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Citazione

Life beneath my feet.

8 Ago

red shoes)Marble beneath my feet: an exterior floor of Cagliari City Hall.

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Summer beneath my feet: emerald waters and soft sand in the Mediterranean 😉

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History beneath my feet: the ancient Roman city of Nora.

In response to The Daily Post’s weekly photo challenge: “Beneath Your Feet.”

Le faccine come antidoto per l’infelicità :-) :-) :-)

23 Mar

logo-bandiera-madauLa notiziona è di qualche giorno fa: il campionato mondiale italiano della felicità è stato vinto da Cagliari, il capoluogo di un’isola spuntata qualche milione di annetti fa, in mezzo al Mediterraneo, terra di bronzetti, di nuraghi, di pecore, di mare cristallino, di sottosegretarie inette, di gloriosi politici, di Presidenti della Repubblica luciferini, di buon vino, di pabassinas,  di gente con le pezze al culo, splendore ai confini dell’Impero. Cagliari, in base alle vagonate di faccine sorridenti infilate nei tweet  analizzati da un indicatore chiamato “iHappy”, è la città più felice d’Italia. La notizia sembrerebbe stonare con gli altri dati della realtà, quelli dell’indicatore “iFame” che ci dice quanti fanno (quasi) la fame in Sardegna e ci indica tassi di disoccupazione e povertà spaventosi, che potrebbero agevolare un certo livello di infelicità. E invece no, noi, come i cubani che ballano sempre e sono allegri nonostante tutto, e come Bocca di Rosa che metteva l’amore sopra ogni cosa, mettiamo le faccine sorridenti su ogni cosa, su Twitter, e anche sugli spaghetti al pomodoro, nel ripieno dei culurgiones, fra un po’ persino sulla bandiera dei Quattro Mori, perché questo è il nostro modo di reagire e perché, in fondo, noi l’abbiamo sempre saputo che il maestrale risolve ogni cosa e, alla fine, ci porta pure la felicità. A chent’emoticons 🙂 🙂 🙂

Cagliari come Kabul: per andare al Parco della Musica meglio indossare il burqa.

11 Mag

Qualche giorno fa, il quotidiano Casteddu on line riteneva doveroso riportare, tra le notizie di cronaca, un episodio veramente eccezionale: una donna bionda prendeva il sole sdraiata sull’erba del Parco della Musica, a Cagliari, lo faceva addirittura in costume da bagno e, cosa inaudita, leggeva un libro “pensando di non dare nell’occhio” mentre, invece, “gli operatori in tuta verde che lavoravano nella struttura non potevano fare a meno di osservarla in continuazione” insieme, chiaramente, ai passanti.  Nell’articolo, poi, si ipotizzava l’origine straniera della anomala visitatrice, anche perché, com’è noto, le donne sarde, solitamente,  vanno in giro affardettate (ossia indossando sa fardetta) proprio per non turbare troppo gli ormoni dei maschi locali, troppo sensibili, soprattutto quando gironzolano nei parchi pubblici. D’altra parte, spiace dover accettare il fatto che l’identità della misteriosa presenza al Parco, rimarrà per sempre oscura, poichè  “nessuno ha avuto il coraggio di avvicinarla”, peccato, sarebbe stato carino, oltre che segno di grande modernità, chiederle “ascù,ma itta ci faisi tottu spollinca innoi?”*, insomma, qualche simpatica domanda avrebbe giovato all’immagine di Cagliari capitale del Mediterraneo, giovane, dinamica, libera. E, invece, no, tutti silenziosi, con gli ormoni e il cervello andati in vacanza in qualche posto molto, molto, molto lontano, in attesa di nuove esaltanti visioni, infatti “c’è chi giura che saranno in tanti ad appostarsi in attesa che ritorni a dare spettacolo”.  Eh, già, perchè una donna in costume, al parco, non può che  “dare spettacolo” tanto più che “si girava e si rigirava”, ed è sottinteso che lo facesse in onore dei maschi allupati mica per stare più comoda, per abbronzarsi le spalle, per gli affaracci suoi, no, no, altrimenti avrebbe indossato il burqa, ecchecavolo.  Capita, quando la materia cerebrale va in ferie e, allora, qualcuno abbia il coraggio di farli tornare dalla vacanza quei benedetti cervelli , compresi quelli di qualche giornalista.

* trad. “ascolta, ma cosa ci fai tutta spogliata, qui?”

Questo è l’articolo:

Lei era alta, bionda, indossava un costume succinto. Ed era lì, sdraiata sull’erba del parco della Musica. Leggeva un libro pensando di non dare nell’occhio, ma forse passerà alla storia come la prima donna che a Cagliari, nella città del Poetto, prendeva la tintarella in pieno centro cittadino. Uno spot ideale per chi aveva progettato il parco, una risposta a chi la considera un’opera inutile. Fatto sta che la bionda del parco è stata vista da tutti, e gli operatori in tuta verde che lavoravano nella struttura non potevano fare a meno di osservarla in continuazione. Così come i molti passanti: si girava e si rigirava nell’erba, forse era una straniera che alloggiava nel vicino hotel ma nessuno ha avuto il coraggio di avvicinarla. Peccato, sarà per la prossima volta: e ora c’è chi giura che saranno in tanti ad appostarsi in attesa che ritorni a “dare spettacolo”.

Anatre senza patente, a Cagliari.

4 Mag

I pennuti, si sa, hanno il brevetto per le lunghe e brevi trasvolate ma non hanno la patente per camminare in città, ignorano le strisce pedonali e, d’altra parte, nei centri urbani non esistono norme specifiche per l’attraversamento palmipedale come invece abbiamo qui sul monte, perciò quando una pennuta madre di famiglia intende attraversare la strada con la sua numerosa prole deve, necessariamente, fare affidamento sulla scorta della polizia, come è accaduto ieri a Cagliari, dove uno sculettante e ciondolante gruppo familiare di anatre ha potuto raggiungere lo stagno di Molentargius (luogo nel quale, tra l’altro, hanno dimora pure i fenicotteri rosa, che lì nidificano) grazie a due agenti della polizia che hanno bloccato le auto in viale Poetto, una delle strade più trafficate della città, con l’approvazione, una volta tanto, pure degli automobilisti.

Per avre l’idea di un gruppetto sculettante, guardate qua: