La comare Tronchetti Provera.

19 Giu

E, alla fine, giunse la spiegazione dei motivi che spinsero una società come la Telecom ad intercettare illegalmente, le telefonate dei propri abbonati e non solo: «una gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare non già l’azienda come tale ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo». Il suo presidente all’epoca dei fatti, era una vecchia comare, inacidita dall’età e, perciò, oltre che pettegola pure tignosa e vendicativa. Niente di nuovo, per carità, è un italiano medio, altrimenti non si spiegherebbero le vendite di giornali che mostrano con mille sequenze fotografiche in quale modo si grattano il fondoschiena i vips. Ma lui, la comare Tronchetti, si è spinto un po’ più in là, avendo a disposizione mezzi (finanziari e non solo) che gli hanno permesso di origliare dalla porta degli ignari cittadini senza alcun filtro, il sogno di ogni pettegolo che si rispetti il quale, purtroppo, si è sempre limitato a guardare dal buco della serratura. Gli altri, ossia gli sfigati costretti ad intrufolarsi subdolamente nelle vite degli altri e ad ascoltare gli affari loro, semplicemente eseguivano gli ordini della comare suprema che, a differenza delle comari comuni, aveva a disposizione tutto il materiale necessario per tenere a bada parecchia gente: imprenditori, giornalisti scomodi, parenti birichini, politici. Tronchetti Provera, probabilmente, non avrà alcuna conseguenza per aver violato la riservatezza delle vite altrui, e continuerà a fare il dirigente d’azienda, d’altra parte non è mica un giudice che intercetta un povero mafioso.

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=141934

http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_14/dossier-telecom-vertici-consapevoli-gup_98e68ae0-77a3-11df-9d1c-00144f02aabe.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tronchetti_Provera

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4 Risposte to “La comare Tronchetti Provera.”

  1. speradisole 20 giugno 2010 a 10:02 am #

    Nel nostro paese essere “qualcuno”, far parte della cosidetta classe dirigente, è la patente per combinare qualsiasi corbelleria senza “pagare dazio” come direbbe Bersani.
    Ricorderai che, ai tempi dell’agente “betulla” alias il giornalista Farina, con le intercettazioni si cercava di cogliere frasi spezzate, per dire che Prodi era una agente del KGB.
    Chi intercetta ed ascolta perchè è proprietario di un mezzo come la Telecom, lo fa o lo lascia fare, per scoprire chissà che cosa ai danni dell’avversario politico, fa davvero un uso improprio di un mezzi di cui dispone. E’ come se chi fabbrica le macchine si sentisse autorizzato ad investire tutti i pedoni che si trova davanti quando è al volante.
    La magistratura invece, intercetta per scoprire mafiosi, ladri, usurari, pedofili, malfattori di ogni genere.
    Le due cose sono su piani totalmente diversi.
    Altro che comare, giraffa, qui siamo a parti opposte dell’uso delle intercettazioni.
    E la legge che stanno facendo per impedire l’uso delle intercettazioni ai magistrati, non dice niente sull’uso improprio che ne può fare chiunque sia il padrone di tali mezzi o ne consenta l’uso a fini di personali interessi. Perchè?
    Grazie, giraffa, di aver ricordato questi episodi. Noi abbiamo la memoria corta e spesso neppure la memoria.
    Un abbraccio. Ciao.
    P.S. E’ bella l’estate sul monte. Le messi sono state raccolte, e la terra riposa, finalmente.

  2. No Blogger 21 giugno 2010 a 7:07 am #

    il mondo è pieno di piccoli e grandi “tronchetti”, efficienti o aspiranti..talvolta finiscono segati…

  3. giraffa 21 giugno 2010 a 2:37 pm #

    * Speradisole, esattamente, rispetto ad un magistrato che intercetta un mafioso o uno stalker, il nostro T.P. rimane una comare 😉
    P.S. sul monte, tira un’aria ancora fresca, ma il grano matura lo stesso!

    * No Blogger, e meno male..

  4. INeuropa 28 giugno 2010 a 1:01 pm #

    Dossier illegali Telecom: Tronchetti Provera sapeva.

    Articolo tratto dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/9242

    Il presidente Pirelli Marco Tronchetti Provera dichiara: «sono totalmente estraneo a qualunque attività illegale in Telecom».

    Stando alla sentenza del GUP Dott. Mariolina Panasiti del Tribunale di Milano invece le cose non starebbero proprio così. Tra gli imputati eccellenti ci sono in prima linea Telecom Italia Spa, Pirelli Spa e lui. Marco Tronchetti Provera.

