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Un minuto di silenzio.

20 Apr

Un minuto di silenzio per la scomparsa della dignità dell’Italia.

AUGURI-ITALIA(l’immagine l’ho presa da qui)

Bersani, dì qualcosa!

13 Gen

Passano gli anni, le ideologie talvolta si evolvono, talvolta si realizzano, spesso evaporano lasciando al proprio posto solo una miriade di particelle nebulizzate che noi chiamiamo parole. Questo accade, nel migliore dei casi, quando muoiono le ideologie: rimangono almeno le parole legate a quelle idee, rimangono i concetti, i ragionamenti, e si tramandano. Nel caso della nostra “fu sinistra”, invece, insieme alle idee sono state sotterrate anche le parole, come si faceva con i faraoni e le cose a loro più care, e sono rimaste le frasi da bar, perché forse i rappresentanti della sinistra pensano che quelle siano le più comprensibili per il popolo, è solo così che mi spiego i discorsi di Bersani, segretario del PD, il Polpettone Democratico, che riunisce un po’ di “fu sinistra” e un po’ di “fu democrazia cristiana”. Proprio recentemente, l’on. Bersani ha fatto sfoggio dei suoi grandiosi successi scolastici, pubblicando i voti ottenuti nella sua carriera universitaria: ora, sappiamo che per essere dei grandi politici non serve certamente una laurea, ma nel caso del nostro “Onorevole 30 e lode”, si presume che abbia studiato tanto per ottenere quei voti e che abbia studiato a fondo il pensiero dei grandi filosofi, e si presume che abbia imparato anche a ragionare con la propria testa, e allora qualcuno mi sa spiegare perché, nel caso di Mirafiori, l’unico concetto che ha saputo esprimere, riguardo alla presa di posizione di Berlusconi a favore di un eventuale espatrio della Fiat, è stato “non va bene che il governo permetta di portare la roba fuori dall’Italia (pausa ad effetto) è una vergogna”? Che cos’è la roba? Cosa vuol dire portarla fuori? Perché non va bene? Il popolo ha bisogno di capire la situazione, ha bisogno di capire quali saranno le conseguenze per i lavoratori e per l’Italia, nel caso in cui al referendum di Mirafiori dovesse vincere il sì o il no; sempre il popolo vorrebbe sapere se è meglio votare sì o no all’accordo; il popolo vorrebbe sapere da che parte sta il PD, oltre che dalla parte delle proprie calde poltroncine. Ancora oggi, per la nostra “fu sinistra” vale il vecchio “D’Alema, dì una cosa di sinistra! Dì una cosa anche non di sinistra! Di civiltà! D’Alema, dì una cosa!”, “Bersani, dì qualcosa!”

Una dei nove milioni.

16 Nov

Ebbene, anch’io ho contribuito a sbancare l’auditel per “Vieni via con me”, il programma di Fazio e Saviano, programma che, tra l’altro, non avevo ancora visto. Mi è piaciuto, nonostante la faccetta da bimbo finto modesto di Fabio Fazio, e ammetto che il racconto di Saviano sulle origini di mafia, camorra e ‘ndrangheta, e di tutti gli strascichi odierni, compresa la creazione di un nuovo centro di potere a Milano, mi ha trattenuta davanti alla tv. Poi, poi, è arrivato quello che è stato preannunciato come il momento cruciale del programma: Bersani e Fini davanti al microfono a leggere i valori della destra e della sinistra, ha iniziato Bersani, leader del PD il quale, con il suo solito fare da uomo che non dice nulla anche se dice qualcosa, ha letto una frase che, più o meno, diceva così “dove ci sono i deboli, lì è la sinistra”, in un secondo, o forse due, ho provato a ricordare le epiche battaglie del PD a favore dei deboli, o almeno le prese di posizione sui diritti civili e a quel punto, all’improvviso, senza che me ne rendessi conto, è arrivato il momento clou della trasmissione: lo schermo è diventato tutto nero, la mia zampa, inconsapevolmente, aveva premuto off sul telecomando, ormai sa già cosa fare in casi del genere.

http://www.corriere.it/politica/10_novembre_16/fazio-saviano-bersani-fini-record-ascolti_643d6d60-f163-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

Il PD e l’arte di convincere gli indecisi.

13 Ott

In questi giorni, nella casetta del PD, come sappiamo, si respira aria di campagna elettorale, in previsione delle primarie del 25 ottobre e anche i politici locali fanno la loro parte, vogliono contribuire all’elezione del loro segretario del cuore e lo fanno nel modo migliore che conoscono, immagino. Ebbene, mi piace dare spazio ad uno di questi “modi migliori”, dal momento che, se mai avessi avuto il dubbio di ripetere l’errore del 2007 (ritrovandomi davanti a delle liste bloccate, come nel peggior porcellum) ha avuto il merito di convincermi definitivamente. Si tratta di un’e-mail che inizia così: «Io comunque voterò Barracciu / Franceschini, perché Marino non mi convince più di tanto e l’ho visto a Matrix accettare senza ribattere
gli argomenti di chi diceva che il premier è stato eletto (come Presidente del Consiglio) dalla maggioranza degli italiani, essendo cambiata la legge elettorale. A me risulta che l’incarico di formare il governo gli sia stato dato dal Presidente della Repubblica e che, se Berlusconi si dimettesse, lo stesso incarico potrebbe benissimo essere dato a qualcun altro della stessa maggioranza…. (E sarebbe intanto un passo avanti perché, checché ne dicano alcuni, è ormai chiaro che, aldilà del berlusconismo diffuso, il problema maggiore in questo momento è proprio lui, Silvio Berlusconi)
». Ora, se la persona che ha scritto quelle cose esprime il pensiero di Barracciu/Franceschini (B&F), allora, per come la vedo io, ha sicuramente il merito di portare voti a Marino o a Bersani, per due motivi abbastanza semplici: innanzitutto, le precisazioni di diritto costituzionale sono, in quest’occasione, piuttosto inutili, dal momento che la maggioranza degli italiani ha messo la crocetta su Berlusconi e non su “qualcun altro”, piaccia o no, la gente ha scelto lui. Ma, la cosa ancora più grave, è pensare che il problema maggiore, nel nostro Paese, sia proprio lui, il Primo Ministro, poiché significa non avere la minima idea di come sia la nostra realtà, di come stiano andando le cose agli italiani, significa avere il posteriore così al caldo e comodo da avere nella testa, come unico pensiero, S.B. mentre, gli italiani pensano ad un modo per pagare l’affitto, a mettere qualcosa in tavola, a vivere dignitosamente, a sentirsi sicuri mentre camminano per strada, ad evitare che qualcuno gli spacchi la testa solo perché sono omosessuali, a trovare i soldi per pagarsi i medicinali, a trovare un modo per essere garantiti se decidono di non sposarsi ma di convivere, a cosa fare per respirare aria pulita, bere acqua fresca preferibilmente non avvelenata da scarichi nocivi e, eventualmente, a come gestire la fine della vita. Questi sono i problemi del nostro Paese, il governo Berlusconi è solo una cura sbagliata e se si lascia per un attimo la poltroncina calda, lo si intuisce immediatamente.