La sindrome di Quirra e la sindrome del padre cattivo.

7 Gen

Il Salto di Quirra è una zona situata nella Sardegna sud orientale, incastrata tra le regioni dell’Ogliastra, della Barbagia, del Sarcidano, della Trexenta, del Gerrei, del Sarrabus, con delle belle rocce che testimoniano l’antichità della terra sarda e ospitano dal 1956 il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze “Salto di Quirra” (il poligono a terra ha sede a Perdasdefogu, che significa “pietre di fuoco”, tanto per capire in quale località ci troviamo, mentre il poligono a mare a sede a Capo San Lorenzo). Poligono  Sperimentale  Interforze = Zona Militare dove Fanno gli Esperimenti in Tanti. Infatti, il Poligono è composto da personale che proviene “per il 50% dall’Aeronautica Militare, il 35% dall’Esercito Italiano, per il 15% dalla Marina Militare” però, essendo l’unico del genere in Italia, non solo tiene impegnate negli esperimenti le nostre forze armate ma dà la possibilità a molti enti scientifici nazionali e stranieri (per esempio C.N.R. e NASA) di utilizzare le proprie strutture, e le rocce sarde, per le loro ricerche. E che ricerche: negli anni, il Poligono ha ottenuto grandi risultati nel campo delle attività spaziali militari, ed è considerato un “centro di eccellenza in ambito europeo ed alleato”. Bene. Tutto bello, l’Italia può andare in giro a testa alta e non sfigura certamente davanti ai Grandi della Terra, ha il suo gioiello al centro del Mediterraneo. E, come tutti i Grandi, nel medesimo centro del Mediterraneo, l’Italia vanta un altro primato: un’altissima percentuale di persone che si ammalano di forme rarissime di leucemia, le stesse forme che hanno colpito i militari nelle missioni di pace (!) nei Balcani e nel Golfo; un’altissima percentuale di bambini nati con gravi malformazioni; un’altissima percentuale di animali nati anch’essi deformi, come risulta anche dall’ultimo studio veterinario concluso proprio in questi giorni dalla Asl. Il sospetto che le malattie e le malformazioni siano collegate alle sperimentazioni fatte all’interno, e non, del Poligono è legittimo e quasi doveroso per tutte le persone dotate di cervello e in buona fede, eppure chi ha il dovere di difendere i propri cittadini, lo Stato italiano, tace senza alcun pudore, con somma indifferenza e intollerabile arroganza. Anche questa è una patologia, è la sindrome del padre cattivo, quello che se ne strafrega dei propri figli e, anzi, passa sopra i loro cadaveri pur di soddisfare le proprie ambizioni ed i propri interessi, essenzialmente economici. Questo accade, in Sardegna, in Italia, ancora nel 2010, e non è un caso di becero colonialismo come nel triste caso di Mururoa, in Polinesia, dove i francesi fecero i loro esperimenti nucleari sulla pelle degli abitanti degli atolli, perché la Sardegna è Italia ma è solo un altro luogo dove si manifesta la sindrome del padre cattivo e questo fa ancora più male.

Il Salto di Quirra:

http://www.minieredisardegna.it/CatMin.php?CA=5;

Il Poligono Interforze:

http://it.wikipedia.org/wiki/Poligono_Sperimentale_e_di_Addestramento_Interforze;

http://www.regionesardegna.it/j/v/25?s=45593&v=2&c=3696&t=1;

http://www.comunicazioni.it/aree_interesse/filatelia/filatelia_emissioni/pagina233.html;

http://www.difesa.it/SMD/Evento.htm?DetailID=2750;

La sindrome e gli ultimi studi:

http://www.agi.it/cagliari/notizie/201101051355-cro-rca1030-basi_militari_sindrome_quirra_ambientalisti_completare_analisi;

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/208945;

http://www.palamitonews.com/numero287/intervista_gettiamo_le_basi_1.htm

L’inchiesta fatta da Le Iene:

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24 Risposte to “La sindrome di Quirra e la sindrome del padre cattivo.”

  1. No Blogger 7 gennaio 2011 a 10:59 pm #

    un po’ di sana informazione, brava!

    • Ugo 2 marzo 2011 a 3:54 pm #

      sana si, incompleta però direi! Date una occhiata ai risultati delle inchieste della procura fatte al riguardo ed agli studi effettuati sul territorio… A proposito: il territorio è inquinato dall’Arsenico delle miniere a monte, alle volte penso a chi disse “non guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino, pensa alla trave che hai nell’occhio!”

      • No Blogger 2 marzo 2011 a 10:11 pm #

        certo Ugo, bravo! Tu sì che capisci tutto: pensa che ci sono degli stronzi che si ammalano apposta di tumori e linfomi solo per il gusto di fare la pagliuzza.

