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Tsao.

14 Nov

e-alloraridottaAvvertenza: trattasi di paranoie.

 Era bello il mondo, prima dell’avvento del tsao, era proprio bello: sui monti scorrevano latte&miele, limpidi ruscelli, i fiori si svegliavano salutando la rugiada; nel mare i pesci sguazzavano felici tra le onde; nelle città ci si guardava e ci si salutava, gli uomini e le donne parlavano la stessa lingua e si dicevano “ciao”, “buongiorno”, buonasera”, “arrivederci”, “oggi è una bella giornata”, “oggi è brutto, guardi quanta pioggia cade”, etc. etc., a seconda dell’umore e della voglia di socializzare, ma era bello, ci capivamo, parlavamo la stessa lingua e avevamo le fragole nel giardino. Poi, non si sa come, non si sa perché, un giorno qualunque degli anni ’90 qualcuno creò il tsao, e tutto cambiò, gli esseri umani si ritrovarono nuovamente immersi nel caos linguistico primordiale: il “ciao” diventò tsao, il “buongiorno” mutò in “buontzorno”, buon pomeriggio in “buon pomeritzo” e frasi complesse diventarono incomprensibili “otzi è una bella tzornata”, “otzi è brutto, guardi quanta piotza cade”. Non si sa perché, non si sa per come. Inizialmente, il tsao si diffuse grazie alle giovani donzelle che, probabilmente, per intenerire e conquistare il maschio cacciatore, utilizzavano modi di fare infantili, da bimbette di due anni, al massimo quattro, va, stravolgendo tutte le regole della pronuncia che gli esseri umani mentalmente sani usavano, poi il fenomeno è diventato incontrollabile e, invece di estinguersi naturalmente come speravo, si è diffuso enormemente per arrivare fino alle ragazzine preadolescenti, alle ultratrentenni e addirittura ai maschi. Devo riconoscere che, in molti casi, il tsao  è servito allo scopo, gli uomini subivano il fascino delle donne-bimbe e cedevano al secondo tsao, sembrerebbe una cosa vagamente pedofila mentre, in realtà, è solo istinto di protezione del maschio il quale, purtroppo, scopre in ritardo che la bimba-donna in realtà è una virago più oppressiva delle donne normali, ma pazienza. Però, non mi spiego il fenomeno al maschile: perché anche i maschi dicono tsao? Forse, per conquistare provano a stimolare l’istinto materno di ogni donna? Ma, allora, cari maschioni micioni, vi do un consiglio da zia: per conquistare una donna passando per l’istinto materno è sufficiente adottare un cagnolino e portarlo a spasso per la città o ai giardini pubblici (ops, tzardini pubblitzi) dimostrerete anche di essere in grado di prendervi cura di qualcosa che non sia il vostro taglio di capelli, a meno che abbiate qualche allergia agli animali da compagnia o vogliate essere adottati voi stessi e allora, cari ragazzi, continuate così e, mi raccomando, che il guinzaglio sia abbinato alle scarpe, però usate il tsao solo con l’oggetto del desiderio, pliiis, se incontrate una giraffa per strada, salutatela liberamente con un bel “ciao”, vi sentirete più felici pure voi.

(e farete contenta anche la mia gatta)

0,74% di furbi.

