Pranzo dell’amicizia con spianata dolce.

25 Set

Qui sul monte, da due giorni il cielo è coperto da una specie di spugna grigiastra che butta giù gocce d’acqua, speriamo che qualcuno si prenda la briga di strizzarla e metterla nel ripostiglio, perchè le zebre iniziano ad innervosirsi e poi chi le tiene più. Comunque, visto il tempo, abbiamo deciso che il pranzo dell’amicizia oggi si fa nella grotta dei tritoni, dove abitano i geotritoni, timidissimi ma ospitali. Anche oggi, preparerò il dolce, molto semplice ma nutriente, bisogna accumulare energie per i mesi che verranno, mica lo faccio solo perché sono golosa. Preparerò un dolce con la spianata sarda, il pecorino dolce (o la provola, o la caciotta, dipende da quello che si trova) e il miele. La spianata sarda, da non confondere con il pane carasau (conosciuto come carta da musica) è un tipo di pane che, nell’aspetto somiglia al pane arabo o alla piadina romagnola, ma solo nell’aspetto poiché il sapore e la consistenza sono piuttosto diversi. La spianata è una sacchetta da riempire a piacimento, a seconda dell’umore e della voglia del momento, oggi per il pranzo dell’amicizia la trasformerò, appunto, in dolce. Potete comprarla direttamente al supermercato ma, nel caso abbiate tempo (mooolto tempo) un forno a legna e tanta voglia di spignattare, allora dovete procurarvi 1 kg di semola di grano duro, acqua e 20g di lievito naturale. Fate scaldare in un pentolino un po’ d’acqua, quando è tiepida mescolatela con il lievito e una parte della farina, fino a creare una pagnottina che cospargerete con un velo di farina e coprirete con un panno. Lasciate lievitare la pagnotta per circa tre ore (ve l’ho detto che serviva tempo!). Trascorse le tre ore, durante le quali avrete fatto di tutto di più a meno che siate rimasti a fissare la pasta che lievitava, mescolate il resto della farina con la pagnotta lievitata, unite un po’ d’acqua fino a quando l’impasto diventa elastico e lavorate energicamente, finchè si formeranno delle bolle nell’impasto. A questo punto, create tante piccole palle e “spianatele” con il mattarello, fino a quando otterrete delle sfoglie tonde e non troppo grandi (circa 30 cm di diametro) lasciate lievitare per altre tre ore (tempo e pazienza!). Dopo le tre ore, infornatele e lasciatele dorare. Dopo tutto questo procedimento, farcitele come più vi piace, sono ottime. Per trasformarle in dolce, le dovrò prepararle al momento, le farò scaldare nuovamente al forno, poi poggerò sopra (non dentro) una fettina di formaggio dolce, che si scioglierà leggermente con il calore del pane (la provola tiene bene il calore, il pecorino si scioglie più in fretta) quindi aggiungerò un filo, due fili, tre fili, di miele d’arancio o, per chi lo preferisce un po’ amaro, di corbezzolo, a me piace in tutti i modi. Le accompagnerò con un bicchierino di vernaccia, che male non fa. Naturalmente, siete tutti invitati 🙂

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12 Risposte to “Pranzo dell’amicizia con spianata dolce.”

  1. Franz 25 settembre 2011 a 2:00 pm #

    Mi ricorda tanto le ‘seadas’ di cui fui vorace e quotidiano consumatore in una trasferta di lavoro di un paio di mesi a Sassari tanti anni fa.
    Di fronte alla bontà che traspare dalla tua ricetta, farei volentieri ancora più di una trasgressione alle mie nuove regole di dieta vegana…
    Slurp!
    🙂

    • giraffa 25 settembre 2011 a 6:51 pm #

      In effetti, sembrano delle sebadas (o seadas, dipende dalla zona) al contrario, con il formaggio all’esterno! Ma la dieta vegana non ammette i latticini?

      • Franz 26 settembre 2011 a 12:10 am #

        No, cara Gi, niente latte, latticini, uova e derivati.
        Comunque, scherzi a parte, è vero che la sto seguendo con grande soddisfazione, ma è anche vero che non mi precludo piacevoli eccezioni, in situazioni di compagnia. Ciao!

        • giraffa 26 settembre 2011 a 4:37 pm #

          Non lo sapevo. Allora, per la spianata dolce in compagnia si può fare 😉

  2. kalojannis 25 settembre 2011 a 2:21 pm #

    200 g. di lievito naturale? Intendi il lievito di birra con cui si fa la pizza o il pane? Perché mi sembra una quantità enorme…

    • giraffa 25 settembre 2011 a 6:54 pm #

      la quantità è 20g. è un errore, grazie per avermelo fatto notare! Lievito di birra, quello per il pane, che tra l’altro io mangio anche al naturale, mi piace molto.

  3. speradisole 25 settembre 2011 a 6:00 pm #

    Intanto che leggevo mi veniva l’acquolina in bocca.Deve essere buonissima. Tanto più che si può farcire con quello che uno preferisce.
    Ma il pecorino ed il miele debbono essere una meraviglia.
    Peccato solo che qui da noi, a Bologna, non si trovano facilmente i prodotti sardi.
    Ciao Giraffa, grazie della delizia e buona festa dell’amicizia.

  4. giraffa 25 settembre 2011 a 6:59 pm #

    Cara Speradisole, che strano, abbiamo esportato i panettoni negli Stati Uniti (e la cosa fa sorridere) e non siamo arrivati a Bologna?? Non è possibile! Ciao cara, vorrà dire che un giorno te lo farò assaggiare sul monte.

  5. kalojannis 25 settembre 2011 a 9:45 pm #

    Il lievito naturale?
    Sapevo che era un efficacissimo anti-acne 🙂
    Proverò a farlo, poi ti faccio sapere.

    @Speradisole:un po’ di anni fa a Bologna c’era anche una osteria sarda, dove ho assaggiato dei dolci buonissimi con il pecorino…
    era dalle parti della PAM di Via Amendola (una parallela, se non vado errato, di fianco alla sede del Partito radicale)

    • giraffa 25 settembre 2011 a 10:25 pm #

      Yesss, infatti fa benissimo alla pelle, però bisognerebbe mangiarlo tutti i giorni.. Mi sembrava strano che a Bologna non ci fosse un negozio di prodotti sardi, ci sono un sacco di studenti isolani e di emigrati, mica possono sempre farsi spedire la spianata da mammà 😀

  6. Patti 25 settembre 2011 a 10:04 pm #

    che buona . . .io porto un po’ di miele di castagno!! va bene lo stesso?

    • giraffa 25 settembre 2011 a 10:26 pm #

      Certo Patti, va bene! Assaggiamo tutto 🙂

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