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Buon Natale, veloce e indolore.

24 Dic

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Cari amici vicini e lontani, vorrei augurarvi tante cose belle da trovare sotto l’albero: la felicità, il lavoro, la promozione che sognate (ecco, magari anche dopo Natale, non è che uno deve essere precisino precisino, eh) l’anima gemella, o parente stretta, la Sophia, la pace nel mondo, la lotta tra le lenzuola, insomma quello che desiderate di più. E invece, vi auguro solo un buon Natale, che sia veloce e indolore. E, mi raccomando, ricordate di sorridere e rispondere sempre “sì” o “tutto benissimo, grazie” a tutte le seguenti domande: allora, ti sei fidanzata/o? Come va il lavoro? E con tuo marito/moglie? E tu, parti a Capodanno? Allora, arriva questo nipotino?. Fidatevi, il mantra sorriso+sì+tutto benissimo, grazie vi renderà il Natale più gioioso e sereno. E poi, un sorriso è un bel regalo per voi e per chi vi sta veramente a cuore. Auguri!

E che sia quello buono.

23 Dic

Buon Natale, buon Natale, ma che sia quello buono..buono per cosa? Per scartare il pacchetto che contiene la leggerezza e indossarla subito, ogni giorno, come se fosse l’abito più comodo che abbiamo nell’armadio, il must have della vita quotidiana; per guardare il cielo stellato e mantere viva la capacità di stupirci ed emozionarci davanti alle cose belle; per trovare il coraggio di accettare quello che non possiamo cambiare e di cambiare quello che invece possiamo modificare e, come diceva qualcuno più saggio di me, la saggezza per capire la differenza tra una cosa e l’altra; per dire grazie; per manifestare l’amore, anche con piccoli gesti; per accettare l’amore ed apprezzare i piccoli gesti altrui; per non indulgere troppo all’autocommiserazione; per accettarsi così come si è, anche un po’ brutti, un po’ sporchi, un po’ cattivi e un po’ scemi. E buon per avere la lucidità sufficiente per postare di più 😉 Buon Natale a tutti!

Arresoconto post-natalizio.

28 Dic

Anche questo Natale è passato senza che io, tra le varie leccornie cucinate dalle femmine del branco, riuscissi ad assaggiare almeno un pezzetto della mia coda, in modo da fare i paragoni con il resto dell’anno e scoprire se, effettivamente, a Natale anch’io sono più buona come tutti oppure ho sempre lo stesso sapore. Credo di essere stata più buona, d’altra parte, chi non lo sarebbe, dopo aver ingurgitato i fagottini di carciofi e un buon vino rosso in buona compagnia? Eppure, ci sono persone che non vengono addolcite nemmeno da questo, probabilmente perché non amano i fagottini e non ritengono molto piacevole la compagnia dei padroni di casa e, a quel punto, il gentile consiglio sarebbe quello di rimanere a casa ma, nell’immensa bontà natalizia, nessun padrone di casa osa dare quel tipo di utile consiglio, si tiene gli ospiti abbruttiti da una vita che, evidentemente, non li appaga e si volta dall’altra parte per parlare con il ragazzino che spiega cosa diavolo è l’I-Pod, con i fidanzati innamorati, con la giovane donna in carriera, con il giovanotto ambientalista, con la vivace signora che ha scoperto le meraviglie di internet a cinquant’anni e, tra le altre cose, impara a giocare a sette e mezzo. Nella mia immensa generosità, nella bisca familiare clandestina, ho pure perso il mio gruzzolo di 1 euro, se questa non è bontà natalizia, perdincibacco. Insomma, anche una vecchia giraffa può diventare più buona e, addirittura, molto buona davanti a due sorrisi sdentati che si fanno strada tra due guance paffute venute al mondo da pochi mesi ma, tant’è, Natale è passato e tutta quella bontà è ormai un ricordo lontano 😛

Eppure, ieri notte…

25 Dic
Presepe con giraffa ©lagiraffa

Presepe con giraffa ©lagiraffa

..qualcuno ha lavorato, come dimostra la foto scattata dal satellite Lagiraffasatellitare in un momento molto delicato dell’importante missione. Buon Natale a tutti!!

