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Sextrology.

4 Ago

miss_piggy5Dunque, dal momento che la lettura del “piano casa” della Sardegna mi ha vagamente frullato le corna felpate, ho deciso di andare al mare e dedicarmi a letture decisamente più impegnative (!!) ma adatte al periodo e, soprattutto, utili anche per il resto del mondo e per gli amici bloggers e non che ancora resistono come me, davanti al pc, anche in agosto (e chi ci schioda a noi??!!). Quindi, questo potrebbe essere un post socialmente utile, attenzione. Infatti, ho letto da qualche parte che gli italiani quando vanno in ferie fanno più sesso che negli altri periodi dell’anno, sia che trascorrano le vacanze al mare, in montagna, in città o in giro per il mondo (e hanno pure pagato qualcuno per scoprirlo). Quindi, in ferie sesso in abbondanza ma, aggiungo io, se è pure di qualità è meglio e, allora, ecco che arriva la lettura impegnata e impegnativa (eh..) intitolata Sextrology – l’astrologia del sesso, che aiuta a capire il rapporto che gli individui hanno con il sesso, in base all’astrologia, per scoprire cosa piace all’altro/a, cosa potrebbe risvegliare un compagno assonnato o una compagna con un mal di testa perenne, e le varie affinità zodiacali. Si fanno delle scoperte interessanti..ovviamente, sono andata a verificare prima di tutto le mie congiunzioni astrali e, per esempio, ho scoperto che “la donna Cancro è un vortice di fantasie e desideri, non si accontenta di piacere all’uomo che la fa innamorare, deve riversargli addosso tutto il suo amore” e poi una serie di sconcezze alle quali sarebbe dedita ‘sta donna cancro ma che vi risparmio, altrimenti chissà che pensate! E poi si continua, con il Leone che “è incline all’astinenza, evita accuratamente qualunque incontro ravvicinato finché non gli capita qualcuno veramente degno di attenzioni” e via con le sconcezze focose del leone, la Vergine che “fin dall’adolescenza, intreccia rapporti con ragazze dall’aria infelice, per rimodellarle” e giù con sconcezza più o meno cerebrali, per non parlare della donna Scorpione che “trasuda sesso e feromoni, che vengono espulsi nell’etere per essere captati dai maschi nei paraggi” e sconcezze a gogo, e così via per tutti i dodici segni, roba utile, insomma, per le consulenze potete semplicemente inviarmi un vassoio di pasticcini o salatini e vi spiegherò tutto quello che c’è da sapere. D’altra parte, però, ho letto il mio oroscopo e pare che, salvo stravolgimenti celesti, peraltro ben accetti, per questo mese non partirò in vacanza,  e se tanto mi dà tanto…  😆

 

P.S. si vede che ho bisogno di una vacanza..lunga…

La nonna horror.

16 Lug

“…e quella sera, Maria andò in chiesa, per ascoltare la messa dedicata ai morti. Appena aprì la vecchia porta laterale, si trovò immersa in un’oscurità rischiarata solo dalla luce tenue delle candele..tutti erano in piedi e la guardarono con affetto, l’accolsero come se stessero aspettando proprio lei, per iniziare la funzione, però, Maria non conosceva quelle persone, c’erano uomini, donne, bambini, ed erano vestiti con abiti chiari, come la loro pelle, avevano un sorriso mesto, con una mano tenevano una candela mentre, con l’altra, le indicavano la strada verso il suo posto. Una delle persone che l’accolsero consegnò anche a lei una candela, che Maria tenne in mano per tutta la durata della messa, immersa in un’atmosfera diversa dal solito, più silenziosa e composta, con la sola luce delle candele. Maria teneva in mano la candela che, stranamente, non si era consumata, era una cosa proprio strana e, quando arrivò il momento di tornare a casa, pensò di doverla restituire alla donna che gliel’aveva consegnata ma la donna, senza dire una parola, sorrise e con un cenno le fece capire che poteva tenerla e così la mise dentro la borsetta. Quando uscì dalla chiesa, Maria si rese conto che era notte fonda, a quel tempo i lampioni erano pochi e la strada era illuminata dalla bianca luce della luna piena, quindi percorse il tragitto verso casa a passi veloci, perché con il buio i malintenzionati potevano combinare cose molto brutte, si sapeva. Finalmente, Maria arrivò a casa e accese la candela infilata nella bugia, quella che solitamente usava quando si svegliava la notte, e con un po’ di luce decise di guardare meglio la candela che le era stata donata in chiesa, così la portò fuori dalla borsetta, la mise accanto la candela e… si accorse che, in realtà, era l’osso di un morto…”. Ecco, questi erano i racconti dei pomeriggi estivi a casa di mia nonna, quando ero una bambina ultra fifona ma curiosa, li adoravo, adoravo tutte le storie che mi raccontava (nella maggior parte dei casi si trattava di racconti della sua vita abbastanza travagliata) ma i racconti horror erano i miei preferiti, erano quelli che non mi facevano dormire la notte e mi facevano guardare continuamente sotto il letto, per assicurarmi che non ci fosse qualche fantasma o zombie nascosto. I racconti di questo genere, in Sardegna, erano molto diffusi, soprattutto quando non c’era la televisione e le persone si riunivano, nelle notti d’estate, nelle strade del vicinato, quando ero piccola era un’usanza già un po’ dimenticata ma mia nonna la portava avanti con me, che ero un’ottima ascoltatrice, anzi pendevo letteralmente dalle sue labbra e ancora oggi, se capita, le racconta. Chissà perché le cose che fanno paura, quelle misteriose e incomprensibili, sono anche le più affascinanti. Non vedo l’ora di incontrare dei bimbetti curiosi, ih, ih.

Anche i piccoli tedeschi frignano.

9 Lug

In questo periodo, bisogna recuperare un briciolo di dignità e di orgoglio patriottico, dopo che i festini a villa Arzilla hanno fatto il giro del mondo e dopo il fondamentale sondaggio secondo cui i turisti italiani sono tra i meno simpatici al mondo, bisogna darsi un tono e, per farlo, il metodo più  giusto e veloce consiste nel buttare un po’ di melma ingiuriosa sugli altri Paesi. Allora, i turisti italiani non sono amati nel resto del mondo. E perché mai? Forse perché vanno in giro nelle calette a rubare i sassolini bianchi per ricavarne tappetini per la doccia (sentiti e visti con i miei occhi) ? Forse perché urlano quando sono per strada, nei ristoranti, nei negozi? Forse perché fanno squillare il telefonino ovunque e iniziano ad urlare quando rispondono? Forse perché i bambini strillano e pestano i piedi come indemoniati, in spiaggia, per la strada, al supermercato? E allora vogliamo parlare dei bimbetti tedeschi che ho visto in spiaggia con i miei occhi? Frignavano, strillavano e scapricciavano (voce del verbo fare i capricci) senza ritegno, con le mamme tedesche (uscite direttamente da Desperate Housewives, una bionda e l’altra bruna, belle e discretamente stressate) che, nell’ordine, li ignoravano, li minacciavano e poi strillavano pure loro. Cose mai viste, perché i tedeschi, in genere, sono sempre molto composti, i bambini educati e calmi, insomma, tedeschi. Questi no, questi erano diversi, erano dei piccoli tedeschi strani. Poi, è arrivato il papà (i papà si riconoscono dall’orario di arrivo: arrivano sempre più tardi perché devono trovare un parcheggio in Oceania e vanno via prima perché devono oltrepassare l’oceano per recuperare l’auto) ha iniziato a parlare, e ho capito. Il papà era italiano. Ma perché dobbiamo sempre farci riconoscere? Über alles in der Welt.

Esperimento di ipnosi.

6 Lug

Fissate il quadratino verde molto intensamente.

Ciò che vedrete sarà impressionante, e la prima cosa che penserete su questo post e sull’autrice, vi farà capire quali effetti ha avuto sul mio cervello il caldo che ho preso stamattina, mentre macinavo chilometri di curve per proporre un’idea. (il quadratino per l’importante esperimento scientifico l’ho preso in prestito da qui).

giraffa

Arresoconto sulle fettine d’anguria mangiate.

