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Le sogliole sono la chiave di tutto.

15 Feb

sogliola«E se diventasse senatrice?» «Farò da portavoce ai miei elettori: se mi chiederanno di proporre una legge per rendere le sogliole meno piatte, lo farò».

Ok, per ora lasciamo in pace le sogliole e la loro ingrassatrice, veniamo al dunque, alle imminenti elezioni di fine febbraio. Posto che, ormai, non mi sento rappresentata da nessun partito e da nessun candidato, e che neanche con una maschera antigas potrei votarli, a questo punto, il mio problema non è più il “voto utile” ma la “protesta utile”. La mia unica arma di protesta da elettrice è la scheda bianca, significa che vado a votare, non me ne frego, non vado al mare, non vado a sciare, non mi faccio la ceretta, no, vado al seggio, mi costringo talvolta a vedere i sorrisi dei candidati, entro in cabina e comunico, lasciando la scheda in bianco, “siete invotabili, andate a casa tutti”. È chiaro che un gesto del genere, una protesta solitaria o di pochi ha ben poco valore o meglio ha ben poca influenza sui giochi elettorali e sulla politica ma se fossimo in milioni a farlo, be’, allora, si potrebbe iniziare una bella rivoluzione pacifica. Ma i tempi della rivoluzione pacifica a colpi di scheda bianca sono piuttosto lunghi, me ne rendo conto (:-D ) perciò il primo passo è quello di capire quale protesta elettorale possa essere più utile per l’inizio di un cambiamento positivo nella nostra politica, che ci permetta di liberarci da partiti sempre più simili a club esclusivi dove si entra per successione ereditaria, per cooptazione, per simpatia del capo, e che continuano a fare, sempre e soltanto, i propri interessi. E, secondo il mio ragionamento, questo l’unica alternativa alla scheda bianca, dovrebbe essere quello di votare un partito che rompa con i vecchi schemi politici, che abbia un programma nel quale, anche un pochino, mi rispecchio, portato avanti da persone oneste, in buona fede e che sappiano (almeno un pochino!) di cosa stanno parlando. Bene, quindi, il passo successivo è lo sguardo ai nuovi partiti e movimenti, alle facce nuove, di quelli che ancora non sanno cosa vuol dire scaldare la poltroncina, e le uniche novità significative sono Rivoluzione civile (il partito che fa capo ad Antonio Ingroia) e Movimento 5 Stelle (Beppe Grillo).

E così, continuo nella scelta della protesta utile, valutando le due proposte.
Prendo in considerazione il partito di Ingroia ma sorge subito un ostacolo: io ho un limite, e cioè non riesco ad accettare un magistrato in politica. A mio modestissimo parere, il fatto che un magistrato si candidi mette seriamente in discussione la base della nostra democrazia, ossia la separazione dei poteri dello Stato, quindi rappresenta un potenziale pericolo per la nostra convivenza civile, mi stupisco che si discuta di conflitto di interessi solo quando sono in ballo interessi di un privato, imprenditore o altro, e non quando sono coinvolti interessi pubblici di altissimo livello come la giustizia, l’indipendenza, la neutralità, l’autonomia dei magistrati, e, appunto, la separazione dei poteri. Niente da fare, Ingroia non fa al caso mio.

E allora, arrivo al Movimento 5 stelle: come ho scritto anche nel blog dell’amico Franz (tra i commenti a questo suo post)  il movimento è veramente nuovo rispetto a tutti i partiti, ed è l’unico per il quale potrei rinunciare al mio voto di protesta con scheda bianca, apprezzo il fatto che ci sia un’apertura a tutti i cittadini che hanno voglia di impegnarsi, sebbene pure il M5S mi lasci, per certi versi, perplessa. Per esempio, dalle mie parti, i candidati attuali quasi mai hanno preso posizione o comunque esternato le proprie opinioni su fatti locali molto rilevanti, non so se per paura di allontanarsi dalla linea del movimento o, semplicemente, per mancanza di idee al riguardo, ma questo non aiuta gli elettori che vorrebbero da un nuovo movimento un po’ di concretezza in più rispetto a tutti gli altri partiti. Però, anche in altre parti d’Italia si è talvolta presentato lo stesso problema, ho letto cose che voi italiani eravate abituati a sentire solo dalla bocca di Scajola e invece.. e invece, torniamo alla sogliola: «E se diventasse senatrice?» «Farò da portavoce ai miei elettori: se mi chiederanno di proporre una legge per rendere le sogliole meno piatte, lo farò», parola di Milena Bertagnin, la candidata del Movimento 5 Stelle a Rovereto*. Ora, posto che con le mie orecchie ho sentito lo stesso Grillo, in un’intervista a Radio MonteCarlo, ammettere che, in caso di vittoria sarebbero in difficoltà, e posto che il compito di un “eletto” non è quello di eseguire qualunque ordine arrivi dagli elettori, il voto al M5S, per ora, potrebbe essere, appunto, un voto di protesta o di opposizione, ma mi chiedo, molto sinceramente: ha senso una protesta del genere?

* la notizia è apparsa sul quotidiano Trentino domenica 10 FEBBRAIO 2013.

Sardegna, pattumiera elettorale dell’Impero.

