Quattordici donne. E la mucca Carolina?

21 Ago

«Il pensiero di essere soltanto di una donna mi era inconcepibile. C’è stato un periodo che avevo quattordici donne, e ne prendevo tre-quattro per sera, una dopo l’altra. Una sera alle 8 la Rismondo, alle 9 la Sarfatti, alle 10 la Magda, pianista bretone, e poi all’una una brasilera terribile. Questo ti dà l’idea della mia sessualità» (Benito Mussolini a Claretta Petacci)*. Così scriveva il nostro Gallo Supremo una settantina di anni fa, alla sua “presa” mancavano solo la mucca Carolina e Gina la gallina ma, probabilmente, avranno soddisfatto la sua virile voracità sotto forma di bistecca o di polpetta, anche perchè sempre di carne da macello e di voglie si trattava. Sono passati, più o meno, settant’anni da quando Mussolini dava l’esempio ai maschi italici (i quali, con entusiasmo, lo seguivano) e dettava la linea di comportamento alle donne della Nazione (tutte potenziali fattrici, salvo essere messe in manicomio in caso di richiesta di riconoscimento dei figli procreati insieme allo stesso Super Gallo) eppure, dopo tanti anni, il modello Dux sembra essere tornato in voga nel nostro Paese, ammesso che mai sia andato fuori moda. Basta dare un’occhiata  ai giornali, guardare la televisione, seguire le virili avventure dell’attuale Galletto siliconato, o leggere le terribili notizie di cronaca degli ultimi mesi che ci raccontano di donne di tutte le età usate, abusate, fatte a pezzi come carne da macello da uomini che, pur avendo una mentalità mussoliniana, si ritrovano a vivere in un mondo in cui le donne sono e si sentono libere di vivere come credono e pure di dire qualche “no”. Forse, una nuova, pacifica, tenace battaglia delle donne e il sostegno di uomini intelligenti e coraggiosi potrà aiutare questo Paese a fare qualche passo avanti. Forse.

(*su IoDonna, inserto del Corriere della Sera, di questa settimana)

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17 Risposte to “Quattordici donne. E la mucca Carolina?”

  1. No Blogger 23 agosto 2010 a 9:59 pm #

    ..e prova a cercare che cosa faceva Mao alle cinesine sotto i 12 anni che gli portavano i satrapi del Partito. Sarò pessimista, ma forse anche la Mucca Carolina può dare una mano a ‘sto Paese e anche all’Estero.

  2. giraffa 24 agosto 2010 a 2:52 pm #

    No Blogger, tesoro ( 😀 ) mi fai l’esempio di un personaggio che non aveva nulla da imparare da Mussolini, quanto ad esaltazione di sè e a scarso rispetto per il genere umano. Però, se parliamo di uguaglianza senza distinzione di sesso, sarebbe il caso di fare qualche passo avanti, e prendere come esempi Paesi nei quali la parità è una realtà non solo una bella idea.

  3. No Blogger 24 agosto 2010 a 10:40 pm #

    penso che – molto semplicemente – sarebbe opportuno lasciare ‘sti personaggi alla storia e guardare avanti, risolvendo giorno per giorno i problemi che si presentano, in questo e negli altri campi della vita sociale. Il mitico “Chi” della berlusconian casa blatera del “galletto di Palazzo Grazioli”? Lo si prenda per quel che è, una cialtronata e nulla più. Perchè dargli tutta questa importanza? Bisogna “fare” informazione senza curarsi di questi miserabili.

  4. giraffa 25 agosto 2010 a 10:00 pm #

    No Blogger, darling, non è ignorando un problema che lo si risolve e, dal momento che sul monte non si fa informazione ma, più modestamente, riflessioni e pensieri, credo si possa dare uno sguardo alle vecchie storie, confrontarle a quello che accade oggi in Italia (e non sulle pagine di “Chi”) per provare a capire come mai l’evoluzione della nostra specie italica non ha ancora portato ad una parità completa tra uomini e donne, tutto qui.

