La capra espiatoria.

18 Lug

La telenovela “Anche le capre vanno in Parlamento”, dopo una breve pausa per le vacanze dei protagonisti, ha ripreso la programmazione. Ma dove eravamo rimasti? Brevemente, un riassunto delle puntate precedenti: le capre (senza offesa per le capre a quattro zampe, mie grandi amiche) al governo, esauste dopo aver brucato tutto il brucabile e non aver lasciato un filo d’erba per gli altri animali, hanno lasciato il posto ai macellai i quali, nel breve periodo di vacanza delle capre, sono riusciti ad eliminare anche le pietre. Nel mezzo, i mangiatutto all’opposizione hanno continuato a prendere il prendibile da qualsiasi parte provenisse, dalle malefatte delle capre o dalle mannaie dei macellai, senza soluzione di continuità e senza fare gli schizzinosi, la fame è fame. Questo è quello che è accaduto nelle puntate precedenti. In questi giorni, i produttori hanno deciso di riprendere la programmazione, soprattutto per pietà nei confronti degli attori, ormai ridotti a farsi fotografare in barca con una sola attrice anziché venti, e, dopo aver valutato l’impatto scenico di tutte le capre della telenovela, hanno deciso di far iniziare la promozione al protagonista principale, il premio Oscar Silvio I, uno che gode a far friggere la pancia dei telespettatori, soprattutto durante i pasti principali, e che sa mettere il fondotinta meglio della buonanima di Gil Cagnè, perfetto, quindi, per pe telepromozioni. I produttori hanno pensato, poi, di mandare qualche replica di Angelinojolie, di quelle in cui lui ha la faccia più seriosa. E, infine, hanno deciso, un po’ per aggiungere pepe alla promozione della telenovela, un po’ per capire il livello di testosterone ancora presente nei telespettatori italiani, di licenziare una delle figure femminili più gradite al popolo maschile, ossia Minettin, colei che interpreta il ruolo della povera ragazza costretta a manipolare vecchi cenci pur di entrare in politica e realizzare il sogno di una vita migliore per tutti gli italiani; colei che, nella puntata n. 756, rivelò dettagli fondamentali del protagonista, chiarendo a tutti i telespettatori ciò che, in fondo, già sapevano: « ha il sedere flaccido ».  Alla notizia del licenziamento dal cast, tutti si sono stracciati le vesti, per difendere l’onore della pulzella indifesa, in modo particolare la sinistra, così tollerante ma, fino a quel momento, impegnata a contare i propri elettori omosessuali per capire se fosse o meno conveniente difendere i loro diritti. Tutti immemori dei motivi che hanno portato Minettin a diventare legislatrice regionale dei lombardi, difendono la giovane attrice, affermando che «non può pagare lei per tutte le malefatte» degli altri protagonisti, delle altre capre, non può essere lei il capro espiatorio. I telespettatori italiani hanno la memoria corta e, quindi, quel che resta è solo una capra espiatoria.

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