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D’Alema, the genius.

10 Set

Massimo D’alema, il nostro Bovary, per rispondere alle provocazioni di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, PD, che vuole rottamare i vecchi dirigenti del partito (Max compreso, anzi Max sopratutto) ha definito il virgulto Primo Cittadino “loffio“. Ora, non è che a me Renzi mi sconfinferi particolarmente, però D’Alema è anche il politico lungimirante, lo scrutatore di anime, il genio, che nel ’93 ha fatto questa dichiarazione: «È impensabile che il dottor Berlusconi entri in politica. Deve occuparsi dei suoi debiti. Stia fermo, tanto prenderebbe pochi voti. Non siamo mica in Brasile»* perciò è probabile che ‘sto Renzi faccia parecchia strada.

*questa e altre chicche le trovate nel libro Imbecilli di Alfredo Accatini, ed. Salani, € 10,00.

Io ci ho uno scoop.

13 Ago

Dunque, io ho uno scoop. Cioè, credo si tratti di uno scoop, una cosa grossa, roba che potrebbe oscurare la notizia di Michelle Obama che, per il compleanno del marito, si è regalata un viaggio in Spagna senza husband ma con figlia e amici, insomma, il mio è materiale che scotta. Roba da far impallidire persino il ritrovamento del sesto diario di Mussolini e il suo acquisto da parte del senatore Dell’Utri, anche perché si mormora che il sesto sia una sola come i precedenti cinque, insomma c’è il dubbio tra gli esperti, invece il mio scoop dovrebbe essere proprio originale. Allora, spiego come sono andate le cose, altrimenti potreste  pensare che io vaneggi: qualche giorno fa, facevo colazione sotto le fronde della grande quercia, l’aria era fresca e calma, il gallo era ancora addormentato (eh, sì, mi piace alzarmi presto) e in lontananza si udivano soltanto i rumori delle feste di Rio, nell’altro emisfero, insomma, non si sentivano molti rumori, si è capito, giusto? A questo punto, si potrebbe pensare che io vaneggi ma non è così. Ad un certo punto, mentre mi godevo l’aria fresca e la pace dell’alba, il vento diventava sempre più forte, fino a portare un maestrale impetuoso che scuoteva i rami della quercia e faceva volare le foglie e non solo. Non solo. Infatti, insieme alle foglie, il vento aveva portato proprio vicino alle mie zampe, guarda un po’ il caso, dei fogli con delle scritte e, incuriosita, ho iniziato a leggere, certe parti purtroppo erano un po’ cancellate, forse a causa della rugiada o chissà:

Caro diario,

oggi sono proprio giù e non ce la faccio più, mi sento triste, depressa e tanto sola, nessuno mi capisce e allora mi confido con te che conosci il mio valore e lo apprezzi veramente, sei il mio diario del cuore e dell’anima. Tu sai quanto mi sono impegnata per costruire la mia posizione, sai quanto legno ho levigato per realizzare questo pregevole piedistallo in radica, di grande classe, di gusto sopraffino, che non abbandono mai e dal quale, perciò, ti scrivo;  sai quanto tempo è stato necessario impiegare affinché i miei amici prendessero posto in ginocchio sotto il pregiato noce e iniziassero ad adorarmi, tu sai! Sai quanta brillantina abbia consumato per avere l’effetto “baffetto di gran classe”, insomma non sarò una statista ma ho dei baffetti da far invidia e, infine, sai quanta propoli abbia dovuto far produrre ai miliardi di api della magione di mio marito, per creare l’unico unguento adatto a curare le mie corde vocali, consumate nel tempo a furia di ripetere al mondo quanto fossi intelligente (ancora lo sono ma, per fortuna, è una nozione acquisita, un dogma indubitabile, e non ho più bisogno di ripeterlo e le corde vocali stanno meglio). Ebbene, carissimo diario, il pregevole noce oggi vacilla ed io mi sento tanto triste e la colpa è tutta di una spxxx puttaxxx, una che non ha nemmeno mezzo grammo della mia sublime classe, si mescola col popolo e cerca di usare le sue arti da ammaliatrice per spodestarmi, usa l’aria da santarellina ingenua ma in realtà ha studiato ogni cosa per rubarmi il pregevole piedistallo. La detesto. Si è addirittura sbarazzata della crinolina, diceva che le impediva i movimenti quando stava in mezzo alla gente. Quella piccola (..) brava solo a (..) usa il suo fascino da sventola, di fatto e anche un po’ di nome visto che si chiama SVendola, per entrare nei migliori salotti. Ma può andare giusto nel salotto dell’Ikea. Caro diario, ma ti rendi conto che usa ancora parole come popolo, democrazia, libertà??? E poi, pronuncia quelle parole con una lieve inflessione meridionale che, sinceramente, noi appassionati di vela, noi che non abbiamo finito la Normale ma è come se la Normale l’avessimo fatta trecento volte, noi  non possiamo tollerare. Perciò, ho deciso,  mi consulterò con Lui, il mio amico del cuore, quello che ha tanti giornali e tante televisioni, Lui saprà consigliarmi cosa fare…

M.

Ho la sensazione che si tratti del diario della nostra piccola Bovary, però confesso che  ‘sta SVendola mi sta proprio simpatica 🙂

La nostra Madame Bovary.

31 Ott

Madame Bovary è uno dei romanzi più famosi di Flaubert, viene fatto leggere nelle scuole come uno dei più importanti esempi del realismo, è un capolavoro, ma un capolavoro di tristezza infinita. Almeno, così l’ho percepito io. Ma non ho intenzione di lanciarmi in critiche letterarie che non sarei assolutamente in grado di fare, piuttosto ho intenzione di far notare agli amici che hanno la pazienza di leggere i miei vaneggiamenti e alle persone che capitano qua per caso, la grande fortuna che abbiamo noi italiani ad avere una madame Bovary in carne ed ossa, con due baffetti che una brava estetista potrebbe sistemare meglio e un animo romantico nascosto dietro lo sguardo imperturbabile. La nostra Emma Bovary in realtà si chiama Massimo ed è la moglie devota e infedele, ma solo per noia e per un eccesso di romanticismo, di PD, fu PCI anche grazie a lei e alla sua proverbiale intelligenza. La nostra piccola Bovary ogni tanto sbaglia ma lo fa solo per amore, per dare brio alla sua vita, non per vanità, né per supponenza né per presunzione e tantomeno per arroganza, sbaglia ma le viene perdonato tutto dall’amorevole PD, che la segue fino all’autodistruzione (sua, cioè del PD). E noi non possiamo che commuoverci davanti ai suoi tentativi di raggiungere livelli impensabili per una con quei baffetti, ci siamo commossi quando è riuscita a diventare Primo Ministro senza essere eletta dal popolo, in pratica, direttamente sul podio senza passare dal via; ci siamo commossi quando è riuscita a fare fuori i suoi compagni, che invece avevano il sostengo del popolo; e ancora oggi ci commuoviamo fino ad avere gli occhi lucidi, quando leggiamo la dichiarazione di amore eterno all’unico uomo che sia mai stato in grado di rapirle il cuore, in occasione della recente nomination ai “Ministro degli Esteri europeo Awards”: «Sono onorato che sia stato fatto il mio nome e ringrazio Palazzo Chigi per l’appoggio» o parole amene ma incomprensibili come: “nel nuovo trattato – ha spiegato l’ex ministro degli esteri – il capo della politica estera è anche vicepresidente della commissione e quindi deve essere un rappresentante nazionale. Quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante». La nota di Palazzo Chigi – ha proseguito – è molto apprezzabile nel senso che considera prioritaria l’eventualità, che vorrei venisse considerata come tale». Siamo commossi, perché la nostra tenera Bovary dimostra di non essere la fredda e cinica calcolatrice che tutti descrivono ma una persona amorevole e piena di gratitudine e, soprattutto, ci fa provare la sensazione di vivere in un romanzo, frutto di fantasia vivace mentre, invece, è tutto vero.