    Il Giudice per l’udienza preliminare Dott. Mariolina Panasiti ritiene che “…le manovre contestate agli imputati Tavaroli, Iezzi, Ghigni non sono la risultanza di una loro autonoma ed autoreferenziale scelta di procedere alla acquisizione di informazioni ovvero alla esecuzione di intrusioni informatiche all’unico fine di stornare risorse economiche dalle società Telecom e Pirelli … essendo emerso, in maniera del tutto univoca, che le richieste di acquisizione di informazioni e di intrusione informatica erano attività strettamente pertinenti a scelte aziendali, nelle due aziende pienamente condivise e conosciute, idonee a soddisfare ed a corrispondere a specifici interessi delle due società e del gruppo dirigente, che in quegli anni era rappresentato dalle medesime persone, nella specie il Presidente Marco Tronchetti Provera e l’Amministratore Delegato Carlo Buora… le società Telecom e Pirelli erano perfettamente consapevoli, non soltanto attraverso gli organi apicali della security , Tavaroli, Iezzi, eventualmente Ghigni per uno specifico settore, ma anche complessivamente nell’ambito aziendale, a tutti i livelli, e soprattutto da parte degli uffici preposti al pagamento delle fatture…”.

    Secondo il GUP le operazioni di “dossieraggio” fatte da Tavaroli, Iezzi e Ghigni nell’interesse delle “due società e del loro gruppo dirigente” era un fatto evidente già durante le indagini preliminari. In una relazione della Guardia di Finanza, ed alcuni audit interni di Telecom Italia e un report di KPMG emergevano con chiarezza le responsabilità del Presidente Marco Tronchetti Provera.

    Non a caso, dopo approfondite indagini investigative delle autorità inquirenti era stata totalmente eslcusa la sussistenza del reato di ‘appropriazione indebita’ in quanto, come s’è visto, essendo state le somme asseritamente sottratte usate per finalità e interessi delle due società e nella piena consapevolezza delle stesse manca la condotta appropriativa costituente il delitto. A sostegno di tale tesi il GUP svolge la seguente osservazione: “…fin dalla fase dell’inizio delle indagini del G.I.P. Dott. Gennari, invero, pare univocamente evidenziato che le operazioni complessivamente realizzare in concorso tra i funzionari della security (Tavaroli, Iezzi, Ghigni) e i titolari delle agenzie investigative (Cipriani, Bernardini, Spinelli) lungi dal poter essere riportate ad iniziative esclusive ed autonome dei diretti imputati, realizzate, secondo l’ipotesi accusatoria formulata, da una ‘security impazzita’ al fine di drenare risorse dalle due società Telecom e Pirelli, siano state in realtà eseguite sulla scorta di un interesse aziendale alla esecuzione delle operazioni, talora di un interesse pressoché esclusivo del Presidente delle due società, in ogni caso nell’ambito di una gestione dei compiti e dei ruoli della security pienamente conosciuta, ma anche condivisa a livello aziendale sia a livello di vertici della azienda, sia a livello dei vari funzionari e quadri… si percepisce a piene mani che si trattava di operazioni finalizzate espressamente a perseguire intenti di protezione delle due società, in un periodo in cui vedevano un unico Presidente, che trovavano la loro individuazione esclusivamente con riferimento a personaggi che, nella politica ovvero nel mondo finanziario, erano ritenuti ‘ostili’ alle due aziende, ovvero in particolare al Presidente Tronchetti Provera… le attività investigative contestate sono state realizzare con le società e per esse i suoi vertici, pienamente consapevoli di quanto si andava realizzando (al riguardo va precisato che tale consapevolezza può estendersi, sulla scorta degli atti acquisiti, alla esecuzione degli accertamenti da parte delle agenzie investigative, nondimeno non può tout court ampliarsi immediatamente, allo stato, alla consapevolezza da parte del management dei metodi assai spesso illeciti con cui le informazioni venivano acquisite) da parte del settore security … gli ingenti costi per la esecuzione delle operazioni, ivi compresi i costi che le aziende e la Procura assumono essere frutto di appropriazione indebita da parte degli imputati sopra indicati, sono stati invece pienamente approvati dalle aziende, sono stati inseriti nei bilanci (e si badi bene, si tratta di società quotate in borsa), approvati dal Consiglio di Amministrazione, dal Collegio Sindacale, con Bilanci sottoscritti dall’A.D. e dal Presidente delle sue società…”.

