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Giallo Primavera.

7 Apr

Tendenze fashion primavera-estate: yellow is the new black.

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Piccoli eroi.

2 Apr

_MG_8493Ognuno ha una lista di eroi nel cassetto, con personaggi dai quali trarre ispirazione ed esempio. La mia è piuttosto variegata, contiene esseri umani ed animali, qualche nome famoso e parecchi sconosciuti, tutti accomunati dalla resistenza, dalla tenacia e dal coraggio, nelle avversità così come nella gioia (sì, anche nei momenti di gioia serve coraggio, tenacia e resistenza).  In questi giorni, alla lista si è aggiunto un personaggio: si chiama dendroica striata ed è un piccolo eroe della resistenza. Letteralmente piccolo, visto che pesa circa dodici grammi, piume comprese, e può stare su due dita della mano. Ebbene, questo piccolo essere piumato è in grado di percorrere oltre duemila chilometri, senza soste, nell’arco di 2-3 giorni, per andare dal Nord al Sud America, passando per l’Atlantico, guidato esclusivamente dall’istinto. Dendroica non poteva che entrare di diritto nella lista di eroi, tra quelli più misteriosi ed affascinanti, quelli che vivono guidati dall’intelligenza dell’istinto, e hanno capito qual è il proprio ruolo nel mondo senza farsi troppe domande.

 

Primo amore.

30 Mar

20150329_172044Il primo (vero) amore non si scorda mai. Il mio è lui: Il grande libro della Natura – autrice Bertha Morris Parker, Arnoldo Mondadori editore (decima ristampa marzo 1981) una sorta di manuale di scienze naturali a portata di bambino che, come chiarisce l’introduzione: “non ha la pretesa d’essere esauriente  nei vari argomenti ma solo d’essere una guida facile, chiara, divertente” sulla “formazione della Terra, gli innumerevoli organismi animali e vegetali che la popolarono in ere remote e che vivono ancora ai nostri giorni, argomenti che attraggono l’interesse infantile: il libro è nato dalla necessità di soddisfare la naturale curiosità approfondendo le conoscenze“. In realtà, è una guida utile anche per gli adulti ma per una bambina di sette anni, che ha la testa piena di “perché?”, non è un semplice manuale, è un mondo intero da sfogliare, è una rivoluzione fatta di parole, è una specie di folgorazione. Perché i libri sono così, piccole folgorazioni che, in modo più o meno consapevole, con tempi più o meno lunghi, ci cambiano la vita, la indirizzano verso luoghi prima sconosciuti, la trasformano.  Ecco perché sono convinta che anche i libri abbiano un ruolo fondamentale nel nostro “imprinting” di animali a due zampe, nella nostra formazione, nella nostra crescita come esseri umani. E credo che quelle prime parole lette abbiano lo stesso valore, la stessa forza dei primi rimproveri, delle prime parole gentili, delle cadute, dei giochi. Ci aiutano a diventare quello che siamo e, a volte, ci aiutano a capire cosa vogliamo. A tutte le età.

 

Un mondo senza giraffe.

4 Dic

5q8s7VCome sarebbe il mondo senza quelle creature altissime, pacifiche e dalle forme così bizzarre, che in Africa si stanno pian piano estinguendo? Sarebbe sempre lo stesso. Almeno per un po’. Continuerebbe a girare, in minima parte guidato da esseri a due zampe meglio noti come “umani”, illusi di avere il controllo su ogni elemento che lo popola, e convinti scioccamente di poter fare il proprio bene a discapito di tutti gli altri esseri viventi. Fino a quando si accorgeranno che la sorte delle giraffe potrebbe toccare a loro. Ma magari ci sarà un’associazione di lombrichi che si preoccuperà di salvarli.

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Per saperne di più:
Giraffe Conservation Foundation

Giraffa e il Bosco incantato delle Sette Cascate (IV puntata – L’incontro con la Grande Quercia)

26 Ott

giraffaIl sentiero che portava alla dimora della Grande Quercia si inoltrava nel bosco più fitto ma, stavolta, con la guida di Isadora e con il cuore più tranquillo, non corsi e riuscii a scoprire le bellezze del bosco, le sue creature, i suoi profumi. In quel momento, iniziai a capire di essere giunta in un luogo speciale e magico, con un grande potere: mi faceva sentire serena, e quella era una magia!  Il sole iniziava a salire nel cielo, i suoi raggi si infilavano tra le fronde degli alberi, e illuminavano il meraviglioso volo della mia amica aquila, grazie alla quale scoprii i nomi delle cose nuove che mi attorniavano, e iniziai a sentirmi parte di quei luoghi incantati.  Attraversammo ruscelli, piccole radure dove riposammo per qualche tempo, e trascorremmo la notte al Rifugio del Viandante, una caverna creata da grandi massi, ricoperti di muschio, dove incontrammo anche altri abitanti del Bosco, in viaggio, come ci raccontarono, verso le Cascate del Bosco. Chiesi a Isadora cosa fossero le Cascate del Bosco ma lei rispose soltanto «ti spiegherà ogni cosa la Grande Quercia».  I viandanti erano tanti, c’erano cinghiali, ghiri, pipistrelli, barbagianni, cervi, tutti entusiasti del viaggio che avevano intrapreso. Parlavano di desideri da realizzare, di segnali segreti, di ombre, di silenzio, di cose luminose, di ciclamini, ed io li ascoltavo affascinata, pur non avendo la minima idea di cosa stessero parlando. Trascorremmo una notte tranquilla e la mattina seguente ci mettemmo in viaggio prima del sorgere del sole.

La mia amica Isadora mi guidava con il suo volo alto, ogni tanto volteggiava nel cielo, giocava con il vento e, quando vedeva che le mie zampe tentennavano, scendeva accanto alle mie orecchie, mi spronava ad avanzare, e mi indicava un punto all’orizzonte, dicendo «siamo quasi arrivate».  Dopo tanto camminare, alla fine, giungemmo nei pressi di una piccola cascata, che con la sua acqua formava un altrettanto piccolo lago limpido, dove le raganelle sguazzavano felici.  Lì, Isadora mi disse «siamo arrivate. Se vuoi, puoi rinfrescarti facendo il bagno nel lago, la Grande Quercia ti aspetta poco più in là».  Ma io non vedevo l’ora di conoscere la Grande Quercia.  Dissi all’amica Isadora che mi sarei rinfrescata più tardi e che, quindi, ero pronta all’incontro. «Va bene, seguimi» disse la mia amica e con un battito d’ali si portò davanti ad un albero enorme, altissimo, molto più alto di me, con un grosso tronco, forte, scuro, solcato da profonde rughe, con milioni di foglie che nascevano dai suoi rami. Era bellissimo.

querciaFermandosi davanti al maestoso albero, Isadora fece le presentazioni. «Grande Quercia, ti porto gli omaggi degli abitanti del Bosco, e ti presento la nuova componente della nostra famiglia, si chiama Giraffa da Moltolontano».

«Per tutti i leoni della savana! Faccio parte della famiglia anch’io! » pensai, emozionata, mentre Isadora continuava con la presentazione.

«È stata rapita nel suo Paese, l’Africa, insieme alla sua famiglia, da un gruppo di uomini che avrebbero voluto portarli in uno zoo, insieme ai leoni e agli elefanti ma, durante il tragitto, altri umani hanno assaltato il convoglio, liberando la nostra amica e la sua famiglia. Lei ha vagato da sola per giorni, prima di giungere al Bosco, fino a quando Gianni Barba l’ha trovata, l’ha dissetata e ha vegliato sul suo riposo notturno, per poi affidarla a noi. È una giovane giraffa, un po’ impaurita ma molto curiosa e sveglia, ascolterà in silenzio tutto quello che avrai da dire» e mentre diceva “in silenzio” mi guardò e mi strizzò l’occhio, ed io compresi che avrei dovuto tacere fino alla fine del discorso della Grande Quercia.

Dopo qualche minuto di silenzio, la maestosa quercia esordì, «grazie Isadora, porta i miei saluti a tutti gli abitanti del Bosco e dì loro che, quando avranno un po’ di tempo libero, tra la sagra del sottobosco, il palio dei lombrichi e la caccia alla stella cadente, io sarò sempre qua, eh, pronta a fare una chiacchierata».

