Il terrorista banale.

26 Lug

L’uomo che ha sterminato i ragazzi e i sogni della Norvegia ha lasciato un diario, una sorta di memoriale che comprende anche un manuale di comportamento per il “perfetto terrorista” (sebbene lui non usi quel termine ma si definisca “cavaliere di non so che cosa“) e siccome volevo capire com’è possibile che un essere umano arrivi ad eliminare un discreto numero di altri esseri umani, indifesi, guardandoli negli occhi, ad uno ad uno, come se fossero zanzare, sono andata a leggermelo. Dopo le prime pagine di delirio, nelle quali il cavaliere dal cervello perduto si mette nei panni dell’uomo medio degli anni ’50, o meglio del buon padre di famiglia degli anni ’50 che si trova suo malgrado catapultato nei nostri giorni e, ovviamente, rimane sconvolto da quello che lo circonda, compresa la normalità dell’omosessualità raccontata al suo bambino, e dopo qualche riferimento a Gramsci, ho deciso che non potevo dedicare un minuto di più all’esaltazione di quel personaggio e mi sono limitata a leggere quello che riportano i giornali. Il cavaliere della lampada abbronzante  (nel manuale del terrorista perfetto l’aspetto è una cosa fondamentale) snocciola il suo pensiero e, oltre alle varie note teorie basate sulla supremazia dell’uomo bianco e sulla paura dell’islam, mi ha colpito la sua conoscenza del nostro Paese, dei nostri punti vulnerabili (le raffinerie sulla costa, compresa la Saras di Sarroch) e il fatto che, nonostante tutte le missioni in Affanculistàn, in casa nostra siamo ancora indifesi e nessuno, in questi anni, si è preso la briga di controllare quei punti “scoperti”, anche attraverso l’incredibile patrimonio umano delle forze armate, spedito, invece, a mangiare sabbia e granate. Ma c’è una cosa, nel memoriale, che sconvolge più di tutte, lascia senza parole, senza spiegazioni, è la confessione del terrorista narciso: “Se sentissi che qualcun altro potesse svolgere questo compito non lo farei certo io. In quel caso mi piacerebbe crearmi una famiglia e concentrarmi sulla carriera“. Davanti ad un essere umano che può, indifferentemente, cambiare un pannolino o fare un strage, credo non ci sia molto da spiegare, l’uomo fa male perchè lo può fare, niente di più, è la banalità del male.

P.S. e invece, Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, che parla perchè ha bocca e corde vocali, ha capito tutto ed è entrato in sintonia con Anders:

http://www.bolognanotizie.com/news/2011/07/26/43222/borghezio-choc-ottime-e-condivisibili-le-idee-di-breivik/ .

Propongo una raccolta firme perchè gli venga impedito di ricoprire incarichi rappresentativi in qualsiasi istituzione pubblica nazionale, comunitaria, internazionale, compresa la bocciofila.

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3 Risposte to “Il terrorista banale.”

  1. Baol 29 luglio 2011 a 9:15 am #

    A Borghezio chiederei sommessamente di dimettersi…dalla razza umana

  2. Regina Madry 2 agosto 2011 a 12:15 am #

    il fatto è che oltre alla banalità del male c’è anche la resistenza dell’ignoranza più becera, dei qualunquismi un tanto al chilo, del parlare giusto perchè si ha la bocca e in definitiva, scomodando Satta, dello “stare al mondo perchè c’è posto”. siamo profondamente indifesi anche contro gente come Borghezio e quelli che l’hanno votato (votato!)…..come fare? mi sa che faccio prima a dimettermi io, dall’informarmi sul mondo almeno. 😦

  3. sara 25 agosto 2011 a 6:16 pm #

    che triste storia

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