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Filastrocca di Capodanno.

31 Dic

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
(Gianni Rodari)

Cari amici che passate di qua, vi auguro una faccia allegra, per le belle cose che il 2010 vi porterà e se, per caso, poco poco, piano piano, in questi giorni la malinconia busserà alla vostra porta, buttatela giù dalla finestra, insieme alle cose che non vi sono piaciute, sarà contenta pure lei di prendersi una lunga vacanza.

Gli astronauti.

26 Set

Dunque, gli astronauti dei quali vi avevo raccontato qualche tempo fa sono, finalmente, atterrati sul nostro pianeta e sulla Terra, perciò, ci sono due genitori freschi, freschi e felicissimi! Qui sul monte, per festeggiare la notizia, abbiamo fatto piovere per due giorni di seguito, perché da queste parti esiste un vecchio proverbio che dice “atterraggio bagnato, atterraggio fortunato” poiché l’acqua è simbolo di vita etc. etc.. Devo dire che i due prodi navigatori delle stelle (da qualche parte saranno pure arrivati, no?) sono proprio belli, quando li ho visti erano già grandi, dal momento che avevano già sei ore di vita sulle spalle, e si vede che in giro per l’universo hanno acquisito una certa saggezza, infatti hanno dormito per tutto il tempo, noncuranti degli spettatori sdilinquiti davanti alla vetrina del loro nido. L’atterraggio è avvenuto il 23 settembre, lo stesso giorno in cui sono nati Julio Iglesias e Bruce Springsteen, ora, considerando i loro predecessori e considerando il fatto che, a prescindere dai nomi famosi sono, comunque, due bei maschioni, immagino che il loro sogno attuale, nel quale la protagonista principale sarà una gigantesca, enorme, stratosferica mammella, li accompagnerà per tutta la vita (sì, cari amici maschi, lo so che sono altre le cose che vi attirano, ci sono anche gli occhi belli, le mani belle, le anime belle e le gambe belle..) e, in ogni caso, qualunque sarà il loro sogno, non posso che augurare a tutti, mamma, papà e nuovi abitanti del pianeta, tanta felicità e ai gemelli dedico due canzoni, una per l’animo romantico e una per l’animo rock, iniziate a ballare, ragazzi!

Vacanza in panchina.

14 Ago

giraffa

Amo le panchine, sono una panchinara, le ho usate da ragazzina, le uso e quando, in un angolo apparentemente abbandonato della città, trovo una panchina, sono contenta perché mi sembra quasi un piccolo salotto, un invito ad accomodarsi, magari all’ombra di un bell’albero, e guadagnare un po’ di tempo per sé e per gli altri, senza ansie, senza paranoie, senza troppe preoccupazioni, come in una piccola vacanza. Sulla panchina si può leggere un libro, si possono guardare le navi che arrivano e ripartono, le stelle cadenti o ben appiccicate al cielo, le case lontane, in buona compagnia si può addirittura pranzare ammirando le auto che passano accanto, si può chiacchierare o, semplicemente, apprezzare il fatto di esserci, godere di essere lì in quel momento, essere felici, senza pensare a tutto quello che rimane momentaneamente lontano dalla panchina. Insomma, la vacanza può essere anche su una vecchia panchina, magari nera a onde, dove magari i ragazzini scrivono ancora cose come “pasticcino, ti amo più di una pasta” e fanno sorridere le vecchie giraffe.

Oggi stare in panchina è un’anomalia sociale più grave, se chi si siede si sottrae non solo alle regole non scritte dell’efficienza, ma allo sguardo degli altri. Se non si è anziani, donne incinte o con carrozzina, se si è maschi o femmine adulti, chi sta in panchina è poco raccomandabile. Nel migliore dei casi si è disoccupati, sfaccendati, vite di riserva. Eppure è l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città. La panchina è il margine del mondo, vacanza di chi non va in vacanza, ma anche il posto ideale per osservare quello che accade: ovunque sia, è il centro dell’universo”.

( Beppe Sebaste, La Repubblica 12 agosto 2007)