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La santa guerra.

20 Giu

Maometto esortava i discepoli di Allah a non uccidere donne, anziani, bambini, nemmeno nelle loro guerre sante. Da Maometto in poi, i discepoli di Allah, delle parole del Profeta se ne sono fregati alla grande, e i bambini sono diventati solo missili di carne e sangue usati, abusati, puntati verso il nemico e lasciati esplodere con la loro innocenza. In nome di cosa? In nome di Allah, e a difesa della propria cultura, contro il dominio occidentale. Semplicemente, strumenti di una delle tante guerre sante combattute dagli uomini nei secoli. Khomeini nell’82 decise che, in Iran, tutti i bambini al di sopra dei dodici anni avrebbero potuto arruolarsi anche senza il consenso dei genitori, si suppone dopo un adeguato lavaggio del cervello. Hezbollah, per non essere da meno, da allora decise di reclutare e addestrare bambini per combattere la guerra santa contro Israele, per trasformarli in martiri pronti per il Paradiso dove, evidentemente, ad accoglierli non avrebbero trovato le solite dieci vergini ma, tutt’al più, qualche compagno di scuola, per fare finalmente quello che devono fare i bambini: giocare. Almeno in Paradiso. “Una nazione con bambini martiri sarà vittoriosa, indipendentemente da quante difficoltà incontrerà sul suo cammino. Israele non può conquistarci né violare i nostri territori perché noi abbiamo figli martiri che purificheranno la terra dalla sozzura sionista. Ciò sarà fatto grazie al sangue dei martiri, finché alla fine conseguiremo i nostri obiettivi”. Beata la nazione purificata con adulti che ragionano in quel modo. In questi giorni, i militari pakistani hanno fermato una bambina di nove anni, era stata rapita, imbottita di droga e di esplosivo, stava per farsi saltare in aria, “mi hanno ordinato di premere il bottone al momento di passare nel posto di controllo, ma la polizia mi ha fermato prima che io vi arrivassi”. Non c’è nulla di santo nell’uso dei bambini come armi e se le nostre missioni all’estero servissero veramente a salvare almeno una di quelle vite (e non ad eliminarla come è accaduto in Libia) allora potrei cambiare idea e sostenerle, dalla prima all’ultima.

 

Tutto qui:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/06/20/visualizza_new.html_815593512.html;

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1165816;

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/06/19/AOQd2nd-libia_civili_uccisi.shtml;

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_santa#Il_jihad_islamico.

Quel sottile brivido.

20 Mar

Sul fatto che sia necessario mettere fuori combattimento Gheddafi e mettere fine alla sua dittatura non ci sono molti dubbi. Sul fatto che dobbiamo impedire il massacro della popolazione libica, abbiamo ancora meno dubbi. Sulla necessità di mantenere unito il fronte europeo e occidentale, siamo tutti d’accordo.  Il fatto, però, che dietro casa mia ci sia una guerra, che sulla mia testa passino gli aerei in partenza per quella guerra, che nei giorni scorsi in Italia siano arrivati barconi pieni zeppi di persone sconosciute, alcune magari fedeli al dittatore, che  quel vigliacco usi scudi umani per difendersi, ecco, mi fa sentire un leggero brivido lungo la schiena.

Muhammar e i ratti.

24 Feb

Probabilmente, le ragioni della straordinaria ondata rivoluzionaria che sta attraversando molti Paesi musulmani ce le spiegheranno bene solo fra qualche anno, a mente lucida, dopo aver visto chi ha preso il potere dopo le rivolte e come l’ha gestito. Sicuramente, già da oggi si può capire che il popolo non può tollerare ingiustizie e fame per sempre, prima o poi la rabbia, il malessere e la frustrazione esplodono e travolgono tutto, come una colata di lava, e si spera che lascino lo spazio per la creazione di un sistema di governo democratico, che garantisca condizioni di vita dignitose per tutta la popolazione. O, perlomeno, questo è quello che auguro ai nostri vicini di casa. E, in particolare, quello che auguro ai nostri vicini di casa libici, è di conservare al più presto solo il ricordo di uno dei più sanguinari dittatori della storia, Muhammar Gheddafi, dentro un mausoleo, l’unico posto dove non possa nuocere un essere umano che, dalla sua tana/bunker (come i ratti che lui tanto disprezza) ordina di sterminare il proprio popolo, il popolo che osa chiedere, contestare, mettere in dubbio la sovranità del colonnello arrivato al potere con un colpo di Stato, senza elezioni democratiche. E auguro a tutti noi, convinti di vivere in regimi democratici, di avere politici in grado di comprendere che diecimila morti ammazzati dal proprio Stato rappresentano una intollerabile carneficina di innocenti, da condannare con forza, e che assecondare le follie di un tiranno potrebbe portare un po’ di follia anche dalle nostre parti, con conseguenze imprevedibili.

Vignetta di Giannelli

Vignetta di Giannelli

Dagli amici ci guardi Iddio…

14 Set

Soprattutto se, tra i nostri amici, ci sono persone sempre pronte a divertirsi giocando “ai pirati” con la mitragliatrice e sono capeggiate da un capo banda di nome Gheddafi. Qualcuno Lassù dovrà badare agli italiani, e a tutti quelli che malauguratamente si troveranno a dover transitare nel mar mediterraneo, in acque internazionali, perchè chi appartiene al governo italiano non si preoccupa minimamente di proteggere qualcuno che sia diverso da sé stesso o da un parente stretto e preferisce rischiare di far saltare in aria un’imbarcazione italiana con equipaggio italiano piuttosto che lanciare un missile sotto il deretano del capo banda di cui sopra. Di più, preferisce regalare all’amico prepotente le navi dalle quali ci mitraglierà. Ancora di più, preferirà far accompagnare dalla guardia di finanza l’amico bullo che vorrà divertirsi a sparacchiare sulla gente che va per mare per lavorare, e lavorare duramente. E guai a chi vorrà criticare l’operato del governo, vergogna per chi oserà sommergere di fischi i governanti che confondono i rapporti diplomatici con la soggezione nei confronti di un dittatore, e basta con le noiose polemiche, noi e Gheddafi siamo amici, ma lui ancora non lo sa.