19 Gen

pattumieraIn Sardegna, la raccolta differenziata funziona, magari non riusciamo ancora a raggiungere gli obiettivi stellari del 100% ma, tutto sommato, va bene. Probabilmente, ciò è dovuto al fatto che, con grande senso pratico e un po’ di fantasia, negli anni, abbiamo affinato la tecnica di differenziazione e creato un sistema basato su diverse frazioni merceologiche, che agevolano notevolmente il cittadino nella scelta del bidoncino giusto dove buttare il vasetto dello yogurt o il cellophane o il vicino di casa antipatico. Per esempio, ultimamente, a periodi alterni, ci siamo resi conto che per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, alle frazioni merceologiche tradizionali, cioè: la sostanza organica (umido, ossicini di pollo e tovaglioli di carta usati) i rifiuti di imballaggio (vetro, carta, plastica, metallo, utilizzati per gli imballaggi) i RAEE (le apparecchiature elettriche ed elettroniche) i rifiuti urbani pericolosi (per esempio, pile, batterie, farmaci, etc.) altri materiali (legno, ferro, tessili, etc.) è sufficiente aggiungere la frazione elettorale mista, ossia il rifiuto composto in parte da scarti di precedenti elezioni in parte da scarti umani di varia origine, provenienti anche dal resto dell’impero. In questo modo, abbiamo raggiunto picchi ragguardevoli, concludendo affari d’oro anche con il continente, altro che ecomafia, altro che traffico illecito di rifiuti, a noi tutte quelle cose non servono, noi abbiamo la frazione elettorale mista ! Il nostro slogan è “non sai più dove buttare un giornalista compiacente, un imprenditore becero, un politico bollito? Dallo a noi, ai confini dell’impero si ricicla tutto!”.

Per esempio, silvio I, nella sua immensa generosità e grazie al suo pallino per gli affari, ha colto subito l’occasione, già nel 2008 ci regalò Barbareschi da riciclare, oggi invece vorrebbe regalarci tale Flavio Briatore, un signore che apre e chiude locali notturni con soci portatori di materia prima (cioè Euro) e a noi va bene pure lui, con la sua molte potremmo raggiungere vette altissime, figuriamoci se lo rifiutiamo.

Anche quel genio del professor Monti ha deciso di aiutare la causa della raccolta differenziata in Sardegna e così ci ha donato tale Mario Sechi, giornalista grande (non grande giornalista, così, tanto per chiarire) e abile nel servire il padrone di turno, perfetto per il bidone grigio, raccolta differenziata alle stelle, altro che ecomafia!

Il PD, in uno slancio di generosità, ha deciso di spedirci tanto, tanto materiale da destinare alla frazione elettorale mista, per esempio tale Luigi Manconi (meglio noto come compagno di Bianca Berlinguer, figlia di amatissimo, sull’Isola e non solo, padre) e tale Francesco Sanna (gettato via come un imballaggio qualunque anche nelle primarie) nonostante la resistenza dei referenti locali che, per qualche terribile momento, ha fatto vacillare il privilegio di buttare tanto materiale nel cassonetto grigio, chissà, forse ognuno di loro avrebbe voluto contribuire alla causa della differenziata ma purtroppo il bidoncino non è così capiente.

Infine,  la lista di Ingroia avrebbe voluto aiutarci a far salire la percentuale,  cedendo per la causa tale Antonello Zappadu, fotografo noto al popolo per il suo grande impegno civile, grazie ai suoi scatti dentro casa di Berlusconi. Peccato, ha rinunciato perchè pare stia meglio in Colombia, dove vive abitualmente, e non abbia intenzione di essere riciclato in politica. Ce ne faremo una ragione. In ogni caso, quest’anno,  grazie alla frazione elettorale mista, il 90% di raccolta differenziata non ce lo toglie nessuno. Fino alle prossime elezioni.

Il mio voto generoso.

10 Gen

Sarà il freddo, sarà l’inverno, sarà il Natale appena passato, sarà sarà quel che sarà del nostro amore che sarà, però mi sento generosa, molto, e siccome mi sento anche molto ispirata, credo di avere le idee chiare riguardo alle prossime imminenti elezioni politiche. Ispirandomi a Kennedy, mi sono detta “Giraffa, non chiederti cosa può fare il politico per te, chiediti cosa TU puoi fare per il politico”, me lo sono chiesto e mi sono data la seguente risposta: non posso che votarlo. Anzi, non posso che votarli, tutti. Non sono una qualunquista, e non dirò né scriverò che “tanto sono tutti uguali” perché, in realtà, i nostri politici non lo sono, ognuno di loro ha quel nonsochè personalissimo, quella particolare attitudine nel prendere per i quarti posteriori la gente, nel descrivere la realtà a piacimento, nel giustificare la propria corsa alla poltrona nei modi più fantasiosi, che lo rende speciale, unico e caro al mio cuoricino di giraffa buona. Perciò, medito una bella crocettina per tutti. Siccome sono molto ispirata, ho preso in prestito anche Mogol – Battisti (da Kennedy a Mogol-Battisti, ci vuole proprio taaanta ispirazione) per creare il mio inno al senso civico e all’amore per il politico italiano:

Ho visto un uomo che piangeva per Veltroni,

ne ho visto un altro che più lacrime non ha,

nessun coltello mai ti può ferire di più

di uno statista che non ha elettoooor

Dieci statisti così, voglio votare

Dieci statisti così, li voglio miracolare,

Fini e Casini da rilucidare,

E Berlusconi da ritinteggiare,

Dieci statisti così, li voto subito sìììì.

Uno lo voto perché,

sa bene mentire,

uno lo voglio perché,

ancor non sa cosa vuol dir rubare,

uno soltanto perché,

ha fatto il posto ai figli e non a me,

dieci statisti così che dicon solo di sì.

Vorrei sapere chi ha detto

che sono tutti uguali ma noooo!

Matto, quello è proprio matto perché

forse non sa che chi ti mette l’IMU poi la toglie, e insieme alle mutande..

però quel magistrato candidato è proprio una delusione, eh eh eh.

Dieci statisti così, dieci statisti così, li voto subito sìììììì.

Qui l’originale: