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Citazione

Connected, staring at the sun.

6 Set

IMG_20150905_150407In response to The Daily Post’s weekly photo challenge: “Connected.”

When you face the truth and realize you’re just a part of something bigger than yourself. Nothing more, nothing less.

Echidnopsis cereiformis

19 Apr

Io ci provo, mi impegno tanto, con tanta passione ed entusiasmo, a far crescere fiori e piante. Se fossero ancora tra noi, lo potrebbero confermare la mia piantina di lavanda, gli iris, i gigli, il basilico, il timo, la salvia (la salvia! Passata a miglior vita dopo nemmeno un mese!) il peperoncino, le pansè, il cavolo ornamentale. Sono sicura che testimonierebbero in mio favore. Però, ad un certo punto, non so per quale motivo, l’incantesimo si interrompe e iniziano a diventare cagionevoli, non so perché. Le uniche che ancora resistono, sono le piante grasse. Comunque, io non demordo, continuo, e seguo i consigli di chi il pollice verde ce l’ha veramente 😉

Balcone Fiorito

Il piccolo rametto mi è stato spedito da un’amica del gruppo facebook “Scambiamo talee”, per ora non ha ancora fiorito: la foto che posto è presa dalla rete e poi qualche consiglio sulle cure di una pianta molto semplice da tenere. Buona domenica, Francesco Diliddo
echidnopsis cereiformis
Originaria del nord-est dell’Africa (Etiopia, Sudan ed Eritrea) è una pianta succulenta formata da piccoli fusti di 15-30 centimetri, spessi 1-2 centimetri, eretti o striscianti. Solchi longitudinali a formare 8-10 coste.
Fiori gialli sui solchi dell’apice con superficie verde o marrone se esposta al sole.
Esposizione al sole o mezza ombra. Annaffiare da marzo a ottobre una volta al mese e più spesso nei mesi caldi. Temperatura minima invernale di 5 gradi centigradi. Composta formata di lapillo o pozzolana, terriccio di foglie o torba e sabbia di fiume grossolana.

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Olimpia

9 Apr

Quando il lieve digitare sulla tastiera crea piccoli, surreali intrecci di parole, la giraffa allunga il collo e rimane ad ammirarli.

ANDREA GRUCCIA

Olimpia è arrivata a casa con uovo enorme, azzurro e chiazzato di marrone. – Non startene lì impalato aiutami!- Lo prendo pesa una decina di chili. – Amore era nel giardino dei vicini, non ho resistito nemmeno stavolta, con questo fanno tre uova in quindici giorni.
-Olimpia sono stufo di covarli, li covo con il terrore che possa uscire uno pterodattilo – Posiamo l’uovo accanto agli altri sul nido di coperte a quadretti al centro del letto, sono uova così spesse che ti puoi adagiare sopra con tutto il corpo.
– Continuamo a covarli è questione di giorni.- Sussurra Olimpia camminando a carponi sul letto fino al cannocchiale che abbiamo posto su un treppiede, ogni tanto spostiamo un po’ la tenda della finestra e mentre coviamo assieme, osserviamo la strana famiglia che abita nella palazzina davanti alla nostra.
– Amore il marito è nell’orto, si sta grattando la testa, impreca…

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Video

Un pesce che sorride.

18 Lug
Video

Sardegna Pride 2013 (Ta bregungia!)

20 Giu

Bellissimo!

Tag di Pasqua.

30 Mar

Snoopy+Gag.pngImpegno – studio – consapevolezza – Paolo Fox, voglio un indennizzo – qui ed ora – forza – determinazione – vita – lavoro – tenacia – sacrifici – essenza – promemoria – risorgere non è uno scherzo – ma bisogna farlo – domani. Buona Pasqua.

Back up.

25 Giu

Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up Back up. Cari amici che passate di qua, che amate la tecnologia, la usate per migliorare la vostra vita, il vostro lavoro, le vostre comunicazioni, i vostri rapporti personali (in questo caso, sempre meglio ridurre l’uso della tecnologia) questo è un piccolo promemoria, perchè un giorno non vi ritroviate a cercare quel file, quella cartella, quella foto, quel video, andati via con il vento del vostro hard disk. Fate il back up, ogni tanto, anzi, ogni spesso, o meglio, ogni sempre. Parola di giraffa.

Quattordici donne. E la mucca Carolina?

21 Ago

«Il pensiero di essere soltanto di una donna mi era inconcepibile. C’è stato un periodo che avevo quattordici donne, e ne prendevo tre-quattro per sera, una dopo l’altra. Una sera alle 8 la Rismondo, alle 9 la Sarfatti, alle 10 la Magda, pianista bretone, e poi all’una una brasilera terribile. Questo ti dà l’idea della mia sessualità» (Benito Mussolini a Claretta Petacci)*. Così scriveva il nostro Gallo Supremo una settantina di anni fa, alla sua “presa” mancavano solo la mucca Carolina e Gina la gallina ma, probabilmente, avranno soddisfatto la sua virile voracità sotto forma di bistecca o di polpetta, anche perchè sempre di carne da macello e di voglie si trattava. Sono passati, più o meno, settant’anni da quando Mussolini dava l’esempio ai maschi italici (i quali, con entusiasmo, lo seguivano) e dettava la linea di comportamento alle donne della Nazione (tutte potenziali fattrici, salvo essere messe in manicomio in caso di richiesta di riconoscimento dei figli procreati insieme allo stesso Super Gallo) eppure, dopo tanti anni, il modello Dux sembra essere tornato in voga nel nostro Paese, ammesso che mai sia andato fuori moda. Basta dare un’occhiata  ai giornali, guardare la televisione, seguire le virili avventure dell’attuale Galletto siliconato, o leggere le terribili notizie di cronaca degli ultimi mesi che ci raccontano di donne di tutte le età usate, abusate, fatte a pezzi come carne da macello da uomini che, pur avendo una mentalità mussoliniana, si ritrovano a vivere in un mondo in cui le donne sono e si sentono libere di vivere come credono e pure di dire qualche “no”. Forse, una nuova, pacifica, tenace battaglia delle donne e il sostegno di uomini intelligenti e coraggiosi potrà aiutare questo Paese a fare qualche passo avanti. Forse.

(*su IoDonna, inserto del Corriere della Sera, di questa settimana)

Crazy baguette.

13 Mar

La rivelazione è inquietante: nel 1951 in un paesino a sud della Francia, Point-Saint-Esprit, si verificò una strana epidemia di follia, a causa della quale morirono cinque persone, un centinaio diedero segni di delirio o stranezze, e una decina finì in manicomio. La spiegazione ufficiale data ai poveri cittadini francesi, raccontava di un fungo allucinogeno che aveva contaminato la farina con la quale si preparava il pane, le mitiche baguettes. Ebbene, a distanza di 59 anni, un giornalista investigativo americano, tale H.P. Albarelli, ha scoperto che, dietro quel “pain maudit”, o meglio dentro quel pane maledetto, in realtà, c’era un pizzico di LSD e, com’è ovvio, l’allucinogeno non ci era finito da solo ma l’avevano messo gli agenti della CIA, insomma, un divertissement degli USA, nell’ambito di un esperimento per il controllo della mente. Tra i casi raccontati: “un ragazzo di undici anni tentò di strozzare la nonna. Un uomo gridò “sono un aeroplano” prima di buttarsi dalla finestra. Un altro “vide” il cuore che gli scappava dal petto e implorò un medico di rimetterglielo a posto”, insomma, comportamenti anomali, bizzarri, esagerati. La notizia, di per sé, è inquietante ma potrebbe esserlo ancora di più se si scoprisse che qualche vecchia baguette, che so, magari è ancora in circolazione e, magari, che so 2, potrebbe essere finita nelle mani di qualche ricco collezionista di antichi cimeli, che so 3, uno che ama acquistare meteoriti e metterli in giardino nella Piazza dell’altro mondo, insomma, non sarà il caso di andare a controllare la dispensa di Palazzo Grazioli?

(la foto è presa da qui )

Il carciofo travestito da mammola.

23 Feb

Come si sarà capito, la lingua italiana mi affascina, mi rapisce, mi ammalia, talvolta, mi confonde. Mi fa sorridere l’uso fantasioso che ne fanno i writers e mi confonde quando la fantasia è il gioco di equilibrismo del politico che si presenta al popolo come la mammola indifesa in un campo di carciofi spinosi. Il gioco di equilibrismo, stavolta, l’ha inventato il nostro Presidente della Camera Fini: «Oggi il problema è il meccanismo di selezione della classe dirigente», e lo ha usato in un momento particolarmente delicato della storia del giovane partito da lui creato insieme a Silvio I, un momento che addirittura viene paragonato alla tangentopoli di qualche anno fa, quanto a corruzione e spudoratezza della famosa classe dirigente. A noi semplici dirigenti di noi stessi, a dire la verità, la cosa non meraviglia nemmeno un po’, sappiamo che il delirio di onnipotenza è la patologia più frequente in chi ricopre cariche pubbliche ma per lui, per la mammola Fini, no, non è una cosa prevedibile, per lui oggi il problema è il meccanismo di selezione della classe dirigente. Viene da chiedersi, dove sia stato la mammola Fini fino a ieri, quando veniva selezionata l’attuale classe dirigente, viene da chiedersi, e da chiedergli, come è possibile che una mammola sopravviva in un campo di carciofi?

(la viola mammola l’ho presa qui)