Il business plan all’amatriciana.

17 Lug

_business-planChiunque voglia avviare qualsiasi tipo di attività, anche la più piccola, dalla vendita di peli incarniti alla manicure delle pulci d’acqua, sa che deve, DEVE, preparare un “business plan”. Lo dicono gli esperti, lo dicono gli imprenditori che ce l’hanno fatta, sopratutto lo dicono gli entrepreneurs di successo che hanno realizzato grandi progetti fuori dall’Italia (in rete trovate milioni di siti e blog di imprenditori-motivatori, primo fra tutti quel genio di Richard Branson). Devi studiare il mercato, devi capire cosa vuole la gente, devi capire cosa puoi offrire al mercato, quali sono le tue risorse, devi credere in te stesso e nella possibilità di farlo. Studi-lavori-credi-ottieni: un bellissimo messaggio. Viva viva il business plan. Però, va detto, ‘sto benedetto business plan va calibrato sulla base dell’area geografica di residenza dell’aspirante imprenditore o lavoratore o professionista. Per esempio, se per uno strano gioco di congiunzioni astrali, di karma incrociati, di decisioni universali, uno si dovesse trovare ad operare in Italia e, sempre per bizzarri allineamenti di Marte/Plutone/Venere, ad avere a che fare con delle Entità misteriose chiamate pubbliche amministrazioni, per esempio in Sardegna, be’, il business plan, andrebbe studiato per benino.

Biz Plan

Nel caso, credo sia giusto  fornirvi qualche utile suggerimento, ok, andiamo con ordine:

Dati dell’imprenditore: specializzato in manicure e massaggi relax per pulci d’acqua.

Descrizione del progetto: realizzare una grande spa nei pressi delle Terme di Acquaferma, dove ospitare milioni di pulci d’acqua, provenienti da tutte le parti del mondo, che intendono rilassarsi con un buon massaggio.

Analisi di mercato: non ci sono concorrenti, le pulci d’acqua abbondano e vogliono rilassarsi.

Strategia di marketing: conoscere un assessore, meglio due, del Comune di Acquaferma, preferibilmente il Sindaco, anzi, puntare principalmente al Sindaco, invitarlo a pranzo, fargli trovare almeno due maialetti arrosto, ma vanno bene anche il capretto o il cinghiale e gli uccellini di frodo, garantirgli la partecipazione a successivi appalti importantissimi, come la vendita dei peli incarniti agli orsi della Tanzania, o la coltivazione di nani da giardino destinati al mercato asiatico, ordinare un buon Nepente.

Previsioni economico-finanziarie: minimo 2 maialetti, 2 capretti, 3 kg di uccellini, 1 bottiglia di Nepente, poi si vedrà.

Fondi di copertura investimenti: fondi da precedenti appalti concordati, o finanziamenti a fondo perduto molto agevolati dal vino rosso.

Stato patrimoniale, conto economico: tanta roba.

Flussi di cassa: e devo anche rispondere?

Io vi ho avvisato, ora non siate pigri, create il vostro business plan.

 

Richard, leggi e impara.

 

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3 Risposte to “Il business plan all’amatriciana.”

  1. Franz 17 luglio 2015 a 4:59 pm #

    Chissà se ha bisogno di massaggi anche la pulce d’acqua che l’ombra ti rubò?
    Già, rubano proprio tutti.
    😀

    • lagiraffa 17 luglio 2015 a 7:11 pm #

      Ma se canti a lungo almeno la pulce d’acqua l’ombra ti renderà 😀

  2. kalojannis 7 ottobre 2015 a 1:22 pm #

    🙂 Analisi interessante… anche se credo che la metodologia potrebbe essere estesa all’intero italico Paese…

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