchio porco a pagamento e, se sei genitore, preferiresti che tua figlia non finisse tra le mani del suddetto vecchietto;

se il modo migliore per trovare un lavoro e garantirsi uno stipendio dignitoso è quello di andare a farsi impallinare in un Paese sperduto dell’Asia, che ha un nome vagamente somigliante ad Affanculistan e tu sei sgomento;

in tutti quei casi, caro lettore sgomento, rilassati, stai seduto, ti devo dare una notizia: tu, insieme a quelli sgomenti come te, appartieni ad un piccolo gruppo di sopravvissuti allo sterminio della razza italiana pensante, avvenuto anni fa, ad opera di un manipolo di conquistatori provenienti dal pianeta Xyz65. Alcuni di Loro sono rimasti tra noi ma sentono nostalgia di casa e, soprattutto, nel pianeta Xyz65 sentono la loro mancanza, perciò stanno organizzando un bus navetta per venire  riprenderseli, è solo questione di tempo, pazienta e mantieni il segreto e sii gnocca, così non ti notano.

Bersani, dì qualcosa!

13 Gen

Passano gli anni, le ideologie talvolta si evolvono, talvolta si realizzano, spesso evaporano lasciando al proprio posto solo una miriade di particelle nebulizzate che noi chiamiamo parole. Questo accade, nel migliore dei casi, quando muoiono le ideologie: rimangono almeno le parole legate a quelle idee, rimangono i concetti, i ragionamenti, e si tramandano. Nel caso della nostra “fu sinistra”, invece, insieme alle idee sono state sotterrate anche le parole, come si faceva con i faraoni e le cose a loro più care, e sono rimaste le frasi da bar, perché forse i rappresentanti della sinistra pensano che quelle siano le più comprensibili per il popolo, è solo così che mi spiego i discorsi di Bersani, segretario del PD, il Polpettone Democratico, che riunisce un po’ di “fu sinistra” e un po’ di “fu democrazia cristiana”. Proprio recentemente, l’on. Bersani ha fatto sfoggio dei suoi grandiosi successi scolastici, pubblicando i voti ottenuti nella sua carriera universitaria: ora, sappiamo che per essere dei grandi politici non serve certamente una laurea, ma nel caso del nostro “Onorevole 30 e lode”, si presume che abbia studiato tanto per ottenere quei voti e che abbia studiato a fondo il pensiero dei grandi filosofi, e si presume che abbia imparato anche a ragionare con la propria testa, e allora qualcuno mi sa spiegare perché, nel caso di Mirafiori, l’unico concetto che ha saputo esprimere, riguardo alla presa di posizione di Berlusconi a favore di un eventuale espatrio della Fiat, è stato “non va bene che il governo permetta di portare la roba fuori dall’Italia (pausa ad effetto) è una vergogna”? Che cos’è la roba? Cosa vuol dire portarla fuori? Perché non va bene? Il popolo ha bisogno di capire la situazione, ha bisogno di capire quali saranno le conseguenze per i lavoratori e per l’Italia, nel caso in cui al referendum di Mirafiori dovesse vincere il sì o il no; sempre il popolo vorrebbe sapere se è meglio votare sì o no all’accordo; il popolo vorrebbe sapere da che parte sta il PD, oltre che dalla parte delle proprie calde poltroncine. Ancora oggi, per la nostra “fu sinistra” vale il vecchio “D’Alema, dì una cosa di sinistra! Dì una cosa anche non di sinistra! Di civiltà! D’Alema, dì una cosa!”, “Bersani, dì qualcosa!”

Una dei nove milioni.

16 Nov

Ebbene, anch’io ho contribuito a sbancare l’auditel per “Vieni via con me”, il programma di Fazio e Saviano, programma che, tra l’altro, non avevo ancora visto. Mi è piaciuto, nonostante la faccetta da bimbo finto modesto di Fabio Fazio, e ammetto che il racconto di Saviano sulle origini di mafia, camorra e ‘ndrangheta, e di tutti gli strascichi odierni, compresa la creazione di un nuovo centro di potere a Milano, mi ha trattenuta davanti alla tv. Poi, poi, è arrivato quello che è stato preannunciato come il momento cruciale del programma: Bersani e Fini davanti al microfono a leggere i valori della destra e della sinistra, ha iniziato Bersani, leader del PD il quale, con il suo solito fare da uomo che non dice nulla anche se dice qualcosa, ha letto una frase che, più o meno, diceva così “dove ci sono i deboli, lì è la sinistra”, in un secondo, o forse due, ho provato a ricordare le epiche battaglie del PD a favore dei deboli, o almeno le prese di posizione sui diritti civili e a quel punto, all’improvviso, senza che me ne rendessi conto, è arrivato il momento clou della trasmissione: lo schermo è diventato tutto nero, la mia zampa, inconsapevolmente, aveva premuto off sul telecomando, ormai sa già cosa fare in casi del genere.

http://www.corriere.it/politica/10_novembre_16/fazio-saviano-bersani-fini-record-ascolti_643d6d60-f163-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml