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La felicità è una scelta (?).

20 Dic

snoopy (5)La felicità è una scelta. Lo dicono gli scienziati, lo dicono i saggi, lo dicono gli Illuminati. Davanti agli eventi della vita, dicono, abbiamo due possibilità: scegliere di sentirci infelici o scegliere di sentirci felici. Sembra sciocco, sembra aria fritta, sembra una follia. In realtà, come tutte le scelte importanti della vita, è semplice e difficile, allo stesso tempo. Semplice, perché se in questo preciso momento, sospendete qualsiasi sentimento negativo (tristezza, ansia, rabbia, frustrazione, impotenza etc. etc.) e provate a sentirvi felici,  ci riuscite, ed è una sensazione di grande libertà e leggerezza. Difficile, perché se provate a mantenere quello stato di felicità, di leggerezza, di gioia, per un periodo più lungo di qualche minuto, di qualche ora, be’ allora vi rendete immediatamente conto di quanto sia impegnativo scegliere di essere felici, quanto sia faticoso evitare di lasciarsi influenzare dai fattori esterni, quelli indipendenti dalla nostra volontà. Serve esercizio quotidiano, servono altre scelte più piccole, serve costanza, serve volontà ma non ha costi aggiuntivi :-). E può essere un buon proposito da mettere sotto l’albero.

Cinque cose che avrei dovuto sapere qualche anno fa.

10 Nov

mordillo-giraffeHo sempre pensato che guardarsi indietro, pensare al passato, a ciò che si è fatto o vissuto, fosse una pessima cosa. Mi proiettavo verso il futuro, illudendomi che solo così avrei potuto progredire nella mia vita, realizzare i miei sogni. E così zac, un taglio al passato e via verso il futuro, dimenticando che, nel frattempo, tutto accadeva al presente. In conclusione, metodo inefficace, previsioni sbagliate, vita che insegna, con i suoi modi sempre un po’ bizzarri e bruschi. Perciò, oggi accetto il fatto che si può guardare al passato, per comprendere , veramente, come migliorare il presente, mentre per il futuro, beh, accetto il fatto che, ogni minuto che passa è già futuro perciò non lo posso comprendere, perlomeno non con il mio cervello di essere umano limitato. E, allora, adesso ci ripenso, al passato, e credo che conoscendo in anticipo due o tre trucchi del mestiere di vivere, mi sarei risparmiata qualche fiammata allo stomaco, qualche litro di lacrime, qualche prurito alle mani. La chiamano esperienza, e pare non sia possibile fare senza, dal momento che è diversa per ogni singolo essere umano su questa terra.

Però, mi sarebbe stato utile sapere che:

1. Se ti ascolti, bene, con attenzione e senza pregiudizi, riesci a capire perfettamente cosa vuoi, cosa sei, e anche cosa ti fa stare bene. Tutto in un colpo solo. Basta pulire e lavare bene l’orecchio interno, e si evita di fare scelte idiote, di camminare a vanvera e, sopratutto, di chiedersi, a distanza di anni, “ma che cavolo mi è saltato in mente?!“.

2. Dopo aver capito cosa vuoi, cosa sei etc. etc., devi avere la forza di non voltarti dall’altra parte facendo finta di niente. Una volta ricevuta la bella illuminazione su te stessa, non devi cercare di essere un’altra cosa, pensando di far contente altre persone. Ciò che alcuni pensano, dicono, capiscono, o non ascoltano di te non è un tuo problema e non puoi passare il tempo a spiegarti o a farti accettare o, peggio ancora, a cambiare, per rassicurarli o compiacerli.

3. Credere, in quello che sei, in quello che fai, nella possibilità di farlo, è un buon inizio per migliorare. Devi imparare a farlo ogni giorno. Ogni santo giorno.

4.  Condividere senza remore, quello che sei, e quello che hai, con le altre persone, in modo onesto e sincero, ti arricchisce, ti rende una persona migliore, ti fa stare bene. In su bucconi sprazziu s’angelu sinci sezzidi, nel boccone diviso si siede l’angelo, vale non solo per il pane ma anche per il cuore, senza farlo a pezzi, naturalmente.

5. Ogni tanto, devi semplicemente lasciar perdere, lasciare che le cose vadano da sole, senza opporre resistenza. Rilassati, goditi il viaggio e sentiti felice. E non fare troppi elenchi 😉