Integrazione: zero spaccato.

21 Dic

Certe volte, leggendo le notizie sui modi bizzarri che hanno gli italiani di favorire l’integrazione tra i popoli, ho la sensazione che l’integrazione sia come gli strani concetti che hanno bisogno delle linee guida governative per essere attuati in concreto, o perché manca una definizione chiara o, spesso, perché manca la dose minima indispensabile di intelligenza per metterli in pratica. Nel caso di due maestre di Cagliari, temo che un libretto con le linee guida sarebbe stato molto utile: ebbene, le due insegnanti elementari, qualche giorno fa, si sono rifiutate di accompagnare gli alunni delle loro classi alla festa di Natale organizzata da un’associazione poiché, secondo il loro personalissimo concetto di integrazione, la partecipazione sarebbe stata irrispettosa nei confronti di due scolari musulmani, perciò, tutti in classe, muti e zitti ad ascoltare le perle di saggezza delle due maestre. Chissà che concetto si faranno i bambini cattolici di questa strana religione musulmana che impedisce loro addirittura di partecipare ad una festa, chissà come saranno considerati rompipalle i due compagni musulmani, per colpa loro le maestre hanno deciso di non farci andare alla festa, non serve essere grandi pedagogisti per immaginare le reazioni dei bambini in caso di feste negate, o no? Non serve avere alle spalle anni di insegnamento per capire che i bambini, cattolici e musulmani, non fanno molte distinzioni quando si tratta di divertirsi, di giocare, di correre, cantare, scatenarsi, e ogni occasione può essere giusta per socializzare e conoscere le altre culture, il Natale come la Festa del montone, solo quando qualche adulto gli infila nel cervellino strani concetti di “rispetto” e “integrazione” allora iniziano ad avere il dubbio che una cultura sia strana, repressiva e pericolosa, i maestri, i genitori, i parenti, gli amici “grandi” servono anche a questo, perdincibacco, per farli giocare tutti insieme e per aiutarli a capirsi. Insomma, esiste una via di mezzo tra il White Christmas e il No Christmas delle maestre cagliaritane, è il Natale a colori, quello dell’accoglienza, se questa cosa semplice, semplice non si capisce difficilmente potrà essere insegnata perciò, per ora, zero spaccato Ø alle maestre.

(La foto l’ho presa qui)

Regali di natale.