      • lagiraffa 2 marzo 2011 a 10:22 pm #

        Se la pagliuzza nell’occhio del vicino è rappresentata da quello che accade all’interno del Poligono, mi sembra che il vicino abbia un occhio piuttosto malconcio! Senza sminuire il peso dell’attività mineraria, come sai l’avvelenamento da arsenico procura sintomi diversi da quelli che vengono denunciati (malformazioni e patologie simili a quelle che hanno colpito militari in missioni a rischio) e mi pare sia da non sottovalutare quello che sta emergendo dalle attuali indagini, avviate da Fiordalisi. Chi abita da quelle parti avrà pure il diritto di sapere se nell’acqua si trova arsenico o uranio impoverito, e se è in guerra senza essere mai partito, non credi?

        • Ugo 3 marzo 2011 a 9:36 am #

          A proposito di Fiordalisi: Radio radicale nella giornata del 1 marzo, presso il tribunale di Lanusei, ha intervistato il Procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi sull’indagine di Quirra, l’avete sentita? E conoscete i risultati dell’incidenza tumorale sul territorio? E le due inchieste della procura chiuse una settimana fa dopo 5 anni di indagini sulla questione dell’uranio impoverito a Quirra e sulle malattie riscontrate sui militari? Fatemi sapere cosa ne pensate, tutti hanno il diritto di sapere la verità!

          • kalojannis 3 marzo 2011 a 4:03 pm #

            @Ugo: non sarebbe più semplice se tu esponessi le argomentazioni, anziché porre domande delle quali tutto sembra debbano conoscere le risposte? Onestamente, non capisco la vena polemica…

          • No Blogger 3 marzo 2011 a 4:26 pm #

            non ho sentito l’intervista a Fiordalisi di Radio Radicale e m’interessa poco sentirla. Un magistrato parla con gli atti che pone in essere. I dati esatti sull’incidenza tumorale nel territorio interessato (Ogliastra e Sarrabus) non li conosce nessuno e proprio questo è uno dei tanti aspetti da rendere chiari. Le inchieste concluse recentemente sono state condotte dalla Procura della Repubblica di Cagliari e mi sembra che si siano basate fondamentalmente sugli atti delle A.S.L. interessate, cioè molto poco. Dove c’è scritto poi che si tratta “solo” di “uranio impoverito” (se c’è)? Tu ne sai di più? Vuoi rivelarcelo?

          • Ugo 3 marzo 2011 a 5:01 pm #

            La vena polemica è legata alla disinformazione che ho trovato in rete: per trovare dati oggettivi ho docuto cercare tanto, alla fine ho trovato solo il sito http://www.quirra.net Ci sono dati che francamente non conoscevo e che pare che la maggior parte delle persone evidentemente non conoscono. “No Blogger” dice “I dati esatti sull’incidenza tumorale nel territorio interessato (Ogliastra e Sarrabus) non li conosce nessuno e proprio questo è uno dei tanti aspetti da rendere chiari” …appunto non li conosce nessuno, eppure c’è uno studio del 2004 sull’incidenza dei tumori nella zona! Siccome l’articolo parla di “un’altissima percentuale di persone che si ammalano di forme rarissime di leucemia e di un’altissima percentuale di bambini nati con gravi malformazioni e un’altissima percentuale di animali nati anch’essi deformi” ritengo che fosse doveroso sollevare la questione di una più completa informazione

  2. lagiraffa 8 gennaio 2011 a 4:08 pm #

    grazie, quasi quasi mi do al giornalismo, magari mi va meglio!

  3. No Blogger 3 marzo 2011 a 5:59 pm #

    secondo quanto emerso dalla ricerca tuttora in corso dei servizi veterinari delle ASL n. 3 (Ogliastra) e n. 8 (Cagliari) vi sarebbero 10 allevatori su 18, in 7 delle 12 aziende agropastorali esistenti nell’area di Quirra (entro 2,7 km dal poligono) che hanno contratto patologie tumorali nel periodo 2000-2010. Il 65% dei pastori di Quirra. Le ricerche finora condotte sono state parziali e sono gli stessi servizi sanitari che affermano la necessità di fare uno studio completo una volta per tutte. Penso che sia il caso di dargli retta.

    • Ugo 3 marzo 2011 a 6:22 pm #

      …e infatti ci sono indagii in corso, …fatte da Fiordalisi, …basterebbe ascoltare la sua intervista, forse ora ti interessa?

      • No Blogger 4 marzo 2011 a 11:56 pm #

        ti ripeto che m’interessa poco un’intervista: i magistrati parlano con gli atti che pongono in essere.