La Grande Quercia era un albero che parlava con voce profonda, dolce, un po’ tremolante, da vegliarda, un po’ come la mia nonna giraffa! E, proprio come lei, sgridava tutti perché ci avrebbe voluti sempre vicini, tutti i giorni. Decisi che sarebbe stata la mia nuova nonna.

La Grande Quercia, allora, si rivolse a me. «Benvenuta nel Bosco incantato delle Sette Cascate, Giraffa. Questo è il luogo dove ognuno si sente a casa, dove regna l’armonia e dove tutto può accadere, l’importante è ricordare chi sei».

Stavo per rispondere, dicendo che Isadora mi aveva già dato il benvenuto con quella stessa formula ma ricordai la regola del silenzio e mi fermai in tempo.

«Come stai, adesso, piccola Giraffa?».

«Sto bene, grazie Grande Quercia».

«Bene, bene, mi fa molto piacere. Qui sei a casa, la tua felicità è la felicità di tutti noi. Nel Bosco, infatti, condividiamo gioie e malinconia, in questo modo, come per incanto, le prime si moltiplicano e si diffondono nell’aria mentre la seconda svanisce e diventa una nuvola leggera che vola via col vento» e la grande Quercia imitò il suono del vento che si porta via le nuvole «fiiiiiuuuu, fiiiiiiiuuuu, fiiiiiuuuu».

Dopo qualche minuto però intervenne Isadora «ehm, grande Quercia, la storia, le Regole…».

«Ah, già, certo, la storia, le Regole, sono importanti, sai?».

E Isadora «eh sì…».

«Bene, cara Giraffa, prendi posto accanto me, siediti pure» .

« Ma…veramente…».

Forse, la Grande Quercia non sapeva che noi giraffe stiamo sempre in piedi e solo quando ci sentiamo al sicuro ci sediamo. Ma lei aggiunse «qui sei al sicuro, nel Bosco incantato siamo tutti al riparo da ogni male».

Lì, mi sentivo veramente al sicuro, e così, sedetti accanto alla Grande Quercia, ad ascoltare la sua voce calma e serena (continua).

Le puntate precedenti:

I puntata – Il viaggio

II puntata – In fuga

III puntata – Gli abitanti del Bosco 

I veri ribelli.

16 Dic

I veri ribelli, sono questi simpatici signori vestiti di viola e giallo (e poi, ditemi voi se non hanno gusto nell’accostamento dei colori!) che sfidano le basse temperature e i pregiudizi sui tempi e i modi delle fioriture:

iris selvaticoQuesti tipetti sono gli iris selvatici, che nascono quando hanno voglia. Come non ammirarli?

Notizie dal mondo: la vita nel freezer.

8 Dic

Ogni tanto, quando, durante l’inverno, apro il congelatore, per prendere gli spinaci, rigorosamente fuori stagione, mi chiedo “chissà come sarebbe, vivere dentro il freezer?”. Voi non lo fate mai? Be’, dovreste. Le più grandi teorie sulla vita sono state elaborate o aprendo il freezer o fissando la lavatrice mentre centrifuga i calzini. Comunque, se mai nella vita vi foste fatti quella domanda,  la risposta la trovate qui:

Sappiate che a Yakutsk, le temperature sono molto più basse di quelle del vostro freezer (che in media si mantiene sui -18°). La città, infatti, l’unica al mondo costruita sul permafrost, durante i mesi più freddi raggiunge temperature intorno a -51°. E come fanno a vivere dentro il freezer? Fanno. L’uomo, d’altra parte, si adatta a qualsiasi condizione, a qualsiasi situazione. Magari, a Yakutsk, durante l’inverno, si esce poco la sera, si sta all’aperto solo per mezz’ora, si indossano due paia di calze, due maglioni, doppi guanti, forse pure tripli, e si va avanti, come in qualsiasi altra città del mondo. Non so, sarà il caso che mi tolga una delle tre felpe che, solitamente, indosso, appena la temperatura arriva a 11 gradi?

Se avete domande su Yakutsk e la Yacutia in generale, un giornalista locale vi darà tutte le informazioni che vi servono: askyacutia è il suo blog. Buon viaggio!