  5. No Blogger 26 agosto 2010 a 10:33 am #

    e quando avrei detto di ignorare il problema? Dico che non bisogna farsi condizionare. Quanto all’atteggiamento molte volte sono le donne ad avallarlo: http://www.repubblica.it/politica/2010/08/26/news/donne_pdl-6516757/?ref=HREC1-2

  6. Franz 26 agosto 2010 a 11:18 am #

    Cara Giraffa, vorrei stemperare questa piccola polemica dedicandoti un’immagine che ho scattato pochi giorni fa nelle Dolomiti, e che ritrae una ‘Carolina’ nella più antica e materna delle sue attività (clicca qui).
    Ti ringrazio anche di non esserti dimenticata, come una comprensibile passione porta molte donne a fare spesso, che esistono comunque, fra gli uomini di genere maschile, alcuni esemplari ‘intelligenti e coraggiosi’.

    Un’affettuosa, amichevole pacca sul lungo collo.

  7. kalojannis 28 agosto 2010 a 10:52 pm #

    Il discorso parità dei sessi è molto complicato… sono ovviamente per l’eliminazione di ogni discriminazione ma penso anche che le donne, nel corso degli ultimi anni, nel tentativo di eliminare ogni diseguaglianza con gli uomini, si siano appropriate più dei (tanti) difetti dell’altra metà del cielo piuttosto che dei (pochi) pregi dei maschietti 😉

  8. copyman 29 agosto 2010 a 12:58 pm #

    L’icona della donna-oggetto sessuale (ad eccezione, forse, delle più strette congiunte) da usare e/o da esibire non è mai tramontata: si era solo temporaneamente eclissata e ora conosce uno sfacciato revival.
    In questo fenomeno c’è sicuramente una subcultura veteromaschilista di ritorno che ha il suo epicentro “politico” nell’attuale classe dirigente.
    Il punto, però, è che cos’è cambiato nella società italiana per rendere (quasi) accettabili atteggiamenti e comportamenti che, di fatto, degradano la donna ad accessorio, a essere decorativo tanto più gradevole se muto, adorante e disponibile?
    Erik Gandini direbbe che è il frutto di quanto è stato seminato in 30 anni di videocrazia, ma è davvero tutto qui??

  9. giraffa 29 agosto 2010 a 4:22 pm #

    * No Blogger, naturalmente, in alcuni casi c’è anche la zampa (o meglio, la lingua biforcuta) delle donne, però nel caso della Tulliani il piccolo imperatore ha messo in campo i suoi uomini più eleganti (Gaucci, Feltri, Sgarbi..). In ogni caso, si tratta di progredire insieme, uomini e donne, tenendo presente che qualche problemino ce l’abbiamo.

    * Franz, per fortuna, la maggior parte degli uomini sono intelligenti e sanno controllare i propri istinti ma, ovviamente, avvertono meno il problema, le donne vivono sulla pelle le tracce di maschilismo che ancora sopravvivono nel nostro Paesello e per questo motivo, a volte, come scrivi, quando leggono certe cose si fanno prendere dalla “passione” 😉

    * Kalojannis, spesso per sopravvivere in un modo di uomini bisogna usare gli stessi atteggiamenti, e per molte donne donne questa trasformazione è una fatica psicologica che si aggiunge a quelle quotidiane. Da poco ho sentito un uomo, un libero professionista, dire ad una sua collega (che doveva correre ad allattare il suo bambino di pochi mesi) “ma voi non dovete averne figli, se volete fare questo lavoro”, e nella maggior parte dei casi, infatti, le donne rinunciano al lavoro o ai figli, gli uomini invece non sono costretti a fare questa scelta, ecco, questa è un’ingiustizia 🙂

    * Copy, cosa è cambiato o cosa non è cambiato? L’attuale classe dirigente è quella che è, però in tutti questi anni, per esempio, anche in politica le donne sono state lasciate ad ammuffire nelle sedi dei partiti, a sognare la Svezia.

  10. giraffa 29 agosto 2010 a 4:23 pm #

    E vorrei aggiungere che è comunque un piacere dialogare, anche solo virtualmente, con voi maschiacci 😀

  11. No Blogger 29 agosto 2010 a 7:55 pm #

    ..e più di 200 ragazze vanno a riverire (a pagamento) un dittatore come Gheddafi: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/27/visualizza_new.html_1789849644.html
    che pensare?

  12. giraffa 29 agosto 2010 a 9:39 pm #

    Che pensare? Già lo scorso anno avevo scritto come la pensavo sul teatrino allestito in onore del dittatore da parte del nostro capo del governo. Purtroppo, quest’anno il mio neurone sovradimensionato non mi aiuta a trasformare in post il fastidio che provo nel vedere come siamo ridotti male a causa, ammettiamolo, di un uomo privo di decenza. Penso che, sicuramente, in un Paese civile, non sarebbe accaduto e nessun governante avrebbe organizzato un evento nel quale i cavalli e le donne hanno lo stesso scopo, ossia rallegrare l’ego di un uomo.

