Tag Archives: giappone

Caro Presidente Silvio I.

29 Mar

Caro Presidente Silvio I,

ho appreso con grande costernazione dei suoi problemi con la macchina della giustizia italiana e mi sento in dovere di consolarla: pensi che nel Paese da lei governato, l’Italia (le ricordo il nome, nel caso l’avesse dimenticato, sa, troppe cose per la testa) ci sono migliaia di persone nella sua stessa condizione, alcune centinaia di cittadini si ritrovano, per esempio, davanti al giudice del lavoro, a chiedere indietro il lavoro che avevano un tempo, con la retribuzione che avevano un tempo ma, probabilmente, lo vedranno solo nei sogni. Sempre nell’Italia da lei governata, caro Presidente, ci sono dei cittadini che, non avendo più un lavoro sufficientemente redditizio, non hanno più la possibilità di pagare gli interessi moratori al limite dell’usura imposti dalle banche e, per tale motivo, sono costretti a muoversi, proprio come lei, tra gli ingranaggi perversi della macchina della giustizia. In quello stesso Paese, glielo dico per consolarla della sua triste situazione, in una piccola isola sperduta nel mare, pare ci sia un’emergenza “fame-salute-sicurezza” dovuta agli sbarchi di migliaia di clandestini, profughi e non, dovuti in gran parte ad una situazione incresciosa a qualche chilometro di distanza dal suddetto Paese, situazione che alcuni si ostinano a chiamare guerra, nella quale siamo coinvolti direttamente. Se la cosa può esserle di consolazione, anche gli abitanti dell’isoletta in mezzo al mare rischiano di avere a che fare con i p.m., nel caso iniziassero a reagire in modo inopportuno alla situazione di emergenza, così come, per esempio, rischiano lo stesso inconveniente i terremotati, sa quelli che amano vivere negli alberghi e nelle casette prefabbricate piuttosto che a casa propria? Proprio quelli. Qualche problemino similare ce l’hanno, poi, alcuni consigli comunali dell’Italia da lei governata, sciolti per mafia. I pessimisti dicono che tutti questi rapporti con la giustizia siano legati ad un fenomeno chiamato crisi economica, o qualcosa del genere ma, caro Presidente, non la voglio angustiare con questi tristi pensieri, non pensi a governare un Paese così indisciplinato e sfigato, si distragga e si consoli come può, magari sognando di raddoppiare il suo reddito nel giro di un anno, da venti milioni di euro a oltre 40milioni, ed avere così i soldi per pagare avvocati e bungabunguers a vita, non è facile, lo so, ma vedrà che quei venti milioni di euro prima o poi si trasformeranno in realtà.

Cordialmente

Giraffa

P.S. Presidente, poi, mi raccomando, non pensi nemmeno al plutonio giapponese, all’acqua e all’aria radioattive, al nucleo che si fonde, alla gente che ha paura, non si preoccupi, sogni il raddoppio e tutto svanirà.


Tutto qui:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/03/26/visualizza_new.html_1531179074.html;

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/03/28/visualizza_new.html_1530344926.html

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L’onda emotiva.

18 Mar

L’onda emotiva è come il NIMBY (Not In My BackYard, Non Nel Mio Giardino) cioè una buona scusa usata da chi ha un grande potere decisionale, per fare le peggiori nefandezze sulle nostre teste di cittadini, utilizzando l’argomento dell’emotività e dell’ipocrisia del popolo: caro popolo, noi abbiamo deciso di farti vivere dentro una fogna, se ti opponi significa che sei emotivo o che vuoi la vita facile, tu. Ovviamente, l’unico modo per contrastare l’onda emotiva è la grande diga razionale di chi intende fare la famose nefandezze e, in questi giorni, di dighe parlanti ne ho sentite parecchie: politici razionali, imprenditori razionali, scienziati razionali, intellettuali razionali provano a convincere il popolo perplesso che l’energia nucleare sia l’unica possibile e se il popolo chiede che venga rivista l’intera politica energetica italiana, con potenziamento delle fonti rinnovabili e senza la realizzazione di centrali atomiche, significa che l’onda emotiva si è impossessata di lui. Ho sentito politici sostenere che le centrali nucleari ci farebbero risparmiare un sacco di soldi, ho sentito la scienziata Margherita Hack dire addirittura che, da che mondo è mondo, l’uomo ha fatto progressi solo con la sperimentazione di nuove tecnologie e spesso quella sperimentazione ha comportato delle vittime ma è il progresso che impone di andare avanti, nonostante tutto. Insomma, ventimila, cinquantamila, centomila morti per volta, ogni tanto, poco poco, più altrettanti malati, economie annientate, vite distrutte, ci possono stare, per il progresso. Ma di quale progresso parlano? Mi sa che dobbiamo intenderci sul significato che diamo al progresso: si tratta di quello che serve a farci andare più veloci verso l’autodistruzione? O quello che serve a farci vivere felici su questa Terra? Per come la vedo io, progredire significa trovare il modo migliore per vivere in armonia con tutti gli esseri viventi, significa far crescere esseri umani, animali, alberi, fiumi in salute, significa garantire agli uomini uguaglianza e libertà, attraverso una distribuzione equa delle risorse, senza sprechi, senza bambini che mangiano mosche e vecchi miliardari che mangiano bambini. Si tratta di obiettivi semplici, e se per vivere meglio, più sani e più felici, dobbiamo rallentare, chiudere una fabbrica o una centrale nucleare, chiudiamole, subito. Se l’utilizzo di una fonte di energia ha effetti potenzialmente (e concretamente) catastrofici, è da folli, e pure da idioti, ostinarsi ad usarla, è anche questo un concetto semplice, basta usare il cervello per capirlo, basta imparare dall’esperienza altrui, basta guardare. Guardare, accidenti. Guardare, ascoltare e leggere cosa sta accadendo in Giappone, cosa è accaduto negli Stati Uniti, in Russia. Ma chi si è arroccato sulla diga nuclearista non vede, non guarda, non ascolta, sostiene tesi ideologiche, elogia la bellezza astratta e la perfezione irreale delle centrali nucleari e non si cura di altro, mi dispiace per loro ma l’onda di chi vuole salvare pezzi di questa Terra e tramandarli il più possibile salubri a chi verrà dopo, li sommergerà.

Sentite cosa c’è nella centrale di Fukushima e, soprattutto, che brave persone sono i costruttori:

Sulla TEPCO:

http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=2793;

http://www.dirittodicritica.com/2011/03/15/fukushima-tepco-falsificazione-controlli-nucleare/;

http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/tepco_godzilla_nucleare_giappone.html.

 

 

Economia domestica.

11 Dic

Il nostro tessssoro

In tempi di crisi, notoriamente, si risparmia: se la crisi è affettiva/ psicologica/ emotiva si risparmiano le energie psichiche, affettive, emotive per evitare che la crisi peggiori e mandi in vacanza alle Seychelles tutto il nostro equilibrio, un po’ come fanno gli animali che, in condizioni di pericolo, stanno fermi e zitti, o come le navi che, in caso di tempesta, stanno in porto (sempre che la burrasca non le becchi proprio in mezzo al mare..) ad aspettare tempi migliori. Naturalmente, in tempi di crisi economica, l’istinto e l’intelligenza consigliano di evitare spese inutili, eccessive, superflue e fare economia, fino a quando le casse saranno nuovamente piene di dobloni d’oro, naturalmente, i dobloni arriveranno più in fretta se si è dei pirati. Le casse italiane, a quanto pare, sono nuovamente piene di dobloni d’oro e, anzi, possiamo addirittura svuotare in mare le casse, a causa del “troppo pieno”. Un esempio emblematico del nostro “troppo pieno” è la storia del povero Ministero della salute, eliminato nel 2008 dal Governo Berlusconi quando, in preda ad un furore risparmioso, decise di accorparlo al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme all’inutile Ministero della Solidarietà Sociale. Ma nel 2008 il mare era in burrasca, l’equilibrio nazionale stava per partire alle Seychelles e il Governo non poteva permettere che il popolo pagasse un biglietto così alto, perciò, risparmio, risparmio, risparmio e zac, via il superfluo. Ora, no, le acque sono calme, fin troppo calme, perciò facciamo rinascere il Ministero della Salute, e aumentiamo il numero dei Sottosegretari, quel Ministero ha sofferto troppo, va coccolato amorevolmente. E, visto che ci siamo, per esempio, siccome dopo il terremoto dell’Abruzzo, la terra si è mossa ma le acque si sono calmate ancora di più, la nostra nave deve essere leggera per solcare meglio i mari dell’economia, perciò, se possiamo spendere di più per realizzare un’opera, facciamolo, perdincibacco! Svuotiamo le casse, rinascita dev’essere e rinascita sia! L’architetto giapponese Shigeru Ban, specializzato in progettazioni in zone colpite da terremoti o tsunami, aveva disegnato gratis, vista la situazione, il progetto per il nuovo conservatorio de L’Aquila, il progetto sarebbe costato 1,5 milioni di euro e una parte delle spese, 500 mila euro, l’avrebbe pagata il Governo giapponese, insomma un bel gesto di solidarietà. Però, siccome noi ora siamo nella fase della rinascita, abbiamo rifiutato l’offerta, “niente da fare, il nuovo conservatorio è stato realizzato in una struttura provvisoria con gara d’appalto gestita dalla Protezione civile, con una spesa quasi tripla rispetto al progetto di Ban, sei milioni di euro“, così dice l’architetto Aldo Benedetti, docente alla facoltà di ingegneria dell’Aquila, ma l’architetto Benedetti, benedetto figliolo, non sa che questo non è uno spreco, è un inno all’ottimismo, un incitamento al popolo con le pezze ai quarti posteriori che nemmeno sa quanti sono sei milioni di euro. Meno male che Silvio I c’è.

(l’immagine del tesoro, o tesssoro, l’ho presa qui)

Venere e ritorno.

4 Set

venere_bisSarà che sono una con qualche lettera sghemba (forse una “g” fuori posto o una “p”, chissà..) sarà che gli orti biologici di Michelle Obama mi sembravano un po’ finti e le ballerine di Carlà terribilmente forzate, sarà che le ultime polemiche italiane mi sembrano tutte surreali, sarà quel che sarà ma quando ho letto le dichiarazioni della futura “first lady” del Giappone Miyuki Hatoyama, “il  mio corpo dormiva, ma la mia anima montò su un Ufo a forma triangolare e arrivò su Venere, era un posto bellissimo“, ho pensato “ma guarda, finalmente una persona normale”.

(l’immagine di Venere l’ho presa qui )