Presidente Napolitano, dove vive?

19 Lug

Qualche tempo fa, ho scritto che mi sentivo rappresentata “da un signore alto, magro, un po’ invecchiato con l’accento napoletano” e accettavo che quel signore parlasse anche a nome mio, quel signore era, naturalmente, il Presidente Napolitano ma, dopo la sua esultanza per la manovra finanziaria che affetta i quarti posteriori degli italiani come fossero fette di prosciutto cotto da vendere al supermercato, be’, inizio a pensare che quel signore non abbia ben compreso la realtà in cui viviamo (io e milioni di italiani) e, quindi, difficilmente potrà ancora parlare a nome mio. Il Presidente, per esempio, ha capito che non è equo e non è giusto che siano gli italiani dei mille euro (altalenanti) al mese a pagare per gli sprechi e le incapacità dimostrati dal governo in questi anni? Ha capito, per esempio, che se l’italiano dei “mille euro altalenanti” ha bisogno di andare dal cardiologo deve pagare mentre il boss della politica italiana dei “ diecimila euro al mese + benefits” ha la fila dei cardiologi davanti all’ufficio, che gli propongono visite gratis a vita in cambio di un posto da dirigente medico in una qualsiasi struttura pubblica? Il Presidente Napolitano, che invita sempre con fervore ad abbassare i toni, lo sa che questa manovra iniqua innalza i toni più di un “vaffa” gridato al vento e contribuisce ad alimentare la frustrazione e la rabbia dei cittadini nei confronti di una casta degna dell’India d’altri tempi? E il Presidente Napolitano sa che quella rabbia, prima o poi, scoppia e, quando scoppia, non è salutare per nessuno? E, allora, il Presidente si riprenda dall’entusiasmo per la manovra affetta italiani e consigli vivamente alla classe politica (di destra, di sinistra, di centro, anche se ormai sono un unico “blob”) di non buttare brioches al popolo affamato*, perché gli ultimi che l’hanno fatto hanno avuto un forte mal di testa.

*La regina Maria Antonietta insegna.

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7 Risposte to “Presidente Napolitano, dove vive?”

  1. sergio 19 luglio 2011 a 6:35 pm #

    La pensavo, e la penso, esattamente come te. Speravo, anzi ero quasi sicuro che il Presidente avrebbe rimandato indietro la manovra per fare le opportune modifiche. Non è andata così, e se cerco di darmene una spiegazione devo credere che l’abbia firmata per motivi di strettissima urgenza. Urgenza dovuta all’attacco violentissimo portato al nostro Paese dalla speculazione internazionale (e non solo). Ho anche visto come, con il consueto fair-play, ci abbiano ridicolizzato gli “amici” tedeschi nei loro più importanti giornali.Vabbè; forse non farebbero male gli amici d’oltralpe e ricordare che se Sparta piange, Atene non ride.
    Ciao Giraffa 🙂

    • lagiraffa 19 luglio 2011 a 10:55 pm #

      Bentornato Sergio 🙂 non so se a farlo firmare velocemente e con tanto entusiasmo sia stata l’urgenza o il fatto che soddisfi tutti i politici (dal momento che mantiene intatti tutti i loro privilegi) però mi piacerebbe che usasse la sua autorevolezza per spingere verso un taglio drastico delle spese della “casta”, tutti a lavoro a duemila euro, un risparmio non indifferente. Non ho ancora visto i commenti dei giornali tedeschi, però bisogna ammettere che il nostro teatrino istituzionale si presta..

  2. No Blogger 19 luglio 2011 a 10:54 pm #

    lo dicevo da un bel pezzo 🙂

    • lagiraffa 19 luglio 2011 a 10:56 pm #

      è un “te l’avevo detto”?! 😛

      • No Blogger 20 luglio 2011 a 11:44 pm #

        no, più che altro spiace che anche il Presidente della Repubblica non si renda conto (non da oggi) di dove stia andando a finire la Repubblica 😮

  3. Baol 20 luglio 2011 a 6:24 pm #

    Credo che la situazione di urgenza abbia portato alla firma ma se non arriva dai politici la svolta ai 2.000 euro, se non sono loro a farlo, lui non può “mandare indietro”; può dare le sue indicazioni ma ahinoi è il Parlamento ad essere sovrano (anche se dovrebbe essere il popolo, solo che questa è una cosa che fanno finta di non sapere)

    • lagiraffa 21 luglio 2011 a 4:56 pm #

      ma io non chiedo al Presidente di “mandare indietro”, perchè so che non può farlo, gli chiedo di essere garante dell’unità nazionale, e la vera unità passa anche per la riduzione del divario tra una casta spudorata e senza limiti e una popolazione in difficoltà. Ecco, vorrei che il Presidente ricordasse a tutti, anche a sè stesso, che i bisogni dei cittadini prevalgono su quelli dei parlamentari, dei ministri e dei loro amici.

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