La pazienza del bastone.

12 Mag

un-mazzo-di-fiori-molto-grossoIn questi giorni, grazie a una delle tante feste dedicate ai fiorai, il mondo ha celebrato la figura della “Mamma”. Fiumi di petali, fiumi di dolci (pure io ho preparato delle roselline di pasta sfoglia e mele, niente male) fiumi di parole, fiumi di volemose bbene, per ringraziare la persona più importante della nostra esistenza, quella che più di tutte ha influenzato la nostra psiche, nel bene e nel male. E allora, siamo tutti felici di festeggiare, insieme ai fiorai. Purtroppo, però, un po’ per colpa della mia tardonaggine, un po’ per le illuminazioni che ho avuto sulla via, a me qualche dubbio viene. Il dubbio che dietro i rapporti tra genitori e figli, i ruoli non siano poi così bene definiti, così nitidi, così lineari. La Festa della mamma, la Festa del Papà, ci mancherebbe, celebriamo chi ci ha dato la vita, d’altra parte mica vorremmo celebrare il Figlio, quell’essere egoista che non merita di essere ringraziato mai, perché lui è lì e il suo ruolo è quello di essere il bastone sul quale i genitori si appoggiano, quello di diventare, ad un certo punto della propria vita, il genitore/badante/infermiere/parafulmine di tristezze e paranoie,  24 ore su 24, dei propri genitori, altrimenti quale altra ragione giustificherebbe la sua esistenza? E chi se ne frega se quel figlio egoista sacrifica la propria esistenza per il bene altrui, nessuno se ne accorgerà mai, d’altra parte “io non ti ho mai limitato in nessuna cosa”.  Grazie. Prego.

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7 Risposte to “La pazienza del bastone.”

  1. Anna 12 maggio 2015 a 9:00 am #

    Mah… di figli ne ho due e non si sono ricordati della ricorrenza. Ci sono passata sopra ma non nego che (egoisticamente parlando ?) mi sarebbe piaciuto un riconoscimento anche solo verbale. Su queste cose li lascio liberi perché alle ricorrenze non credo molto, amo di più la spontaneità dei sentimenti. A volte però neanche quelli arrivano 😦 🙂
    Di errori con i propri figli se ne fanno tanti e personalmente non credo di averli fatti per assicurarmi un futuro tranquillo, il futuro è loro. Non nego però che mi piacerebbe non essere dimenticata 😉

    • lagiraffa 12 maggio 2015 a 1:45 pm #

      Sicuramente (non so tu nel tuo ruolo di figlia) facciamo molti errori nei confronti dei nostri genitori, ma intendevo dire che non sempre i figli sono egoisti come vengono dipinti e, qualche volta, anche loro avrebbero bisogno di un piccolo, piccolissimo, grazie. Ah, se ci avessero dato un bel manuale delle istruzioni.

      • Anna 12 maggio 2015 a 2:12 pm #

        Hai ragione su questo. Bisognerebbe guardare le cose da entrambe le prospettive 🙂

  2. Franz 12 maggio 2015 a 4:42 pm #

    Come sempre lucida e anticonvenzionale, e come sempre è un piacere leggere i tuoi pensieri.
    Rinuncio a entrare nel mio vissuto personale, anche perché ho perso entrambi i genitori abbastanza presto; preferisco piuttosto citare un breve episodio avvenuto ieri sul mio taxi.
    Un giovane universitario fuori sede, accompagnato da una ragazza (per fortuna saggia e premurosa, almeno lei), veniva accompagnato fuori dal pronto soccorso ortopedico con un piede ingessato, e l’indicazione di tenere la gamba distesa per non gonfiarlo.
    Durante il tragitto verso casa, lui manifestava tutta la sua angoscia, nel dover improvvisamente cambiare abitudini di vita e sospendere i suoi progetti, soprattutto quelli legati allo studio.
    Discuteva con la ragazza sull’organizzazione di vita nell’immediato.
    Poi, tragicamente puntuale, gli è arrivata la telefonata della mamma; stessi argomenti, ma il morale del malcapitato che andava precipitando vistosamente, fino alla voce rotta dal pianto e un finale brusco in cui ha chiesto solo di essere lasciato un po’ in pace a riflettere.
    Ecco un bell’esempio di mamma italiana, ho pensato, campionesse del mondo di ansia e di amore egoisticamente possessivo.

    • lagiraffa 12 maggio 2015 a 10:32 pm #

      Sei un ottimo osservatore di anime 😉 ma lo sapevo già. La storia che racconti è terribilmente emblematica e, credo, abbastanza frequente in Italia. Mi viene da pensare “povero ragazzo”, e pure “povera mamma”, perché quell’ansia “accecante”, tramandata, fa vivere male pure lei.Se ne può uscire, ma con tanto tanto lavoro su sé stessi.

  3. No Blogger 14 maggio 2015 a 4:22 pm #

    ..la verità è che sei esaurita, un po’ come il Mondo 😉

    • lagiraffa 14 maggio 2015 a 7:12 pm #

      ahahah confermo, sono esaurita 😀 😀 Mafalda, quasi il mio alter ego, grazie 😀 :-*

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