Grazie Emanuela.

12 Feb

Emanuela Loi aveva 24 anni quando, nel 1992, venne fatta saltare in aria da cento chili di tritolo, destinati al giudice Paolo Borsellino, alla sua scorta e a tutti quelli che si sarebbero trovati a passare anche per caso da via D’Amelio in quel 19 luglio. Sulla strage, ancora, non è stata raccontata tutta la verità,  come accade nelle cose italiane nelle quali il marcio, spesso, siede su una comoda poltrona rossa e ha il dovere istituzionale di proteggere i propri cittadini. Emanuela è stata la prima donna ad entrare in una squadra di agenti addetta alla protezione di “obiettivi a rischio”, entrata in polizia dopo il diploma magistrale, inviata a Palermo, dopo il periodo di ambientamento, superò a pieni voti il corso per l’addestramento a quel tipo di attività, lo avevo fatto per scelta, consapevole di tutti i rischi che avrebbe corso.  Emanuela era una donna ed era sarda, sono solo coincidenze ma sono circostanze che a me la rendono particolarmente vicina, e fanno sì che per me rimanga un grande esempio di coraggio, di determinazione e di forza, nonostante tutto. Ieri il paese dove era nata, Sestu, l’ha ricordata con il “Premio nazionale Emanuela Loi 2012“ con una giuria presieduta dal giudice Ferdinando Imposimanto, sono stati premiati  il magistrato Antonio Esposito, l’imprenditore vittima della ‘ndrangheta Pino Masciari, Gianni Barbacetto giornalista de Il Fatto Quotidiano,  l’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico (il suo presidente Stefano Deliperi), il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, il procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo Antonio Ingroia, il Movimento Pastori Sardi, Il Movimento Artigiani e Commercianti liberi, il pescatore Luciano Marica,  il pittore Gaetano Porcasi, è stata un’occasione di dialogo ad altissimo livello tra diverse parti della società, magistrati impegnati quotidianamente nella lotta alla mafia, o meglio alle mafie in tutte le loro forme (e fa un certo effetto vedere Ingroia accompagnato dai suoi “angeli custodi” in ogni suo spostamento) imprenditori “puniti” a vita per essersi rifiutati di sottostare alle minacce ed aver denunciato i propri estorsori,  associazioni coraggiose che ogni giorno lottano per il rispetto della legge, della dignità dell’uomo, per la giustizia sociale. Ogni tanto, fa piacere avere la sensazione che parole come coraggio, dignità, libertà, forza, onestà possono essere riempite di significato e di sostanza, con le azioni di ogni giorno. Tutto questo è stato possibile grazie ad una giovane donna caduta nell’adempimento del dovere, e ad un gruppo di ragazzi coraggiosi che l’hanno voluta ricordare, grazie Emanuela.

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3 Risposte to “Grazie Emanuela.”

  1. kalojannis 12 febbraio 2012 a 8:02 pm #

    Beh, fortunatamente ci sono questi riconoscimenti che ci ricordano che c’è chi, giorno per giorno, lotta per un futuro migliore…
    il “grazie” va esteso a tutti costoro.

    P.S.: complimenti 😉

    • giraffa 12 febbraio 2012 a 10:31 pm #

      E ti dirò che questi riconoscimenti ma sopratutto lo scambio di esperienze e di riflessioni tra persone solitamente distanti, fa sentire meno soli. Come giustamente ha detto Ingroia, ognuno di noi può contribuire a migliorare le cose, ovunque viva e qualsiasi attività svolga..e ieri c’era una bella varietà di gente che anche nel piccolo, anche in solitudine, fa del suo meglio.

      P.S. grazie 😉

  2. gruppodinterventogiuridicoweb 12 febbraio 2012 a 11:27 pm #

    Grazie!

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