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E poi, arriva Trieste.

22 Giu

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Qualche volta, quando incontro una persona per la prima volta, mi capita di provare la sensazione di averla già conosciuta, non si tratta di un semplice déjà vu, non è la sensazione di “rivivere” un momento già vissuto, è qualcosa di diverso, di più forte, che non lascia dubbi, quella persona l’ho conosciuta e basta. Probabilmente, esiste una spiegazione a tutto ciò, sarà di tipo neurologico, psicologico, o di altra natura ma, al momento non la voglio cercare, accetto la mia bizzarria. Mi capita anche con i luoghi, ed è altrettanto bizzarro, perché a volte mi sento a casa in posti totalmente sconosciuti.
Trieste è uno di quei luoghi. Sapevo di averla già conosciuta, mentre leggevo storie sul suo conto, o quando vedevo immagini che la ritraevano, bella e malinconica. O magari, chissà, forse, semplicemente, mi ha sempre affascinato quel suo essere così libera, o il fatto che sia stata così importante per la nostra storia eppure così poco conosciuta dagli italiani.
E allora, eccola, finalmente, Trieste, affascinante bellezza mitteleuropea, con i suoi palazzi imponenti e sontuosi, con la sua Piazza aperta sul mare, con i suoi abitanti, accoglienti e discreti, con i mille suoni di lingue diverse che volano nell’aria. Trieste è elegante, libera, vivace, forte, bella, nonostante l’inaspettato caos del traffico nelle strade. Trieste non mi è nuova, eppure la vedo per la prima volta, la conosco eppure, senza che lei lo voglia, mi incanta e mi fa sentire a casa.20150616_200507

Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

Umberto Saba – Trieste e una donna (1910-1912)20150616_220546

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Un pugno di stelle e allegria.

18 Mag

poesia-es-liberacion1Ringrazio Nico, grande dispensatore di poesia con il suo blog Poesia&Cultura, per aver pubblicato questa, bellissima, di Mario Benedetti:

Ancora

Non ci credo ancora
stai arrivando accanto a me
e la notte è un pugno
di stelle e di allegria
palpo gusto ascolto e vedo
il tuo volto il tuo passo lungo
le tue mani e tuttavia
ancora non ci credo
il tuo ritorno ha tanto
a che vedere con te e con me
che per cabala lo dico
e per i dubbi lo canto
nessuno mai ti rimpiazza
e le cose più triviali
si trasformano in fondamentali
perché stai tornando a casa
tuttavia ancora
dubito di questa fortuna
perché il cielo di averti
mi sembra fantasia
però vieni ed è sicuro
e vieni col tuo sguardo
e per questo il tuo arrivo
rende magico il futuro
e ancorché non sempre abbia capito
le mie colpe e i miei disastri
invece so che nelle tue braccia
il mondo ha senso
e se bacio l’audacia
e il mistero delle tue labbra
non ci saranno dubbi né cattivi sapori
ti amerò di più
ancora.

Mario Benedetti

***

I Can’t Still Believe It

I can’t still believe it,
You are arriving to my side
And the night is a handful
Of stars and happiness.

I feel, taste, listen and see
Your face, your long step,
Your hands and, however,
I can’t still believe it.

Your return has so much
In common with you and me,
That, because I guess it I say it,
And because of the doubts I sing it.

No one ever could replace you
And the most trivial things
Become fundamental,
Because you are arriving home,
However I still
Doubt of this good luck,
Because the pleasure of having you
Seems to me like a fantasy.

But you come and it is sure
And you come with your gaze,
And for that reason your arrival
Makes the future magic.

And although I have not always understood
My blames and my breakdowns,
On the other hand I know that in your arms
The world has sense.

And if I kiss the audacity
And the mystery of your lips
There won’t be doubts nor misunderstandings,
I will love you much more.

Mario Benedetti

I poeti lavorano di notte.

14 Mag

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,         

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

 

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

 

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

(Alda Merini da “Destinati a morire”)

 

Buonanotte a chi non può, non vuole, non riesce a dormire, ai poeti e ai non poeti.

 

Haiku.

21 Mar

Bucaneve

A white Spring day
snow falling on the lawn
Winter’s memory fading out

Se non puoi essere un pino … if you can’t be a pine …

22 Feb

pesciSe non puoi essere un pino sulla cima della collina,
sii un arbusto nella valle,
ma sii il migliore piccolo arbusto
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un cespuglio,
sii un ciuffo d’erba,
e rendi più bella una strada maestra.
Se non puoi essere un luccio, sii un pesce persico,
ma il pesce persico più vivace del lago!
Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere equipaggio.
C’è qualcosa da fare per tutti qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono di più piccoli,
e il compito che devi svolgere tu è il più vicino a te.

Se non puoi essere una strada maestra, sii un sentiero
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Non è con le dimensioni che vinci o perdi …
sii il meglio di qualunque cosa tu sia.

Douglas Malloch, Be the best of whatever you are.

Nella lingua originale rende ancora meglio:

If you can’t be a pine on the top of the hill,
Be a scrub in the valley…but be
The best little scrub by the side of the rill;
Be a bush if you can’t be a tree.

If you can’t be a bush, be a bit of the grass,
And some highway happier make;
If you can’t be a muskie, then just be a bass…
But the liveliest bass in the lake!

We can’t all be captains, we’ve got to be crew.
There’s something for all of us here,
There’s big work to do, and there’s lesser to do,
And the task you must do is near.

If you can’t be a highway, then just be a trail,
If you can’t be a sun, be a star;
It isn’t by size that you win or you fail…
Be the best of whatever you are!

 

(la bella traduzione è presa qui)

Una candela accesa.

15 Dic

Candles01Davanti ar Crocifisso d’una Chiesa
una Candela accesa
se strugge da l’amore e da la fede.
Je dà tutta la luce,
tutto quanto er calore che possiede,
senza abbadà se er foco
la logra e la riduce a poco a poco.
Chi nun arde nun vive. Com’è bella
la fiamma d’un amore che consuma,
purchè la fede resti sempre quella!
Io guardo e penso. Trema la fiammella,
la cera cola e lo stoppino fuma…

Trilussa

(l’immagine della candela è presa dalla rete)

Frate Sole, sora Luna.

22 Apr

Ogni giorno è il giorno della Terra, che ci ospita, ci accudisce e ci punisce, ci nutre, ci disseta, ci accompagna con la sua bellezza, trattiamola bene e facciamo in modo che sia una casa comoda e accogliente anche per chi verrà dopo di noi. Oggi si festeggia la Giornata mondiale della Terra, e vi lascio le parole di Francesco, san Francesco, un uomo che molto tempo prima di noi, celebrava le meraviglie della Terra:

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.