9 Giu

emoticonFinite le elezioni, blablabla, lascio agli esperti, agli eletti e ai trombati, tutte le analisi del caso. Solo una cosa mi turba e mi lascia (quasi) senza parole, fa arrivare gli stormi di farfalline nel mio cervello: quello 0,74% di voti presi dalla Lega Nord in Sardegna. La percentuale, tradotta in teste e in mani che hanno messo la crocetta sul simbolo della Lega, corrisponde a 4.090 elettori, più di 800 (ottocento!!!!) a Cagliari, più di 900 (!!!!) in Ogliastra, sempre sugli 800 nel nord Sardegna cioè Olbia-Tempio e Sassari, poco più di 200 a Oristano e Carbonia-Iglesias, poco più di 100 nel Medio Campidano. Cifre da capogiro, letteralmente. Ora, tolti gli “infiltrati” della Lega che avranno preso la residenza apposta, proprio per esportare il verbo (pur pensando di avere a che fare con degli esseri inetti) mi chiedo perché i restanti nativi dell’Isola abbiano scelto di votare un movimento, un partito, chiamatelo come vi pare che, già nel nome fa capire quali interessi vuole tutelare: Nord, significa nord Italia, non sud, non isola che sta a metà strada in mezzo al Mediterraneo, N-O-R-D è da Roma ladrona in su, da sempre. Lega Nord rappresenta quella parte dell’Italia che chiedeva la secessione dal resto dello Stato, proprio perché non intendeva portarsi dietro il peso dell’altra Italia, lenta, sfaticata, lassista, quella che produce solo emigrati sanguisughe, quella che ha l’anello al naso, laureata ma pur sempre con l’anello al naso. Qualcuno me lo deve spiegare, ci dev’essere una spiegazione diversa dal solito servilismo, dalla totale assenza di dignità, dall’ingenuità, ci dev’essere per forza, altrimenti sarò costretta ad acquistare 4.090 anelli da naso (in latta, eh) per regalarli ai miei conterranei.

Paranoie estetiche.

17 Mag

UNA COSA BRUTTA

 So che mostrare le proprie paranoie in pubblico potrebbe essere sconveniente ma, siccome io ho dimenticato da tempo il significato della parola “convenienza”, ormai, mi mostro a voi in un tutta la mia magnificente natura paranoica. Stavolta, si tratta della paranoia estetica, quella che fa arrivare gruppi di farfalline al solo pensiero di quella grave piaga sociale chiamata “cattivo gusto” e, addirittura, stormi in perfetto stile Apocalypse Now (con tanto di Cavalcata delle Valchirie in sottofondo) alla vista di cose brutte, molto brutte, realizzate con cemento armato e ferro, insomma “cose” urbanistiche, case, scuole, uffici, alberghi, caserme, ostelli, che fanno male agli occhi e al cuore. Ho sempre avuto una grande ammirazione per gli architetti, capaci di realizzare delle vere e proprie meraviglie (provate a dare uno sguardo alla ristrutturazione del Faro di Capo Spartivento) con gusto, creatività e intelligenza, nel rispetto dell’ambiente circostante e delle caratteristiche dei diversi centri urbani. Però. Però, a volte, si fanno prendere dalla creatività e, convinti di essere la reincarnazione buzzurra di Gaudì, fanno cose brutte, molto brutte, anche di più. L’edificio che vedete nella foto, quella cosa bianca, rossa, rossissima, e celeste, dalle forme squadrate, è la nuova caserma dei carabinieri del posto in cui abito, in pratica, quando esco mi trovo davanti, tra le mie rose e la pianta di aloe, tra i tetti delle altre case, questa cosa bruttarella assai. E va bene che i carabinieri devono essere rintracciati velocemente, però… Magari in un altro contesto, sarebbe bellissima, perfetta, come il gamberetto sulla salsa rosa, per usare l’altra paranoia linguistica, suonerebbe bene come un “se potessi”, qui, davanti a casa mia, suona come un terrificante “se potrei” ed è impossibile fermare la Cavalcata delle Valchirie, le farfalle gigantesche che mi circondano. E mi chiedo: ma perché? Perché? Perché? Sono loro o sono io ad esagerare? Bah.

Emergenza pop.

