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Cucina meditativa.

2 Giu

giraffa che beveSono una grande sostenitrice della “cucina meditativa”, l’arte sublime che consiste nell’aprire il frigorifero, dare uno sguardo d’insieme ai ripiani, sbirciare nei cassetti trasparenti, cogliere il segreto profondo del frigo e farne tesoro, in termini grossolani, vedere cosa c’è e creare un menù commestibile. Dalla meditazione odierna, è uscito fuori un segreto misto di verdure, latticini e insaccati, mi è sembrato giusto usarlo per creare il menù della resistenza o menù della Repubblica, per festeggiare degnamente il 2 giugno.

Antipasto del Tricolore. Prendere almeno due zucchine e tagliarle a fettine di circa cinque millimetri cinque (va be’, si può sforare di un millimetro) disporle sul grill e grigliarle, possibilmente senza bruciarle, altrimenti il tricolore va a farsi benedire. Prendere dal frigo lo spicchio di dolce sardo o di qualunque altro formaggio molle e dolce chiuso nelle segrete del reparto formaggi, tagliare delle fettine sottili dello spessore di circa tre millimetri tre. Visto che il frigo è aperto, prelevare anche il prosciutto crudo di Desulo, che ha poco grasso, ma se in frigo riposa lo speck, va bene lo stesso. Nel frattempo, accendere il fornetto, solo il grill. Prendere la pirofila, anche detta lettino del Tricolore, adagiare la fettina di zucchina, aggiungere mezza fettina di prosciutto e la fettina di dolce sardo, e così per le altre fettine di zucchina, l’effetto è quello di un tricolore confuso ma è in tema con l’attualità, mettere in forno e lasciare che il formaggio si sciolga, togliere e degustare.

Gamberetti della resistenza. Prendere la pasta sfoglia e ritagliare dei piccoli triangoli nei quali verranno avvolti dei gamberetti crudi con un filo d’olio e sale, infornare, far dorare la sfoglia e degustare, dopo aver tolto le da forno, naturalmente.

Bavette eroiche. Prendere il solito formaggio molle, se il frigo ospita anche un po’ di mascarpone e gorgonzola è il massimo ma, in mancanza, va bene il famoso dolce sardo o il camoscio d’oro, ridurlo in dadini e posizionarlo sul piatto, insieme al parmigiano e alla rucola miracolosamente recuperata dal fondo del cassetto, scolare le bavette un po’ umide, in modo che i formaggi si amalgamino e si uniscano alla rucola, insaporire con un filo d’olio d’oliva e degustare le bavette ancora calde e filanti.

Dolce referendum. Prendere dal frigo la vaschetta di gelato alla panna, adagiarlo sulla coppetta in dosi adeguate, aprire la bottiglia contenente il liquore al mirto bianco e versare sul vellutato composto bianco (si può anche creare un isolotto circondato dal mare di mirto, dipende dall’umore del giorno) degustare.

Lasciare spenta la tv, per evitare che la meditazione venga inutilmente interrotta, gnam.