20 Dic

Ebbene, anche qui sul monte si va alla ricerca del regalo giusto, quello adatto alla persona che lo riceverà, non un regalo purché sia. Perciò ho fatto un giro per i vari negozi, negozietti, mercatini, grandi magazzini e botteghe del monte e devo ammettere di aver visto delle cosette niente male. Per esempio, nel fornitissimo megastore Cielo di Notte, ho trovato un’ampia scelta di corpi celesti e ho visto una bella stella, luminosa, con dei riflessi dorati, perfetta per chi la notte ha bisogno di non sentirsi solo, credo che potrei metterla nel sacchettino di tramontana che ho preso all’Atelier dei venti, dove hanno sempre ottime brezzoline e bei venti  da confezione, freschi o caldi, a seconda delle esigenze. Nel Bazar del Mattino, invece, ho trovato una bella bottiglietta in vento soffiato, dove ho raccolto delle ottime, fresche e spiritose gocce di rugiada, adatta a chi è convinto di essersi rinsecchito, probabilmente basterà qualche goccia, come mi ha spiegato la signora del Bazar, e la persona rinsecchita inizierà a sentire l’acqua entrare in circolo, inizialmente proverà una sensazione di stordimento, così mi ha detto sempre la signora, ma nel giro di poco tempo si sentirà rinvigorita, pare che questa cosa si chiami “rugiadaterapia”, bah, non so quanto sia attendibile, i negozianti farebbero di tutto per convincerti. Nella mia lunga passeggiata alla ricerca del regalo giusto, con un freddo veramente freddo, fortunatamente ho trovato aperto uno dei miei negozi preferiti qui sul monte, il Semenzaio, ha semi di ogni tipo, il proprietario ed io siamo ottimi amici, lui sa che se dipendesse da me seminerei sempre, qualunque cosa, ovunque, ma è molto bravo a contenere la mia vocazione seminaiola e mi consiglia sempre il periodo giusto per tutte le sementi. Comunque, anche qui ho scovato dei semi niente male da regalare a chi non semina mai nulla perché pensa che tanto non crescerà, perdincibacco, se anche la mente universale facesse questo ragionamento, non esisterebbe un fico secco da nessuna parte. Nonostante il freddo, comunque, ho continuato la mia ricerca e, con la mia sciarpa lunga vari metri (avete presente il collo di una giraffa?) sono arrivata nella zona più antica del monte, quella dove stanno le querce secolari, e dove esiste da sempre la Bottega dei preziosi, piccola ma piena di tante cose, appunto, preziosissime, per esempio l’essenza di fortuna, ne bastano poche gocce ogni tanto per un effetto tonificante; la crema idratante alla fiducia, spalmata ogni mattina, ogni santa mattina anche se l’umore non è dei migliori, ha praticamente un effetto lifting su tutto l’organismo; l’infuso di pazienza, da bere ogni giorno, ogni santo giorno sopratutto quando l’umore è partito in vacanza alle Seychelles, ha effetti rilassanti; e tante altre cosette. Qui, tra l’altro, ho trovato delle meravigliose spugne di tempo, apparentemente sono piccolissime, ma basta farci cadere sopra una goccia d’acqua e aumentano di volume, come mi ha spiegato il vecchio signore un po’ burbero che accoglie i clienti, dando a tutti il consiglio giusto, la cosa fondamentale, mi ha detto, è usarle bene e non sprecarle, altrimenti tanto vale che le lasci nello scaffale e non mi faccia perdere tempo! Ah, adoro i vecchi burberi, bisbetici anche sotto le feste, fanno il regalo che, in genere a Natale non si riceve quasi mai: la sincerità.

(il disegno l’ho trovato nel megastore di internet, se qualcuno dovesse conoscere l’autore me lo segnali!)

Delirio prenatalizio.

1 Dic

Dunque, è da qualche anno che la Bauli mi perseguita con la pubblicità natalizia, con il coro di voci bianche costrette a cantare un motivetto buono e dolce come il pandoro che, però, secondo me non rispecchia per niente la personalità dei bambini, molto più ironici di quanto non pensino i pubblicitari. Certo, la pubblicità è rivolta agli adulti e il coro di voci bianche dovrebbe toccare il loro cuore, ebbene, il mio non lo tocca, anzi mi fa proprio venire voglia di comprare il panettone Motta, potrei cambiare idea solo se mi facessero vedere bambini che ridono, giocano, si divertono e scherzano con Babbo Natale. Questa la dedico a loro e a chi conserva sempre un sacchetto di ironia nella tasca dei jeans 😉

 

A Natale puoi.

A Natale puoi,

fare quello che non puoi fare mai,

mangiare tua sorella,

tirar la coda al cane,

tanto per tutti sei

sacro come il Messia.

 

É Natale e a Natale si può fare cucù,

è Natale e a Natale se Natale anche tu

per noi,

a Natale puoi.

 

A Natale puoi,

fare quello che non vuoi fare mai,

baciare la zia Pia,

che suda come un pesce,

e quando ti ricambia

ti lascia qualche squama.

 

É Natale e a Natale si può fare cucù,

è Natale e a Natale se Natale anche tu

per noi,

a Natale puoi.

 

A Natale puoi,

fare proprio tutto quello che vuoi,

prendere a morsi un topo,

mangiare tua sorella,

quella smorfiosa che

le ha sempre tutte vinte.

 

É Natale e a Natale si può fare cucù,

è Natale e a Natale se Natale anche tu

per noi,

a Natale puoi.

 

A Natale puoi,

fare quello che non vuoi fare mai,

ricevere regali,

che poi non userai,

ma li userà il tuo gatto

che se ne fregherà

di noi. 

 

É Natale e a Natale si può fare cucù,

è Natale e a Natale se Natale anche tu

per noi,

a Natale puoi.

(qui trovate la versione originale)