Open.

16 Mar

Freedom concept. Escaping from the cagePerò al mondo c’è un sacco di gente che non sta bene nella sua pelle, a disagio nei matrimoni, nell’adolescenza, con se stessa. Sarò presuntuoso, ma volevo dire che si può arrivare a capirsi. Se l’ho fatto io, ci possono riuscire anche gli altri. Il libro si fonda su questa speranza: si è persi, ma ci si può ritrovare. Non è sul tennis, ma su come sia difficile confrontarsi con la propria identità. L’ho scritto: amo e riverisco tutti quelli che hanno sofferto“. Probabilmente, la migliore recensione di un libro, fatta da chi lo ha scritto. Il libro in questione è uscito qualche anno fa,  e si tratta di Open – La mia storia di Andre Agassi, uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, che ha voluto raccontare la propria vita piuttosto tribolata, sopratutto psicologicamente. Come quasi sempre mi accade, non l’ho letto alla sua prima uscita, ma l’ho fatto, casualmente, quando è arrivato il momento giusto, perché, a mio modestissimo parere, anche i libri, come le persone, non arrivano per caso. È un libro che consiglio a tutti ma sono sicura che arriverà nelle vostre librerie soltanto quando sarà il momento giusto. Se poi il momento è questo, buona lettura 😉

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4 Risposte to “Open.”

  1. Franz 17 marzo 2015 a 12:10 am #

    Così come a proposito del tuo giudizio positivo sulle tanto chiacchierate “Cinquanta sfumature”, mi sembra che anche questa volta metti in evidenza la tua grande libertà e indipendenza di giudizio, nel segnalare lo scritto di un autore del tutto privo di un curriculum letterario.
    Un grazie particolare, dunque!

    In questo periodo sto meditando anch’io su argomenti simili, in particolare di come, nella rivisitazione del proprio passato, sia più facile perdonare gli altri che sè stesso. Non ne scriverò un libro, ma qualche riga o qualche verso spero di sì.
    Un caro saluto.

    • lagiraffa 17 marzo 2015 a 3:07 pm #

      Caro Franz, diciamo che liberarmi dei “pregiudizi letterari” è stata una delle poche cose intelligenti che abbia fatto nella vita 😉 e ho guadagnato un sacco di belle pagine che mi hanno fatto compagnia e mi hanno insegnato qualcosa.
      Naturalmente, aspetto le tue riflessioni sull’argomento! Un caro saluto anche a te.

  2. No Blogger 17 marzo 2015 a 11:14 pm #

    per uno che nel corso della carriera ha guadagnato più di 31 milioni di dollari in premi e 150 milioni di dollari in sponsorizzazioni forse è meno difficile “soffrire” le tante costrizioni che ha dovuto patire nel giocare a tennis.
    Se le troppe costrizioni paterne fossero state indirizzate nel farne un camionista forse avrebbe avuto momenti ancor meno gratificanti.
    La cosa più sconvolgente, comunque, non l’ha scritta nella sua autobiografia, non è riuscito a superarne il trauma: aveva un parrucchino (http://www.corriere.it/sport/09_ottobre_30/agassi_parrucca_f9361eb0-c556-11de-bfa4-00144f02aabc.shtml) e aveva paura che gli volasse via. Che vita difficile…..

    • lagiraffa 18 marzo 2015 a 8:20 am #

      Abbiamo tanti esempi di milionari che si sono persi (finendo i propri giorni in miseria) per mille ragioni. La sua è soltanto una storia, molto umana, che potrebbe essere utile anche a chi non è milionario. La storia del parrucchino è raccontata nel libro 😉

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