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Sardegna, pattumiera elettorale dell’Impero.

19 Gen

pattumieraIn Sardegna, la raccolta differenziata funziona, magari non riusciamo ancora a raggiungere gli obiettivi stellari del 100% ma, tutto sommato, va bene. Probabilmente, ciò è dovuto al fatto che, con grande senso pratico e un po’ di fantasia, negli anni, abbiamo affinato la tecnica di differenziazione e creato un sistema basato su diverse frazioni merceologiche, che agevolano notevolmente il cittadino nella scelta del bidoncino giusto dove buttare il vasetto dello yogurt o il cellophane o il vicino di casa antipatico. Per esempio, ultimamente, a periodi alterni, ci siamo resi conto che per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, alle frazioni merceologiche tradizionali, cioè: la sostanza organica (umido, ossicini di pollo e tovaglioli di carta usati) i rifiuti di imballaggio (vetro, carta, plastica, metallo, utilizzati per gli imballaggi) i RAEE (le apparecchiature elettriche ed elettroniche) i rifiuti urbani pericolosi (per esempio, pile, batterie, farmaci, etc.) altri materiali (legno, ferro, tessili, etc.) è sufficiente aggiungere la frazione elettorale mista, ossia il rifiuto composto in parte da scarti di precedenti elezioni in parte da scarti umani di varia origine, provenienti anche dal resto dell’impero. In questo modo, abbiamo raggiunto picchi ragguardevoli, concludendo affari d’oro anche con il continente, altro che ecomafia, altro che traffico illecito di rifiuti, a noi tutte quelle cose non servono, noi abbiamo la frazione elettorale mista ! Il nostro slogan è “non sai più dove buttare un giornalista compiacente, un imprenditore becero, un politico bollito? Dallo a noi, ai confini dell’impero si ricicla tutto!”.

Per esempio, silvio I, nella sua immensa generosità e grazie al suo pallino per gli affari, ha colto subito l’occasione, già nel 2008 ci regalò Barbareschi da riciclare, oggi invece vorrebbe regalarci tale Flavio Briatore, un signore che apre e chiude locali notturni con soci portatori di materia prima (cioè Euro) e a noi va bene pure lui, con la sua molte potremmo raggiungere vette altissime, figuriamoci se lo rifiutiamo.

Anche quel genio del professor Monti ha deciso di aiutare la causa della raccolta differenziata in Sardegna e così ci ha donato tale Mario Sechi, giornalista grande (non grande giornalista, così, tanto per chiarire) e abile nel servire il padrone di turno, perfetto per il bidone grigio, raccolta differenziata alle stelle, altro che ecomafia!

Il PD, in uno slancio di generosità, ha deciso di spedirci tanto, tanto materiale da destinare alla frazione elettorale mista, per esempio tale Luigi Manconi (meglio noto come compagno di Bianca Berlinguer, figlia di amatissimo, sull’Isola e non solo, padre) e tale Francesco Sanna (gettato via come un imballaggio qualunque anche nelle primarie) nonostante la resistenza dei referenti locali che, per qualche terribile momento, ha fatto vacillare il privilegio di buttare tanto materiale nel cassonetto grigio, chissà, forse ognuno di loro avrebbe voluto contribuire alla causa della differenziata ma purtroppo il bidoncino non è così capiente.

Infine,  la lista di Ingroia avrebbe voluto aiutarci a far salire la percentuale,  cedendo per la causa tale Antonello Zappadu, fotografo noto al popolo per il suo grande impegno civile, grazie ai suoi scatti dentro casa di Berlusconi. Peccato, ha rinunciato perchè pare stia meglio in Colombia, dove vive abitualmente, e non abbia intenzione di essere riciclato in politica. Ce ne faremo una ragione. In ogni caso, quest’anno,  grazie alla frazione elettorale mista, il 90% di raccolta differenziata non ce lo toglie nessuno. Fino alle prossime elezioni.

1 milione di firme contro la vivisezione: proviamo?

18 Gen

stop vivisectionSono contraria alla vivisezione, la ritengo una pratica inutile e crudele, l’ho scritto mille volte ma una in più non fa male, sopratutto ora che ci viene data la possibilità di contribuire all’abolizione della sperimentazione su animali sul territorio europeo, con la abrogazione della direttiva 2010/63/UE  “Sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici“. Lo scorso anno, infatti, è nata l’iniziativa STOP VIVISECTION, con l’obiettivo di abrogare la direttiva e garantire maggiore tutela agli animali e qualche sicurezza in più agli esseri umani. Vi riporto qualche informazione dal sito ufficiale dell’iniziativa, che vi consiglio di visitare per qualsiasi dubbio.

“L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.

Per saperne di più:

Grazie all’iniziativa popolare, dal 1 aprile 2012, i cittadini europei possono, con un milione di firme, partecipare direttamente all’attività legislativa dell’Unione Europea.

Con questo nuovo strumento la Commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica del comitato organizzatore e predisponendo in seguito una comunicazione in cui spiega in che maniera intende intervenire.

Per essere ascoltati, quindi, è necessario raccogliere 1 milione di firme entro il 1 novembre 2013, il tempo non è tantissimo ma diffondendo il messaggio tra tutte le persone che conosciamo, ce la possiamo fare 😉

Il sito ufficiale: http://www.stopvivisection.eu/it;
Firma la petizione (tenete a portata di mano la carta d’identità, è il documento richiesto per la sottoscrizione):  https://ec.europa.eu/citizens-initiative/ECI-2012-000007/public/signup.do ;

Attivati (per scaricare banner, volantini, locandine, petizione cartacea): http://www.stopvivisection.eu/it/content/attivati .

Obama a colazione.

8 Nov

Sveglia sempre all’alba, pastiglietta, esercizi, doccia, colazione con fette ai 250 cereali (mah!) con sopra mezzo chilo di miele di acacia, latte e orzo, e…oggi, ho voluto esagerare, insieme al miele ho spalmato sulla colazione pezzi di Obama, Barack  Hussein Obama II, 44° Presidente degli Stati Uniti, così, tanto per ispirarmi un pochino. E devo ammettere che mi ha dato delle soddisfazioni: ho buttato giù parole come “amore”, “uguaglianza”, “solidarietà”; ho digerito frasi articolate, riflessioni serie, esortazioni al lavoro e al senso di responsabilità per il raggiungimento di obiettivi comuni; rispetto per l’avversario; gratitudine. Poi, sono arrivati i commentatori nostrani, gli angelinialfano, i teatrini delle primarie, la politica dei vaffa, la magia si è interrotta ma l’ispirazione è rimasta.

Questo è il discorso (la versione integrale l’ho trovata senza traduzione)

Qui alcune traduzioni parziali:

http://video.repubblica.it/dossier/presidenziali-usa-2012-obama-romney/tutto-il-discorso-di-obama-in-inglese/109993/108377;

http://www.polisblog.it/post/28847/elezioni-usa-2012-il-discorso-di-obama-video.

Rocco Papaleo, i sardi e il cromosoma pp.

27 Lug

I sardi sono permalosi, è nel nostro dna. Se, apparentemente, il sardo che conoscete sembra non essere permaloso, le spiegazioni possono essere soltanto due: o non è completamente sardo, quindi ha un genitore orginario di terre straniere ( che so, tipo l’Italia, la Francia, il Canada etc.) e nel suo dna sono presenti anche cromosomi non permalosi oppure è un sardo che ha fatto pace con i suddetti cromosomi pp (permalosipermalosi). Comunque, in quantità più o meno abbondanti, siamo tutti permalosi, soprattutto quando è coinvolta la nostra provenienza o la nostra lingua. Il sardo, per esempio, soffre terribilmente quando sente un continentale (abitante del Continente, ossia un italiano) che lo imita, ride ma soffre dentro, soffre profondamente, il cromosoma pp che è in lui si rintana in un angolo e soffre e, prima o poi, tirerà fuori la pattadese che porta sempre con se e la userà per lavare l’onta. In genere è una pattadese solo simbolica, si tratta di stilettate per lo più innocue ma sferzanti. D’altra parte, è pure vero che tra i continentali ci sono tante persone diversamente intelligenti che sarebbero riuscite a far mettere mano alla pattadese pure a Gandhi, come le quelle che chiedono «ma da voi, i telefonini prendono?» (cosa vuoi che prenda un telefonino? Non ha le mani) o quelle che davanti ad una bella ragazza esclamano «ma io pensavo che le sarde fossero basse e con i baffi» (le sarde a quattro zampe, effettivamente, sono basse e hanno i baffi, come Puncia) o ancora «ma voi, come le fate le torte?» (e come vuoi che le facciamo? Con la farina e lo zucchero, preferibilmente utilizzando le mani e non i piedi) e via dicendo. In questi casi, il sardo che ha fatto pace con il cromosoma pp, in genere, dopo un attimo di meraviglia, comprende chi ha davanti, ci ride su e prende un po’ in giro l’interlocutore, il sardo che, invece, ancora combatte con il pp, si mette nell’angolo, imbronciato, e poi tira fuori la pattadese e fa a pezzi lo sfortunato personaggio diversamente intelligente. E, fin qui, tutto nella norma, ad una provocazione segue una reazione. Però, purtroppo, la presenza del cromosoma pp si fa sentire in tutta la sua potenza anche quando non è provocato, cioè anche quando nessuno mette in dubbio la straordinaria intelligenza del popolo sardo, le sue magnifiche sorti e progressive, la sua bellezza, l’orgoglio etc. etc., quando, cioè, va in tilt. Uno degli ultimi casi di cromosoma pp andato in tilt riguarda l’incredibile e assurda polemica alimentata da L’Unione Sarda, il quotidiano più letto dai sardi, sull’ultimo film di Rocco Papaleo, ambientato in parte in Sardegna. Ebbene, l’attore cerca comparse sarde che, però, siano in grado di recitare senza inflessioni dialettali, cioè garantiscano il minimo sindacale che un attore decente dovrebbe offrire al pubblico: fare un corso di dizione per evitare di sentire insopportabili accenti quando non sono richiesti dal copione.  Ma ecco che il cromosoma pp, appena letta la frase su L’Unione “Cercansi attori ma senza accento sardo”, inizia ad imbronciarsi, si mette nell’angolo e, pian pianino, infila la mano in tasca, tocca la pattadese, la tira fuori e..zac, fa pubblicità a Papaleo e alla propria genialità.

La capra espiatoria.

18 Lug

La telenovela “Anche le capre vanno in Parlamento”, dopo una breve pausa per le vacanze dei protagonisti, ha ripreso la programmazione. Ma dove eravamo rimasti? Brevemente, un riassunto delle puntate precedenti: le capre (senza offesa per le capre a quattro zampe, mie grandi amiche) al governo, esauste dopo aver brucato tutto il brucabile e non aver lasciato un filo d’erba per gli altri animali, hanno lasciato il posto ai macellai i quali, nel breve periodo di vacanza delle capre, sono riusciti ad eliminare anche le pietre. Nel mezzo, i mangiatutto all’opposizione hanno continuato a prendere il prendibile da qualsiasi parte provenisse, dalle malefatte delle capre o dalle mannaie dei macellai, senza soluzione di continuità e senza fare gli schizzinosi, la fame è fame. Questo è quello che è accaduto nelle puntate precedenti. In questi giorni, i produttori hanno deciso di riprendere la programmazione, soprattutto per pietà nei confronti degli attori, ormai ridotti a farsi fotografare in barca con una sola attrice anziché venti, e, dopo aver valutato l’impatto scenico di tutte le capre della telenovela, hanno deciso di far iniziare la promozione al protagonista principale, il premio Oscar Silvio I, uno che gode a far friggere la pancia dei telespettatori, soprattutto durante i pasti principali, e che sa mettere il fondotinta meglio della buonanima di Gil Cagnè, perfetto, quindi, per pe telepromozioni. I produttori hanno pensato, poi, di mandare qualche replica di Angelinojolie, di quelle in cui lui ha la faccia più seriosa. E, infine, hanno deciso, un po’ per aggiungere pepe alla promozione della telenovela, un po’ per capire il livello di testosterone ancora presente nei telespettatori italiani, di licenziare una delle figure femminili più gradite al popolo maschile, ossia Minettin, colei che interpreta il ruolo della povera ragazza costretta a manipolare vecchi cenci pur di entrare in politica e realizzare il sogno di una vita migliore per tutti gli italiani; colei che, nella puntata n. 756, rivelò dettagli fondamentali del protagonista, chiarendo a tutti i telespettatori ciò che, in fondo, già sapevano: « ha il sedere flaccido ».  Alla notizia del licenziamento dal cast, tutti si sono stracciati le vesti, per difendere l’onore della pulzella indifesa, in modo particolare la sinistra, così tollerante ma, fino a quel momento, impegnata a contare i propri elettori omosessuali per capire se fosse o meno conveniente difendere i loro diritti. Tutti immemori dei motivi che hanno portato Minettin a diventare legislatrice regionale dei lombardi, difendono la giovane attrice, affermando che «non può pagare lei per tutte le malefatte» degli altri protagonisti, delle altre capre, non può essere lei il capro espiatorio. I telespettatori italiani hanno la memoria corta e, quindi, quel che resta è solo una capra espiatoria.

