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Bersani, dì qualcosa!

13 Gen

Passano gli anni, le ideologie talvolta si evolvono, talvolta si realizzano, spesso evaporano lasciando al proprio posto solo una miriade di particelle nebulizzate che noi chiamiamo parole. Questo accade, nel migliore dei casi, quando muoiono le ideologie: rimangono almeno le parole legate a quelle idee, rimangono i concetti, i ragionamenti, e si tramandano. Nel caso della nostra “fu sinistra”, invece, insieme alle idee sono state sotterrate anche le parole, come si faceva con i faraoni e le cose a loro più care, e sono rimaste le frasi da bar, perché forse i rappresentanti della sinistra pensano che quelle siano le più comprensibili per il popolo, è solo così che mi spiego i discorsi di Bersani, segretario del PD, il Polpettone Democratico, che riunisce un po’ di “fu sinistra” e un po’ di “fu democrazia cristiana”. Proprio recentemente, l’on. Bersani ha fatto sfoggio dei suoi grandiosi successi scolastici, pubblicando i voti ottenuti nella sua carriera universitaria: ora, sappiamo che per essere dei grandi politici non serve certamente una laurea, ma nel caso del nostro “Onorevole 30 e lode”, si presume che abbia studiato tanto per ottenere quei voti e che abbia studiato a fondo il pensiero dei grandi filosofi, e si presume che abbia imparato anche a ragionare con la propria testa, e allora qualcuno mi sa spiegare perché, nel caso di Mirafiori, l’unico concetto che ha saputo esprimere, riguardo alla presa di posizione di Berlusconi a favore di un eventuale espatrio della Fiat, è stato “non va bene che il governo permetta di portare la roba fuori dall’Italia (pausa ad effetto) è una vergogna”? Che cos’è la roba? Cosa vuol dire portarla fuori? Perché non va bene? Il popolo ha bisogno di capire la situazione, ha bisogno di capire quali saranno le conseguenze per i lavoratori e per l’Italia, nel caso in cui al referendum di Mirafiori dovesse vincere il sì o il no; sempre il popolo vorrebbe sapere se è meglio votare sì o no all’accordo; il popolo vorrebbe sapere da che parte sta il PD, oltre che dalla parte delle proprie calde poltroncine. Ancora oggi, per la nostra “fu sinistra” vale il vecchio “D’Alema, dì una cosa di sinistra! Dì una cosa anche non di sinistra! Di civiltà! D’Alema, dì una cosa!”, “Bersani, dì qualcosa!”