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La rivoluzione in tre giorni.

17 Mar

rivoluzione copernicanaDal nostro papa Francesco, nuovo di zecca eppure già così familiare, non mi aspetto certo una rivoluzione copernicana della Chiesa cattolica, non mi aspetto che da domani inizi a celebrare matrimoni tra omosessuali e nemmeno che faccia l’elogio dell’aborto o dell’eutanasia, però, nonostante il disincanto che ormai sembra essere diventato parte del dna modificato di noi esseri umani, ho capito che anche la semplice scelta di un nome nuovo per sé stessi o la benedizione di un cane o un “buonasera”  o un abbraccio o l’esortazione a non giudicare,  possono ridare speranza alle persone e questa, probabilmente, è già una rivoluzione.

Primo maggio affollato.

1 Mag

Primo maggio, gli italiani scelgono la gita fuori porta, gli italiani festeggiano, gli italiani scendono in piazza per la festa dei lavoratori dal 1892, i sardi italiani dal 1657 vanno in processione per celebrare sant’Efisio, gli italiani oggi per la prima volta vanno in piazza per la beatificazione di papa Wojtyla e mi chiedo per quale motivo la Chiesa abbia scelto un data così laicamente significativa per celebrare uno dei suoi uomini più amati, mobilitando Istituzioni e lavoratori che sono anche “fedeli”, lasciando sicuramente in ombra la giornata dedicata al lavoro, quello che nobilita l’uomo, ci sarà senz’altro un ottimo motivo. Un giorno decisamente affollato. Anche i miei gatti scelgono le piazze, per l’esattezza una scatola a due piazze, e un po’ li invidio. Buon primo maggio a tutti.

Ora et labora.

3 Set

”Certamente, ricordando la mia giovinezza – aggiunge il Pontefice – so che stabilita’ e sicurezza non sono le questioni che occupano di piu’ la mente dei giovani. Si’, la domanda del posto di lavoro e con cio’ quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi e’ un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventu’ rimane comunque l’eta’ in cui si e’ alla ricerca della vita piu’ grande. Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalita’ della vita borghese”. ”Volevamo – prosegue Ratzinger – cio’ che e’ grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastita’ e bellezza”. Devo dire che a molti di quei giovani che non volevano perdersi nella normalità della vita borghese è andata piuttosto bene: per esempio, nello Stato italiano è in vigore una legge (la n. 222/1985) che disciplina un sistema definito dagli studiosi della materia come “originale”, poiché assicura ad una categoria di persone cittadine di un altro Stato (quello della Città del Vaticano) un trattamento assai generoso consistente in un congruo e dignitoso sostentamento per l’attività svolta, si tratta degli appartenenti al clero cattolico che svolgono servizio in favore delle diocesi. Nello stesso Stato italiano non è prevista una legge che garantisca un trattamento simile ai propri cittadini che, volendo trovare la vita e la vastità senza perdersi nella normalità della vita borghese, svolgano, per esempio, attività di volontariato e, in alcuni casi non è previsto un congruo sostentamento nemmeno quando prestano attività lavorativa. Si sa, l’Italia è un Paese molto generoso.

Liberi dal peccato, liberi dalla pena.

25 Mar

Per anni, in diverse parti del mondo, migliaia di bambini hanno subito le attenzioni morbose di adulti malati di mente o, nel peggiore dei casi, semplicemente schifosi, per anni, quegli adulti hanno costretto bambini o ragazzini a subire rapporti sessuali non voluti, perché attenzioni morbose significa mani e pezzi di corpi che si sono insinuate nei corpi dei bambini, torturando, soprattutto, le loro anime, estenuando i loro cervelli, violentando le loro menti, senza pietà e senza che nessuno facesse qualcosa per impedirlo. Quegli adulti non hanno pagato e, probabilmente, non pagheranno mai per il male che hanno procurato e il fatto che le persone che avevano il potere per farlo non abbiano mosso un dito o aperto bocca per evitare tanta sofferenza sulla terra, per me è una cosa abominevole. Ed è inaccettabile che alle stesse persone non sia stata e non verrà riconosciuta alcuna responsabilità terrena, per il semplice fatto di appartenere ad una categoria di persone che svolge la propria attività all’interno di una istituzione religiosa, parliamo di preti della Chiesa cattolica ma parliamo, prima di tutto, di uomini che, malati o meno, hanno distrutto la vita di tanti esseri umani, fatti a Sua immagine e somiglianza, e nel farlo hanno commesso un reato, punito con pene stabilite dagli uomini, pene che non potranno mai riparare il danno causato ma che, insomma, possono rendere un briciolo giustizia alle vittime ed impedire che la cosa si ripeta. E invece no, mille scuse, mille “però”, milioni di eccezioni, compresa la considerazione che “la pedofilia non è un problema solo della Chiesa”, e no che il problema della pedofilia non è un problema peculiare della Chiesa cattolica, ma i più alti rappresentanti della Chiesa hanno contribuito a renderlo “il” problema, nel loro tentativo di cancellare la questione, di liquidarla velocemente come un non-problema della più grande istituzione religiosa del mondo, tacendo, nascondendo, chiudendo gli occhi, l’hanno reso ancora più grande e dannoso, in nome di cosa e di chi? Di certo non in nome di Dio e nemmeno in nome di suo Figlio che predicava l’amore vero, il coraggio, il bene, non la viltà. Ebbene, io lo voglio sapere, voglio sapere in nome di che cosa la Chiesa ha taciuto e non ha impedito che tutti quegli esseri umani a Sua immagine e somiglianza soffrissero, voglio una risposta, una risposta convincente perché non mi basta sapere che bisogna punire il peccato ma non il peccatore, come ha detto il Papa nei giorni scorsi, non mi basta, se ad un laico che divorzia è vietato prendere la comunione, mentre ad un uomo che indossa l’abito talare e violenta un bambino è concesso il privilegio di dare la comunione, con le mani ancora sudice della sua libidine malata e malvagia.

P.S. il problema è anche italiano, e ovviamente non riguarda solo i religiosi ma anche le religiose, qui trovate l’anticipazione dell’inchiesta pubblicata da L’Espresso “Pedofilia, l’inferno italiano”, non sarà una buona lettura.