E non dite che è solo calcio.

29 Giu

Bisogna saper perdere, ce lo ripetono fin da bambini, ci preparano ad affrontare le inevitabili sconfitte che la vita e la natura umana, imperfetta, si portano dietro. E, accidenti, impariamo presto a “saper perdere”, cioè a capire i motivi della sconfitta, ad assumercene la responsabilità, a correggere gli errori, a mantenere la dignità, impariamo come individui e come collettività. Come italiani, poi, ultimamente, abbiamo dimostrato di aver afferrato bene il concetto del “saper perdere”, abbiamo accettato il confronto, tollerato le lezioni, cercato di capire gli errori e reagito.  Ecco perchè vincere una partita di calcio, anzi, La partita di calcio, ha un gusto particolare: perchè in quella vittoria c’è un pezzettino di noi, che ogni tanto perdiamo, e tra quegli undici giocatori che hanno una benedetta voglia di vincere, c’è anche la nostra voglia, il nostro cuore e il nostro orgoglio. Sappiamo perdere. Però, quanto è bello vincere.

 

Intervista con la giraffa.

21 Giu

Intervista pubblicata sull’edizione odierna de “L’Eco del Monte”, il quotidiano più letto dai montesi, gli abitanti del Monte.

L’Eco del Monte – 21 giugno 2012
Esclusiva intervista a Giraffa Dal Monte!
Giraffa, rintanata in una località segreta, anzi segretissima, alle pendici del Monte, ci svela i motivi del suo silenzio.

A cura di Camelo Pardalis

D.: buongiorno Giraffa, come sta?

G.: sto bene, grazie, starò meglio quando continuerai a darmi del “tu”, dal momento che ci conosciamo da una vita.

D.: ho capito, sei nervosetta.

G. no, non sono nervosetta, però se lo dici un’altra volta, può darsi che mi parta il collo, sulla tua testa.

D. sei sempre deliziosa. Allora, Giraffa, tutto il mondo si interroga sul tuo silenzio, cosa è accaduto?

G. mah, non è successo nulla, ho semplicemente difficoltà a finire i venti post che ho già iniziato, con tutte le cose che volevo raccontare ai miei amici del monte.

D. e perchè mai?

G. e che ne so. Inizio a scrivere, sono piena di entusiasmo, voglio condividere le cose che stanno accadendo, e ne stanno succedendo parecchie, terremoti, terreMonti, caldo, progetti, dubbi che iniziano ad andare via, IMU, consiglieri regionali che usano i risultati del referendum come carta igienica, il terremoto a 150km dalla Sardegna che, secondo gli esperti, è l’unica regione non a rischio sismico di tutta l’Italia, pensa le altre! Insomma, io scrivo, inizio a scrivere, poi mi accorgo che mi sto inca..ando molto, che non riesco a vedere il lato ironico e smetto, e m’inca..o ancora di più, e mi blocco. Capito?

D. sì, capito. Più o meno. Senti, e quando pensi di farti passare questo blocco?

G. boh, spero presto.

D. forse ti serve una vacanza da te stessa, come scrive la tua amica, quella che di mestiere fa la regina?

G. forse mi serve una vacanza vera, basta vedere questa faccia da esaurita per capirlo.