28 Ago

Effettivamente, ne ho mangiate tante, dolci, succose, estive. Ecchecavolo, una manca dal blog per più di due settimane e tutto quello che riesce a scrivere è il resoconto delle fette d’anguria mangiate? Sì, ma solo gli appassionati sanno che, come esistono i vini da meditazione, esistono anche le angurie da meditazione e hanno più o meno le stesse caratteristiche: un po’ dolci, da gustare da sole (anche perché, mangiare una fetta d’anguria dentro una rosetta sembra difficile, annacqua tutta la mollica). Ecco, non avendo superato i 50 km nei miei spostamenti (tradotto = non sono partita in vacanza) mi sono dedicata alla meditazione, oltre che alla contemplazione del mare cristallino, della sabbia dorata, dei cormorani, dei pesciolini, alle risate miracolose con le amiche madraffe, al polpo con aceto balsamico e fettine di sedano gustato in ottima compagnia, alla distribuzione di portacicche sulle spiagge della capitale del Mediterraneo (nella foto si distingue facilmente una giraffa con la maglietta informe, decisamente troppo larga per i miei gusti, anche se la causa era buona, non si può giustificare una camicia da notte del genere..). Come sempre, divago. Dicevo, la meditazione accompagnata dall’anguria in realtà è stata ispirata da una delle mie “illuminazioni” (la mia vita è costellata di illuminazioni, prima o poi diventerò una specie di guru pure io, magari una guressa) aiutata da preziosi consigli e conseguente a dei giorni decisamente tossici. Tossici per vari motivi “esterni” e, come ho iniziato a comprendere, principalmente per motivi interni al mio cervello (anche nella mia testa ci sono più bestie che nella foresta, mica solo in quella di Jovanotti) che ha bisogno di una regolata, nel senso che ha bisogno di modificare l’andamento dei pensieri e ha bisogno di ripartire da un pensiero fondamentale, cioè “prenditi cura di te”, e metterlo in pratica veramente, ogni giorno, con volontà. Tutto questo, mentre tolgo i semi dell’anguria e sento alla radio la “rivelazione dell’estate 2008, Giusy Ferrè” che avrà pure una bella voce ma quando canta sembra un incrocio tra il grande (piccolo ma grande) Renato Rascel e Tony Dallara, e poi non ho ancora capito se “Giusy” è un nome o è il diminutivo di un nome, ma quale nome? Giusella? Gisalberta? Giseuafrori? Eh, so’ dubbi…

 

P.S. alla rivelazione dell’estate ho pure sbagliato il nome..Giusy Ferreri, macchè Ferrè o_O

Mr. Flavio Gavettone.

11 Ago

Gli italiani, in questo difficile momento storico, hanno bisogno di certezze e, fortunatamente, c’è sempre qualcuno disposto a dargliele. In questa precisa epoca storica, possiamo stare certi che il matrimonio non ha trasformato il sig. Briatore (uno dei sig. B. alla conquista della signora S., sui quali avevo scritto qualche tempo fa ) in un vero signore, così come gli anni trascorsi in Inghilterra non lo hanno trasformato un piccolo Lord. Eppure, dopo aver visto le foto, su quasi tutti i giornali, che lo ritraggono mentre gira in pantofole alle varie serate di gala (va be’, di galatina magari) avevamo quasi dubitato, anche il pareo rosa con le frange aveva minato le nostre certezze, invece Mr. Briatore, ora  Mr. Gavettone, ci ha subito rassicurati, mostrandosi in tutta la sua magnificente arroganza proprio in Sardegna. Sarà un caso, o forse una questione di marketing strategico e geniale, ma Mr. B., sull’Isola riesce sempre a mostrare il meglio di sé, soprattutto quando inveisce contro i sardi e minaccia di andarsene per sempre dalla nostra terra. Ecco, quella è la parte che preferiamo, quella che ci fa tenere da parte, nei comò della nonna, dei corni che ci porteremo dietro quando Mr. B., offeso e deluso, deciderà di salire sul suo yacht/traghetto/barca a remi per tornare da dove è arrivato, sì, perché noi saremo lì sulla banchina, per salutarlo e accompagnarlo a son’ e corru (“al suono del corno”, in passato chi si trovava all’interno delle mura del Castello, Cagliari, doveva uscire al suono del corno, in caso contrario veniva cacciato via in malo modo).

 

 

I signori B.  alla conquista della signora S.

 

Conosco tre signori con tante cose in comune: il loro cognome inizia con la stessa lettera, il loro conto in banca non necessita di passare al bancomat per un prelievo, per crearlo e mantenerlo probabilmente hanno fatto e fanno giochi altamente proibiti e spregiudicati, hanno lo stesso obiettivo, ossia ottenere qualcosa dalla signora “S.”, una splendida signora dai costumi apparentemente austeri, chiusa, seria, riservata, silenziosa, modesta ma selvaggia che, però, qualche volta, si concede generosamente e, quando lo fa, regala grandi gioie. Loro lo sanno, l’hanno già conosciuta e apprezzata ma, non essendo degli stolti, sanno che, per averla completamente, devono conquistarla giorno per giorno. I loro stili sono molto diversi, sebbene tutti e tre affermino di amarla. Eccoli, in rigoroso ordine alfabetico ma, forse, anche di simpatia:

 

Il sig. Barrack – frase killer “solo io ti conosco e ti apprezzo veramente“. In realtà, l’ha già conquistata e posseduta, con la sua eleganza, la sua potenza, la sua intelligenza ed il suo fascino ma, proprio perché intelligente, sa che la signora S. è volubile e, se trascurata, potrebbe cedere alle lusinghe degli altri signori B. o, peggio ancora, di qualche ominide locale (con cui è sempre opportuno avere buoni rapporti) perciò continua a ripeterle “solo io conosco la tua vera natura, solo io so apprezzarti e valorizzarti, se costruirò un nuovo albergo sarà per il tuo bene, anzi lo farò solo per te, perché, vedi, io potrei andare in Polinesia, alle Maldive, dove i pesci nuotano felici, dove puoi vivere come Robinson Crusoe, dove il centro abitato non esiste e se ti viene voglia di fare due passi incontri solo i pesci, vedi, io potrei ma preferisco stare con te, perché sei tu a volerlo” etc. etc.

 

Il sig. Berlusconi – frase killer “farò di te una regina“. Anche lui l’ha posseduta, l’ha quasi rifatta nuova, le ha fatto qualche lifting (un vulcano artificiale, un laghetto artificiale con isoletta etc. etc.) ma anche lui, da gran dongiovanni, sa che deve difendere la preda soprattutto dagli ominidi locali, uno in particolare che vuole metterle la cintura di castità, sotto il nome di P.P.R. (piano paesaggistico regionale) perciò la lusinga con frasi tipo “vedrai, sarai la più bella del mondo, sempre giovane, senza difetti, con qualche vulcano qua e là, qualche anfiteatro in più, faremo anche un piccolo ghiacciao perenne, e cosa importa se ci sono 40° all’ombra, per te farò arrivare una nuova glaciazione” etc. etc.

 

Il sig. Briatore – frase killer “ma cosa credi di essere?”. Ogni tanto, pure lui la possiede ma, essendo un uomo con poca pazienza, non ha voglia di lusingarla e blandirla perciò, ogni volta, usa frasi del genere “tu non vali più delle altre, cosa credi? Come te ne trovo a centinaia, anzi, a migliaia e anche più belle. Devi ringraziarmi e baciare la terra che calpesto, ogni giorno, perché senza di me saresti niente, solo un cumulo di terra e pietre dove portare le pecore al pascolo. E adesso spogliati velocemente, facciamo in fretta, perché non ho tempo da perdere con te, che non vali nulla” etc. etc.

 

Chi la conquisterà?

 

(una foto della signora S.)

Lucertole e Signora Lia.

28 Lug

Eppure, avevo intenzione di scrivere una cosa seria. Da qualche giorno (perché dire “da molti mesi” sembra brutto) il mio cervello si esercita in una di quelle delle analisi pissicologiche, introspettive, che gli piacciono tanto (solitamente dette “onanismo mentale”) di quelle che ti fanno scavare, scavare, scavare fino al fondo del pozzo nero dell’animo dove, con grande meraviglia, scopri che si può scavare ancora, fino ad arrivare al nucleo fluido della terra e superarlo. Di quelle analisi che ti fanno pensare alle tendenze autodistruttive che ti porti in dote e al grandioso lavoro di ricostruzione che devi, DEVI, assolutamente affrontare per riprendere in mano la tua vita e viverla dignitosamente, rivedendo alcune cosette, rivalutando gli obiettivi, separando ciò che è difficile da ciò che è impossibile (cose facili, nella vita, ce ne sono poche, a parte fare la paperella nell’acqua del mare) ciò che si desidera profondamente da ciò che è possibile. E, invece, ecco che mi sveglio dopo aver sognato lucertole dappertutto, animaletti da film dell’orrore, quando le sogno significa che qualcosa nel cervello non va, figuriamoci se sogno di averne mangiato un pezzettino, bianco e verde, morbido e carnoso.. Non solo, oltre alla sensazione di lucertola in gola, mi sono svegliata con l’intero repertorio delle canzoni più sfigate di Claudio Baglioni, facendo pure dei bei mix, manco fossi un dj di radio trallallera, e poi nemmeno conosco tutte le parole, perciò le invento “così vai via, l’ho capito saaaaaai”, “signora Lia stasera stai con tuo maritoooooooo” e le canto a Puncia. Urge la terapia della paperella in mare.