L’Italia non è il Giappone.

13 Mar

Nella centrale nucleare di Fukushima si è verificata un’esplosione che ha provocato la caduta della griglia di protezione del reattore, feriti, contaminati, evacuazione della popolazione residente nel raggio di venti chilometri. Il portavoce del governo dichiara che si tratta di una situazione “potenzialmente molto pericolosa” ed è notorio che i giapponesi non hanno la tendenza a creare inutili allarmismi. A casa mia, questo si chiama incidente nucleare e, a casa mia come a casa dei giapponesi che purtroppo stanno vivendo sulla propria pelle questo disastro, le conseguenze degli incidenti nucleari si chiamano malattia e morte, in larga scala diciamo così, e gli effetti si sentiranno per anni e anni. Sminuire gli effetti di un incidente nucleare, come ho sentito fare in diverse trasmissioni televisive da parte degli ultras nuclearisti, solo perché in Italia si vogliono riaprire le centrali nucleari, significa sminuire la tragedia che sta affrontando il popolo giapponese e significa anche essere spietati, spregiudicati e pronti a tutto pur di guadagnare qualche euro in più. L’Italia non è il Giappone: in Italia lo smaltimento dei rifiuti diventa “emergenza” ed è gestita, a giorni alterni, dall’esercito e dalla protezione civile, in Giappone l’emergenza è il terremoto di magnitudo 8.9, anzi 9.0 come riportano le ultime notizie; in Italia, nelle zone sismiche si costruiscono gli edifici che ospitano gli studenti, gli ospedali, le case, con la sabbia, e si sgretolano solo a guardarli, perché? Perché così decide la mafia sovrana, per convenienza e perché così lasciano fare gli amministratori pubblici; in Giappone per far morire migliaia di persone, far crollare case, ponti, strade serve uno dei terremoti più forti della storia, serve uno tsunami, serve una catastrofe, da noi la catastrofe è la corruzione, la fame di soldi degli amministratori che lasciano la vita dei cittadini nelle mani delle mafie ed è ordinaria amministrazione, è “messa in conto” nella gestione delle cose pubbliche. Quando il terremoto ha colpito l’Abruzzo, il professore giapponese Pakayoshi Aoki è venuto da noi e ha dichiarato “vengo qui ad imparare dai vostri errori” (riportato da Lorenzo Salvia nel dossier del Corriere della Sera del 12 marzo, non l’ho trovato in rete) la tragedia che ha colpito il popolo giapponese deve farci riflettere, non per imparare dai loro errori (un evento del genere non può essere bloccato dagli esseri umani) ma per prendere esempio dal loro senso civico e prendere atto del fatto che noi abbiamo ancora tanta strada da fare ed è meglio percorrerla senza incidenti, nucleari.

Qualche link:

Situazione potenzialmente molto pericolosa:

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Giappone-scoppio-in-centrale-nucleare-Situazione-potenzialmente-grave_311781130440.html;

Indice di percezione della corruzione rapporto del 2010 (per trovare l’Italia dovete ciccare su REPORT, si aprirà un documento in pdf, noi siamo alla bella posizione n. 67, dopo il Rwanda e il Ghana ma prima del Brasile) è solo la “percezione” ma sono dati molto significativi:

http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2010/results.

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13 Risposte to “L’Italia non è il Giappone.”

  1. Diemme 13 marzo 2011 a 2:28 pm #

    Purtroppo la tua analisi è precisa. Avrei voluto non lo fosse 😦

    • lagiraffa 13 marzo 2011 a 6:43 pm #

      e quanto vorrei amministratori pubblici decenti..

  2. libellulaverde 13 marzo 2011 a 3:53 pm #

    In Italia sarebbe davvero difficile gestire una questione delicata come il nucleare… non solo per le evidenti problematiche delle centrali a scissione: finché imprenditori senza scrupoli costruiscono edifici resistenti come castelli di sabbia, finché basteranno poche migliaia di euro per corrompere e fare rischiare la pelle a tanti cittadini, non vedo nel vecchio nucleare una soluzione. Piuttosto, sarà un problema molto, molto spinoso. Troppo…

    • lagiraffa 13 marzo 2011 a 6:48 pm #

      L’Italia non è pronta a gestire nè le centrali nè il problema delle scorie e spero che il referendum sia l’occasione per far prevalere la ragione sugli euro..

  3. Manfredi 14 marzo 2011 a 1:02 pm #

    Il problema è lo stesso del Ponte sullo Stretto. Dicono che potrà resistere a terremoti fino a 7.1 di magnitudo richter. Il problema è che, ammesso e non concesso che sia vero, il ponte a quel punto collegherebbe due città rase al suolo. E allora perché non rendere Messina e Reggio Calabria capaci di resistere a terremoti fino a 7.1, prima di fantasticare su ponti mitologici?

    • lagiraffa 14 marzo 2011 a 10:39 pm #

      Perchè se facessero le cose per bene e onestamente, non ci potrebbe lucrare nessuno. Naturalmente il tuo “ammesso e non concesso che sia vero” è un pensiero generoso nei confronti di chi costruirà il Ponte (mai, si spera) perchè, a questo punto, con tutte le balle che ci stanno raccontando, io non gli darei nemmeno un briciolo di fiducia.

  4. Fra Puccino 14 marzo 2011 a 2:41 pm #

    Rientrare adesso nel nucleare non ha proprio nessun senso… forse la scelta di uscire dal nucleare anni fa fu un errore (chissà), di certo rientrarci ora è una follìa e uno spreco di soldi che darebbero molti più risultati concreti se investiti nelle energie nucleari

    ma secondo me non è solo questione di corruzione, interessi, etc. dietro certe scelta c’è anche molta incompetenza

    • Diemme 14 marzo 2011 a 2:57 pm #

      @FraP “darebbero molti più risultati concreti se investiti nelle energie nucleari“: mi sa che intendevi “alternative” o sbaglio?

    • lagiraffa 14 marzo 2011 a 10:51 pm #

      Credo si tratti di corruzione, interessi, incompetenza, tanta mala fede e poca intelligenza. Anche Angela Merkel ha deciso una moratoria di qualche mese sul nucleare per capire cosa fare, e non si è affrettata a dire che in Giappone non è successo niente di grave alle centrali come hanno fatto i nostri governanti e, sinceramente, non so se considerarli più arroganti o poco intelligenti. Ora come ora, si dovrebbe puntare sulle rinnovabili e sul risparmio energetico, oltre che sul risparmio di balle raccontate.

      • No Blogger 15 marzo 2011 a 9:56 am #

        che l’energia nucleare sia una follìa ambientale ed economica non è una novità, così come non è una novità l’ottusa malafede di chi vuole riportare il nucleare in Italia.

  5. katamail 15 marzo 2011 a 4:58 pm #

    Tanto more solito a votare al referendum non ci andrà nessuno, grazie anche alla complicità del Governo che ha separato artatamente le date da quelle per le amministrative… continuo a sostenere la necessità di una rivoluzione (se possibile) pacifica…

    • Diemme 15 marzo 2011 a 5:27 pm #

      ‘sto Katamail mi pare tanto di conoscerlo… 🙄

    • lagiraffa 15 marzo 2011 a 10:30 pm #

      Kalojannis, per il referendum bisogna fare una campagna di sensibilizzazione continua, non possono sempre vincere loro..e, nel caso, rivoluzione, però temo che non potrà essere molto pacifica.
      P.S. ma katamail è il nome da rivoluzionario? 😀

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