  4. lagiraffa 5 marzo 2011 a 8:49 am #

    Eccomi.
    Ugo, non so cosa tu intenda per “dati oggettivi” ma, visitando il sito che segnali, credo che abbiamo punti di vista piuttosto differenti. Il sito sembra più preoccupato di difendere il Poligono e l’immagine del territorio piuttosto che la salute dello stesso territorio, degli esseri umani e degli animali. Se lo studio del 2004 al quale fai riferimento è lo stesso di cui sono a conoscenza, ossia quello commissionato dal Ministero della difesa all’Università di Siena, non ha ad oggetto “l’incidenza dei tumori nella zona” ma si tratta di uno studio geo-chimico e ambientale sull’area del Poligono. Se ti può interessare esiste uno studio epidemiologico, che riguarda il territorio regionale, commissionato dalla giunta Soru e reso pubblico nel 2005, non tratta in modo specifico ed esclusivo della zona di Quirra ma questa viene comunque presa in considerazione, se vuoi te ne posso inviare una copia in pdf. I dati sulle “altissime percentuali di malattie e deformità” nei bambini e negli animali non li ho tirati fuori dal mio sacchetto delle fantasie mostruose ma sono venuti fuori dai racconti delle persone colpite, dalle ultime analisi della Asl di Cagliari, dagli studi già in parte compiuti ma non ufficiali da parte di scienziati come la dott.ssa Gatti. Sulle dichiarazioni di Fiordalisi non credo ci sia molto da aggiungere, è un p.m. che porta avanti delle indagini e non è nella condizione di potersi sbilanciare nè in un senso nè nell’altro, ci mancherebbe! Il fatto che esista una “sindrome di Quirra” è una realtà non un’invenzione frutto di allarmismo e negare la realtà, sopratutto quando sono in gioco poteri molto più forti dei singoli cittadini e della loro vita, è molto più comodo che cercare la verità ma non aiuta a risolvere il problema. Come ha dichiarato la madre di una delle vittime “noi questa gente non riusciamo a combatterla perchè siamo molto piccoli in confronto a loro, però arrenderci anche no, perchè tutti i giorni se ne sentono sempre di più, sempre di più”, ecco, sarebbe bello che se ne sentissero sempre di meno.

    • Ugo 7 marzo 2011 a 8:52 am #

      Ti sarei grato se mi potresti dare il link di quello studio epidemiologico. Quirra.net effettivamente è un pò di parte, ma è l’unico sito nel quale ho trovato una Indagine della ASL 8 “Studio Statistico sull’incidenza dei tumori nel territorio e nelle zone limitrofe
      del poligono del Salto di Quirra Dott. Pierluigi Cocco – Dipartimento di Sanità Pubblica Sezione di Medicina del Lavoro Università di Cagliari”. Solo mettendo insieme tutte le informazioni potremo farci un quadro completo della situazione. Per ora, parlando da “tecnico” abituato a cercare il nesso “causa-effetto”, purtoppo gli “effetti” sono noti, ma per ora l’unica “causa” che ho trovato è legata al fortissimo inquinamento del territorio legato ai metalli pesanti delle miniere di Baccu Locci (il fiume sfocia a Quirra…). Per quanto riguarda gli animali sono altrettanto noti gli “effetti” del vaccino della lingua blu. Speriamo che le indagini si chiudano al più presto, abbiamo diritto di sapere cosa sta avvelenando il territorio.

      • lagiraffa 7 marzo 2011 a 3:34 pm #

        Lo studio lo trovi sul sito della Regione Sardegna http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_50_20051214122846.pdf. Naturalmente, trattandosi di uno studio epidemiologico non può aiutare a ricostruire il nesso causale diretto tra singola malattia e singolo episodio di inquinamento ed inoltre, come affermarono gli stessi autori dello studio, dovrebbe essere senz’altro approfondito. Sono anch’io abituata a ricostruire il nesso causa-effetto sopratutto quello tra inquinamento e salute o danno ambientale, probabilmente in un settore diverso dal tuo, e credo che per farlo sia fondamentale conoscere l’intera realtà, non solo una parte. Purtroppo, nel caso di Quirra c’è una forte resistenza da parte delle istituzioni militari a collaborare e chiunque parli (compresi i militari che lì hanno lavorato e si sono ammalati) viene zittito o considerato un mitomane. Ecco, questo mi sembra l’atteggiamento peggiore che lo Stato possa assumere nei confronti dei propri cittadini, perchè se è vero che in un potenziale processo, deve valere la regola del nesso causale, per l’attribuzione di eventuali responsabilità, è pure vero che per prevenire certi danni alla salute o all’ambiente basterebbe vedere quel che accade, ascoltare la gente e adottare tutte le misure di prevenzione necessarie per ridurre i rischi. Insomma, basterebbe che le istituzioni non facessere finta di niente.