18 Apr

farfalleSo che la Nazione ed io abbiamo emergenze ben più importanti ma se si continua a sottovalutare il problema, inizierò a vedere le farfalline anche quando sono in macchina e la cosa potrebbe non essere salutare. Mentre scorrazzavo con la mia scatoletta su quattro ruote, ascoltavo la radio, che mi propinava vari coretti di allegre signorine americane rubate alle risaie, virtuosismi simili a belati di qualche cantante napoletano e, giustamente, la canzone vincitrice di Sanremo cantata con accento pirrese di Pirri. Sin qui, cioè sino a Marco Carta tusarailaforzamia, ho resistito, tutto a posto, nessuna farfallina, poi, poi… poi è arrivato il verbale dei carabinieri, cioè la nuova canzone di Laura Pausini. Sia chiaro, ho grande stima e rispetto e simpatia per i nostri carabinieri (anche se, chiunque abbia mai dovuto fare una denuncia, anche solo per lo smarrimento del bancomat, sa che “lo smarrimento del bancomat” viene tradotto nel verbale in lingua carabinierese) e ho pure stima di Laura nostra, grande voce, grande tenacia etc. etc, ma quando l’ho sentita cantare “tu necessiti di me..” inizialmente, ho pensato che stesse cantando un pezzo del manuale di diritto privato dedicato al negozio giuridico, roba da stare veramente male (soprattutto per i ricordi di quell’esame) ma poi ha continuato: nello stesso modo che anche io di te..” e ho capito che non si trattava del negozio giuridico, Laura stava cantando un verbale dei carabinieri: “tu necessiti di me nello stesso modo che anche io di teee”.. nome, cognome, come si chiama e altrettanto di lei ! Ho cambiato prima che arrivasse lo stormo di farfalle colorate e ho pensato che son finiti i tempi di “amore bello come un bacio, bello come il buio, bello come Dio, amore mio non te ne andareeee”, semplice, chiaro, amore-bacio-buio-non te ne andare, forse un po’ banale ma orecchiabile, ora sono arrivati i tempi di “tu necessiti di me” e arrivano gli stormi di farfalle, più emergenza di così 😉

Paranoie linguistiche.

12 Mar

vr444volo-di-farfalle-postersSto invecchiando. Lo dicono le mie rughe e lo dicono le farfalline che arrivano nel cervello ogni volta che sento parlare il nuovo italiano e mi fanno confondere. Ecco, sono vecchia e confusa. Per esempio, da qualche anno, è arrivata la moda del “piuttosto che” e alla domanda “cosa fai nel tuo tempo libero?” i modaioli (in genere con la bocca posizionata aculodigallina, perdonate il francesismo ma è l’unico modo per definire quella posizione delle labbra) rispondono “vado al cinema piuttosto che in pizzeria”, intendendo che vanno indifferentemente al cinema o in pizzeria ecco, io lì inizio a sentire arrivare le farfalline, prima una alla volta, poi il grande stormo di farfalline, azzurre, bianche, gialle che mi fanno confondere perché, nell’era della pietra, “piuttosto” veniva usato in altro senso e alla domanda “vuoi uscire con me?” si rispondeva, per esempio “piuttosto che uscire con te vado a spalare il guano dei pappagalli indonesiani” e si capiva che non era indifferente uscire con gigetto o spalare il guano uccellesco. Sempre nell’età della pietra, usavamo l’aggettivo “scaramantico” riferito ad un gesto o ad un oggetto usato per scacciare il malocchio mentre chi aveva delle superstizioni era chiamato “superstizioso”, oggi, invece l’evoluzione della lingua fa diventare addirittura una persona intera “scaramantica” e io mi confondo, sento le farfalline, ogni volta che un giornalista parla di persona scaramantica, arrivano la prima coppia, poi altre due, altre cinque, poi lo stormo di farfalline. Per esempio, quando Silvio I, l’altro giorno ha detto “italiani, non abbiate paura, è arrivato il momento di investire!” cosa intendeva? Esortava gli italiani ad investire in borsa le pezze che hanno sul fondo dei jeans? O intendeva spronarli a salire sulle loro biciclette per investire il Capo del Governo o un ministro a caso? Farfallina gialla, farfallina bianca, farfallina azzurra, tutte le farfalline in volo…

 

(l’immagine delle farfalle l’ho presa qui)