  13. copyman 30 agosto 2010 a 12:34 pm #

    Roba da vomito: un ministro degli esteri ridotto al rango di lacchè che controlla pennacchi e cavalli, con il tocco finale di un’infornata di ragazze affittate per uno spettacolino obbrobrioso a beneficio della TV di stato libica…

  14. lagiraffa 31 agosto 2010 a 6:36 am #

    Hanno fatto bene, è un modo intelligente di reagire. Anche se, lo ammetto, se fossi stata da quelle parti, probabilmente qualche pomodoro avrei provato a tirarglielo, pacatamente 😀
    Copy, mi sono accorta solo ora che il tuo commento era finito nello spam, forse perchè c’era solo il link, sai com’è, il sig. WordPress è un pibinco!

  15. No Blogger 31 agosto 2010 a 10:16 am #

    penso che renda molto bene l’idea

    La velina islamica (La Repubblica, 31/8/2010)
    di Gad Lerner

    Ci mancava la velina islamica, dopo la donna tangente. Degna commistione fra due paesi mediterranei diversamente retrogradi, ma entrambi contraddistinti dall’abitudine a trattare la femminilità come ornamento del potere.
    Naturale quindi che anche la velina islamica sia vincolata alla consegna del silenzio, come il suo corrispettivo che va in onda a ogni ora del giorno e della notte sulle tv del belpaese. Il silenzio è requisito della sottomissione, e come tale lo impone la zelante agenzia Hostessweb, pena il mancato pagamento delle centinaia di ragazze scritturate a modica tariffa, confidando sul loro bisogno di lavorare.
    La religione, com’è ovvio, non c’entra nulla. Nessun buon musulmano prende sul serio Gheddafi, né il suo appello alla conversione islamica dell’Europa.Se davvero la suprema Guida della Jamahiriyya fosse mosso da intenti di proselitismo, avrebbe convocato intorno a sé un pubblico misto di interlocutori, non si sarebbe rivolto a un’agenzia di hostess precisando che servivano signorine bella presenza, provocanti ma non troppo, secondo il gusto maghrebino.
    C’entra invece, eccome, il bisogno di dimostrare che la grazia e la sensualità possono essere comprate col denaro. Il dittatore libico si rivolge al suo popolo prospettandogli la meraviglia delle belle donne da marito di cui l’Italia è percepita anche laggiù come il giacimento. Lui può permettersele, i suoi sudditi vedremo.
    Nessuna altra capitale europea avrebbe tollerato il ripetersi, per tre volte in un anno, di una simile esibizione. Ma l’Italia è la patria delle veline, dove d’estate è normale che un sedicente rivoluzionario autore televisivo impieghi pure anziane signore nella parodia ossessiva dell’avanspettacolo, e dove perfino il capo del governo rincorre il mito dello sciupafemmine per sentirsi amato. Perché negarci dunque l’eccesso fantasioso della velina islamica?
    Nonostante gli oltre quarant’anni ininterrotti al potere, in fondo Muammar Gheddafi resta pur sempre meno anziano rispetto al nostro presidente del consiglio. Hanno in comune la maschera patetica di chi insegue la longevità con camuffamenti giovanilistici. Da questo punto di vista, sono leader intercambiabili.
    Se oggi Berlusconi minimizza di fronte allo squallore dei raduni di giovani femmine italiane sottomesse, che Gheddafi non oserebbe mai convocare in un santuario di preghiera islamica, e si limita a definirli “folklore”, non è solo per imbarazzo diplomatico. Lui che per anni ha esercitato un indubbio potere seduttivo sulla maggioranza delle donne italiane, soffre di una vera e propria mutilazione culturale: vittima del suo stesso anacronismo, gli è preclusa la sensibilità necessaria anche solo a figurarsi le donne al di fuori di una dimensione subalterna. Gli verrebbe più facile parlare arabo che notare un evidente problema nazionale come la dignità femminile calpestata.
    Ora Gheddafi, aspirante colonizzatore di Roma, viene a dirci che in Libia le donne sono più libere che in Occidente. Immagino che lui e il nostro premier scherzeranno, in privato, di tale fandonia. Per quanto tempo ancora?

  16. giraffa 1 settembre 2010 a 5:00 pm #

    sì, rende l’idea

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