Quel grazie che tarda ad arrivare.

6 Apr

Ieri, sul Corriere della Sera, è stata pubblicata la lettera che trovate qua sotto, non credo di dover aggiungere nient’altro, se non la mia solidarietà per Giuseppe Revelli:

Caro direttore,
tra qualche giorno compirò 59 anni e da 4 combatto contro un tumore che, partito dai polmoni, è andato in metastasi diffondendosi e colpendo ogni anno un nuovo organo. Grazie ai frequenti e accurati controlli a cui sono periodicamente sottoposto, riesco sempre a individuare sul nascere ogni nuova forma che insorge e quindi a intervenire nel modo migliore. Il 19 marzo scorso, a metà di un ciclo di chemioterapia, era prevista una TAC di controllo; naturalmente sono esente dal ticket per tutte le prestazioni sanitarie inerenti alla mia patologia, e infatti nulla ho dovuto pagare. Questa volta però ho visto che sul foglio per il ritiro del referto era molto ben segnalato quanto costasse in termini economici il mio esame alla Regione Lombardia e dopo averne preso coscienza ho comunque fatto l’esame. Purtroppo l’esito non è stato quello sperato perché la malattia si è propagata anche ad alcune zone del cervello. Ora sono in attesa di essere chiamato per iniziare un ciclo di radioterapia panencefalica che al momento non so ancora quanto costerà alla comunità e di questo e per questo ringrazio e chiedo scusa anticipatamente a tutti.

Vorrei però, se possibile, avanzare una piccola proposta: forse è corretto che i cittadini prendano coscienza di quanto ogni prestazione sanitaria venga loro erogata dalla Regione gratuitamente, o a un costo calmierato, pesi in realtà su tutta la comunità, però ritengo che altrettanto e forse ancor più utile sarebbe, sempre nel rispetto e nello spirito di coscienza e consapevolezza, se il Presidente Formigoni, i membri alla giunta e del Consiglio regionale tutto, allegato al cedolino dello stipendio mensile, trovassero l’elenco dei cittadini, nome e cognome, quota parte, che per quel mese con i propri contributi e i loro sacrifici hanno permesso che lo stipendio gli fosse regolarmente dato. Questo certamente non per spirito di vendetta o per generare falsi sensi di colpa, ma semplicemente perché, non dico tutti i mesi, non pretendo nemmeno che venga fatto singolarmente, ma magari a dicembre, dopo la tredicesima, un pensiero e un semplice GRAZIE a tutti noi potrebbero anche dedicarlo.
Scusi il disturbo.

Giuseppe Revelli

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8 Risposte to “Quel grazie che tarda ad arrivare.”

  1. Franz 7 aprile 2012 a 1:24 pm #

    Un esempio di come anche una vita con ormai poche speranze possa essere messa al servizio di sacrosante battaglie.

    • lagiraffa 8 aprile 2012 a 11:26 am #

      è una dimostrazione di grande forza d’animo, e dice delle cose giuste, democraticamente giuste, non so se le persone alle quali è indirizzata capiranno, ho forti dubbi.

  2. Gibran 7 aprile 2012 a 8:23 pm #

    Sono rimasta senza parole,sò cosa voul dire avere i tumori,io ne avevo due ai polmoni e pensare che volevo andare a Milano poi ho deciso per Siena.Ma i miei controlli non solo non li pago ma percepisco una pensione di invalidità.
    Ho detto tutto questo per una considerazione,ci sono malati di serie A e di serie B.
    Che tristezza,Giuseppe ti sono vicina.
    Ciao.

    • lagiraffa 8 aprile 2012 a 11:30 am #

      Il nostro sistema sanitario, nonostante alcuni casi pessimi, fortunatamente garantisce le cure anche a chi non se le può permettere, però mi fa sorridere il fatto che ai cittadini malati, che hanno sempre pagato le tasse e contribuito a far crescere questo Paese, venga ricordato quanto gravino sul sistema mentre per i parassiti di questa società (sappiamo chi sono) ogni privilegio sembra dovuto. Spero che tu adesso stia meglio 🙂 Ciao

  3. vincenza63 7 aprile 2012 a 11:03 pm #

    Tanti restano nascosti… Giuseppe, tutta la mia stima e… scorrendo il mio blog troverai un post su quanto ho calcolato di pesare sulle casse dei cittadini, tra Asl e pensione.
    La trasparenza, nostra ovviamente, è il bambino che grida ‘Il re è nudo!’…Nella fiaba è riportato il prezzo dei vestiti dell’imperatore?

    • lagiraffa 8 aprile 2012 a 11:38 am #

      Cercherò senz’altro il tuo post, Vincenza, però ti assicuro che non sei un peso sulle casse altrui, tutti noi cittadini italiani condividiamo diritti e doveri (oltre che malattie) ed essere curati nel modo migliore, avere i farmaci in caso di patologie croniche etc., avere assistenza quando serve, è un diritto, una regola di civiltà. I vestiti dell’imperatore costano, e li paghiamo tutti noi..

      • vincenza63 8 aprile 2012 a 2:12 pm #

        Hai ragione, li paghiamo tutti.
        Buona Pasqua!

  4. lagiraffa 8 aprile 2012 a 10:15 pm #

    Grazie Vincenza! Speriamo di smettere di pagare, una buona volta..

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