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Eliminiamo il porcellum.

3 Set

Dunque, come tutti sappiamo, l’attuale legge elettorale prevede un sistema di elezione dei nostri rappresentanti in Parlamento totalmente slegato dalla nostra volontà di cittadini liberi e capaci di usare il cervello: grazie alle “liste bloccate”, noi possiamo solo votare una lista, senza possibilità di indicare alcuna preferenza e, quindi, senza la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento, poiché la scelta è totalmente affidata ai partiti e, perciò, dipende dalle loro preferenze, dai loro interessi, e dalle loro convenienze. In pratica, è una pugnalata, l’ennesima, alla nostra democrazia. Non a caso, il suo principale relatore, l’on. Calderoli, l’aveva definita una porcata, e noi la porcata, dal 2005 fino ad oggi ce la siamo tenuta. Però, siccome fatti non fummo a viver come porci (senza offesa per i poveri porci)  è arrivato il momento di sbarazzarcene definitivamente e riprenderci in mano almeno il diritto di scegliere chi andrà a rappresentarci in Parlamento (che poi, tanto per ricordarcelo, è colui che contribuirà a fare le leggi, ad approvarle, a scegliere cosa sarà meglio per noi). Per tornare, in parte, un Paese normale, l’unica cosa che possiamo fare è muoverci in prima persona, come abbiamo fatto per il nucleare e per l’acqua, perché “loro” non cambieranno mai una legge che gli permette di continuare a gestirsi bellamente gli affari propri, alla faccia nostra. Italia dei Valori raccoglie le firme per indire un referendum fondamentale per cancellare l’attuale legge elettorale:

Firma e riprenditi la democrazia!

Una firma per cancellare la legge elettorale che ha rubato ai cittadini il diritto di scegliere chi dovrà rappresentarli. Oggi, in Italia, gli elettori non possono decidere chi mandare in Parlamento. Le scelte sono lasciate ai partiti, che premiano così i più fedeli e obbedienti. Certo non i più capaci.
Vogliamo cancellare questa legge:
• Perché nega il vincolo tra il parlamentare ed i cittadini, primi interpreti
dei problemi reali del territorio: gli eletti non sono scelti dal
popolo.
• Perché regala un premio di maggioranza anche a chi la maggioranza
non ce l’ha: altro che democrazia!

Per questo il suo stesso ideatore l’ha definita “una porcata”. Per questo tutti la chiamano “porcellum”. La Casta non cancellerà mai una legge che la rende onnipotente. Lo devono fare i cittadini con il referendum. Cancelliamo “la porcata”. Potremo così tornare a un voto in cui il popolo scelga davvero i propri rappresentanti in Parlamento ed il governo del Paese.

Nel sito di IDV trovate tutte informazioni, anche sui gazebo.

Divulgate!!!

Partiti “a perdere”.

4 Gen

In tempi di crisi economica, è giusto ispirarsi a chi ce la fa nonostante tutto, prendere esempio da chi riesce ad arricchirsi nonostante le difficoltà, le difficoltà altrui. E allora, cari amici che ancora dovete riprendervi dai ravioli di zia Maria e dal vinello di zio Tobia, vi voglio far sentire “ispirati”, così, tanto per arrivare leggeri all’Epifania. Lo voglio fare con un esempio di grande scaltrezza, di gente che nel giro di cinque anni riuscirà a moltiplicare le proprie rendite in modo stellare, senza alcun rischio d’impresa e senza alcun rapporto con le banche, niente mutui, niente debiti, niente pezze ai pantaloni, niente “ci metto la faccia e quindi mi prendo i guadagni”, niente di niente, ebbene: la Corte dei Conti ha fatto i conti (cliccando qui trovate l’intero documento) e ha verificato che i nostri partiti, tra il 2008 ed il 2012 intascheranno più di 503 milioni di euro a titolo di rimborso per le spese elettorali affrontate nelle dispendiose campagne elettorali, a fronte però di una spesa effettiva di circa 136 milioni, un guadagno del 270% in cinque anni. Per accedere al Parlamento esiste una soglia di sbarramento ma per ottenere i contributi la soglia diventa una sogliola sottile, sottile, pari all’1%, perciò quasi tutti i partiti politici potranno stare tranquilli e affrontare serenamente le difficoltà, altrui.

Sempr secondo la Corte che fa i Conti, per esempio, la Lega Nord, ha speso 3.476.703 e riceverà come rimborso oltre 41 milioni di euro; la Destra, che ha preso il 2% dei voti, prenderà i suoi 6,2 milioni di euro, a fronte di una spesa effettiva di 3,7 milioni di euro; il Popolo della Libertà per la campagna elettorale ha speso 68 milioni di euro ma riceverà un rimborso di 206milioni e mezzo di euro; il Partito Democratico ha speso 18,4 milioni di euro e prenderà 180,2 milioni di euro; Italia dei Valori intascherà 21,6 milioni di euro, dopo averne speso 4,4 milioni. Ragazzi, si parla di milioni di euro, M-I-L-I-O-N-I a favore di associazioni che ormai non svolgono nessuna attività di pubblica utilità, a favore di persone che non svolgono un servizio pubblico, e ormai non rappresentano più nemmeno i cittadini simpatizzanti ma, tutt’al più, rappresentano i propri familiari. Sono soldi ai partiti, non soldi ai parlamentari (cifre già imbarazzanti ma perlomeno giustificate da attività concreta, verificabile) soldi a “non si sa bene chi” e per cosa.

Com’è possibile tutto ciò? Come spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, “questo è possibile perché le norme approvate da tutti i partiti dopo il referendum che nel 1993 avrebbe abolito il finanziamento pubblico della politica, stabiliscono per chi partecipa alle elezioni un rimborso proporzionato ai voti raccolti ma non commisurato alle spese bensì forfettario. I partiti hanno diritto a spartirsi ogni anno circa 200 milioni, con la riduzione del 10% prevista dalla Finanziaria 2008, ovvero quattro euro l’anno per ogni elettore: un euro per la Camera, uno per il Senato, uno per le europee e uno per le regionali. In cinque anni fa un miliardo di euro tondo, duemila miliardi delle vecchie lire”. Non vi trascrivo l’intero articolo, anche perché fa male leggere quanto impegno abbiano messo i nostri politici nel crearsi un sistema perfetto per rimpinguare le loro personalissime casse. Fa male, perché, populismo a parte, si tratta di persone che non rappresentano più i cittadini, non affrontano nemmeno gli elettori, i simpatizzanti, rappresentano esclusivamente sé stesse, si limitano a far carriera all’interno del partito e si impegnano ogni giorno per mantenere i diritti acquisiti alla faccia di chi invece aspetta che un politico, uno qualunque, faccia almeno un discorso serio su lavoro, diritti civili, riforme, e faccia seguire alle parole azioni concrete, nell’interesse di tutti.