        • Ugo 7 marzo 2011 a 3:48 pm #

          …spero che Fiordalisi faccia finalmente luce, faccio il tifo per lui e per il suo team di consulenti 🙂

          • boe 13 maggio 2011 a 6:32 pm #

            Mi pare lapalissiano che, nel panorama internazionale e non solo in sardegna (vediamo ad esempio portorico) l’incidenza di patologie ben definite(!!!!!) si sviluppino, contestualmente, in presenza di poligoni e basi militari,il cui unico scopo e’quello di testare i danni che, ordigni e mezzi(veri) possono procurare a un ipotetico nemico sul territorio e su tutto cio’che in esso si trova. si sperimentano mezzi di offesa e di danneggiamento ambientale(uomo compreso) e se l’effetto e’il danno, la causa non puo che essere l’attivita’ stessa del poligono con tutte le sue implicazioni. QUALCOSA MI DICE CHE IL POTERE SOVRANO STIA PER INTERVENIRE SU FIORDALISI con le collaudate forme che gia’ conosciamo……………..

  5. lagiraffa 14 maggio 2011 a 10:06 pm #

    Boe, a quanto pare, però, ciò che è lapalissiano viene volutamente avvolto nel mistero e temo che anche questa volta non si riuscirà a fare luce su quello che realmente accade in quell’area. Mi stupisce che Fiordalisi, con il sequestro dell’area abbia chiesto la sospensione solo delle attività agropastorali e non di quelle militari ma devo leggermi il decreto del giudice per le indagini preliminari per capire meglio.

  6. Ugo 27 maggio 2011 a 1:50 pm #

    La verità inizia a venire a galla: nesuna traccia di uranio impoverito sui bersagli impiegati nelle esercitazioni! …difficilmente sarà possibile trovarne nel territorio…

    • lagiraffa 27 maggio 2011 a 10:31 pm #

      Mi sembra che il problema di Quirra non sia quello di capire soltannto se ci sia l’uranio ma di spiegare cosa sia stato fatto all’interno del Poligono da aver causato morti di esseri umani e animali e, per quanto riguarda questi ultimi, le deformità. Il p.m. indaga e si spera che le indagini proseguano nel modo più lineare e limpido possibile, per arrivare alla verità. Se poi, all’interno del Poligono, hanno usato solo armi a salve e scacciacani, meglio così.

      • Ugo 31 maggio 2011 a 10:53 am #

        …a me pare che il problema sia il fatto che non c’è “il problema”: il tasso di mortalità è al di sotto della media nazionale, Perdasdefogu è una zona caratterizzata dalla longevità della popolazione tanto da inserirla nel progetto GENOS, …e dalle indagini non è ancora risultato nulla che non sia attività addestrativa e di tiro proprie di un poligono militare. Senza uranio viene poi a decadere la questione legata alla sindrome dei balcani. Il territorio è senza dubbio inquinato, da metalli pesanti, che in particolar modo si riversano nella baia di Quirra (dove ci sono gli allevamenti) dove sfocia il fiume che arriva dalle miniere di Baccu Locci, …”causa ed effetto”: io ragiono per nesso di causalità. La mia personalissima (e ripeto personalissima) impressione è che ci sia in atto una campagna antimilitaristica (più che leggittima, per carità) basata su temi che non hanno fondamento. A proposito: al contrario di quello che si dice, il poligono più grande d’Europa è in Svezia.

        • No Blogger 31 maggio 2011 a 10:52 pm #

          infatti la gente continua a morire di tumori e linfomi solo per farti un dispetto.
          Battute a parte, è necessario fare piena chiarezza su questo “strano” inquinamento.

  7. QuirreseDoc 1 giugno 2011 a 9:20 am #

    Ciao a tutti, io vivo a Quirra, sono veramente stufo di sentire parlare del mio territorio e della gente che ci vive da parte di persone che non sanno e non conoscono i fatti e le storie! Chi si riempie la bocca parlando a sproposito di cancro malformazioni come se fossimo il Cotolengo o la Mururoa d’Italia è ora che cambi pagina… ABBIATE RISPETTO!!!

    • lagiraffa 1 giugno 2011 a 10:33 pm #

      La vicenda di Quirra è diventata nota proprio grazie alle denunce di abitanti di Quirra, che si sono ammalati o hanno avuto casi di animali morti o deformi perciò, capisco che tu sia preoccupato di difendere l’economia e l’immagine del territorio, però abbi almeno rispetto dei tuoi concittadini che hanno subito gravi danni senza conoscerne la causa. Ti assicuro che chi non vive a Quirra non parla di voi come se foste il Cotolengo ma, semplicemente, vorrebbe sapere la verità da parte di chi può dare risposte, per il bene di tutti, per la salute di tutti, niente di più.

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