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Il PD e l’arte di convincere gli indecisi.

13 Ott

In questi giorni, nella casetta del PD, come sappiamo, si respira aria di campagna elettorale, in previsione delle primarie del 25 ottobre e anche i politici locali fanno la loro parte, vogliono contribuire all’elezione del loro segretario del cuore e lo fanno nel modo migliore che conoscono, immagino. Ebbene, mi piace dare spazio ad uno di questi “modi migliori”, dal momento che, se mai avessi avuto il dubbio di ripetere l’errore del 2007 (ritrovandomi davanti a delle liste bloccate, come nel peggior porcellum) ha avuto il merito di convincermi definitivamente. Si tratta di un’e-mail che inizia così: «Io comunque voterò Barracciu / Franceschini, perché Marino non mi convince più di tanto e l’ho visto a Matrix accettare senza ribattere
gli argomenti di chi diceva che il premier è stato eletto (come Presidente del Consiglio) dalla maggioranza degli italiani, essendo cambiata la legge elettorale. A me risulta che l’incarico di formare il governo gli sia stato dato dal Presidente della Repubblica e che, se Berlusconi si dimettesse, lo stesso incarico potrebbe benissimo essere dato a qualcun altro della stessa maggioranza…. (E sarebbe intanto un passo avanti perché, checché ne dicano alcuni, è ormai chiaro che, aldilà del berlusconismo diffuso, il problema maggiore in questo momento è proprio lui, Silvio Berlusconi)
». Ora, se la persona che ha scritto quelle cose esprime il pensiero di Barracciu/Franceschini (B&F), allora, per come la vedo io, ha sicuramente il merito di portare voti a Marino o a Bersani, per due motivi abbastanza semplici: innanzitutto, le precisazioni di diritto costituzionale sono, in quest’occasione, piuttosto inutili, dal momento che la maggioranza degli italiani ha messo la crocetta su Berlusconi e non su “qualcun altro”, piaccia o no, la gente ha scelto lui. Ma, la cosa ancora più grave, è pensare che il problema maggiore, nel nostro Paese, sia proprio lui, il Primo Ministro, poiché significa non avere la minima idea di come sia la nostra realtà, di come stiano andando le cose agli italiani, significa avere il posteriore così al caldo e comodo da avere nella testa, come unico pensiero, S.B. mentre, gli italiani pensano ad un modo per pagare l’affitto, a mettere qualcosa in tavola, a vivere dignitosamente, a sentirsi sicuri mentre camminano per strada, ad evitare che qualcuno gli spacchi la testa solo perché sono omosessuali, a trovare i soldi per pagarsi i medicinali, a trovare un modo per essere garantiti se decidono di non sposarsi ma di convivere, a cosa fare per respirare aria pulita, bere acqua fresca preferibilmente non avvelenata da scarichi nocivi e, eventualmente, a come gestire la fine della vita. Questi sono i problemi del nostro Paese, il governo Berlusconi è solo una cura sbagliata e se si lascia per un attimo la poltroncina calda, lo si intuisce immediatamente.

Ancora spifferi.

12 Lug

Che noia, che barba, che barba, che noia occuparsi di politica anche in una splendida giornata di luglio, con la pelle mezzo arrossata dal sole (solo perché è finito l’effetto dell’abbronzante, mannaggia) e con il rumore del mare in lontananza. Però, mi tocca. Infatti, sento ancora degli spifferi: qualche tempo fa, avevo scritto del famoso modo di dire che si usa dalle mie parti “non ce n’è uno che chiuda la porta”, per indicare come all’interno di un gruppo non ci sia una persona abbastanza saggia da capire che una porta è aperta e bisogna chiuderla. Ecco, stamattina ho letto le dichiarazioni del senatore Marino, candidato insieme a Bersani e Franceschini alle primarie del PD, riguardo alla vicenda degli stupri commessi a Roma, per i quali è stato arrestato un uomo che è pure il coordinatore di un circolo del Partito Democratico. Il senatore Marino  (il quale, tra l’altro, in occasione della vicenda di Eluana Englaro, aveva dimostrato intelligenza proponendo l’appello per il testamento biologico, che avevo anche firmato) ha pensato che la cosa più importante da pensare e da dichiarare, a proposito delle violenze, fosse: “trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd. È evidente – ha detto Marino in una nota – che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata né sottovalutata”. Ora, a parte il fatto che l’uomo incriminato (ancora da accertare definitivamente la sua colpevolezza, per chiarezza) conduceva due vite totalmente separate, delle quali nessuno aveva conoscenza, a parte il fatto che uno non ha scritta in fronte la “S” di stupratore, a parte tutto, avrei apprezzato maggiormente, da parte di un uomo che si candida a diventare il leader di un partito, parole di solidarietà per le vittime, idee su come educare le persone al rispetto delle donne, parole di apprezzamento nei confronti di chi ha svolto le indagini, o il suo punto di vista su un essere umano disturbato, che non riesce a controllare le sue pulsioni, la sua “malattia”, avrei apprezzato tutto, tranne le esternazioni sulla questione morale del partito. La porta è ancora aperta.