    Pensate che solo il budget annuo complessivo della Funzione Security (che attenzionava cani e porci) passò da 8,6 milioni di euro del 2002 ai 61,8 milioni di euro dell’anno 2005. Addirittura nell’anno 2004 risulta che la security Telecom, per le attività intelligence e di dossieraggio illegale ha sforato il budget del doppio spendendo (dai 60 milioni di euro stanziati) oltre 120 milioni di euro. Fiume di denaro registrato nei bilanci delle due società di Tronchetti Provera. In entrambi i Consigli di Amministrazione sia di Telecom Italia Spa che di Pirelli Spa sedevano l’A.D. Buora ed il Presidente Marco Tronchetti Provera “ …. i quali hanno approvato il bilancio dei due diversi settori security delle due aziende senza alcun rilievo di sorta (né da parte loro né da parte di eventuali collaboratori specificamente preposti alla preparazione del bilancio…) per le spese effettuate, approvando tra l’altro anche il bilancio relativo all’anno 2004, in relazione al quale la Security di Telecom ha sforato il budget del doppio…”.

    C’è anche la strana storia del “Conto del Presidente” di cui il Presidente non sapeva nulla. Su cui transitavano fior di miliardi. Aperto ed utilizzato ad sua insaputa (ricorda vagamente la casa del Ministro Scajola) . In riferimento al “Conto del Presidente” ed alla consapevolezza dello stesso da parte del Presidente Marco Tronchetti Provera il Giudice Panasiti scrive: “…il cosiddetto Conto del Presidente ovvero il Conto del ‘Top management’ gestito da Velente è una realtà, e non già un’indicazione fantasiosa pervenuta dal Ghigni ovvero dal Tavaroli, è circostanza che deve essere ritenuta pacifica anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente delle due società all’epoca dei fatti, Marco Tronchetti Provera, rese in sede di esame in fase di indagini, il quale, pur nel permanere nel suo ostinato diniego di ogni consapevolezza di quanto accadeva nelle aziende da lui – almeno formalmente – gestite, financo nella consapevolezza di quegli elementi di conoscenza comunemente condivisi in azienda da dipendenti e dirigenti dei più diversi livelli, ed addirittura portati alla conoscenza della collettività in convention di security … ha ammesso che effettivamente vi era presso Telecom un conto chiamato ‘del Presidente’ di cui nondimeno lui non sapeva nulla…”

    Cioè, in Telecom, dal “Conto del Presidente” uscivano 120 milioni di euro per pagare i dossieraggi le intercettazioni illegali, tutti – dal top management sino all’ultimo fattorino – sapevano tranne lui. Il Presidente. Marco Tronchetti Provera. Lui ignorava totalmente.

    Non sapeva nulla neanche del c.d. “sistema di preallarme” installato su tutti i telefoni dei dirigenti di Telecom Italia e Pirelli (nonché di Tronchetti Provera) un sofisticato sistema che rileva con discrezione l’intercettazione da parte dell’Autorità Giudiziaria. Ignorava parimenti l’esistenza del “Tiger Team”, nucleo di specialisti informatici in Telecom che con una diavoleria di software ha rubato le email e i documenti dagli hard disk dei concorrenti di Telecom (e delle persone sgradite a Tronchetti Provera). Nel verbale di udienza del 26 marzo 2010 la deposizione di uno di questi haker. Fabio Ghioni: “…il management di Telecom aveva deciso di esplorare la via dell’intelligence fatta in modo telematico, per poter avere dei vantaggi competitivi, nei confronti di potenziali concorrenti…”.

    Insomma un’altra spy story sul modello di Coeclerici Spa (non a caso Tronchetti Provera e Paolo Clerici son in affari).

    E allora ci sia consentito di scomodare anche stavolta il Prof. Vincenzo Roppo.

    Il teorema Roppo nel CIR-Finivest case: “ … Silvio Berlusconi non poteva non sapere della corruzione del giudice Vittorio Metta, chiamato nel 1991 a decidere chi dovesse controllare la casa editrice Mondadori. Perchè i soldi finiti al giudice venivano da un conto estero della Fininvest, e Berlusconi era all’epoca il numero uno del Biscione … Sarebbe assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito per finalità corruttive senza che il dominus della società, dai cui conti il bonifico proviene, ne sia a conoscenza e lo accetti. Pertanto è da ritenere che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva, corresponsabilità che come logica conseguenza comporta la responsabilità della stessa Fininvest…

    E Quindi? E quindi è “… assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani…” che 120 milioni di euro “… siano disposti ed eseguiti per finalità illegali senza che il dominus della società ne sia a conoscenza e lo accetti…” I vertici di Telecom e Pirelli “ …non potevavo non sapere … e pertanto è da ritenere che siano corresponsabili della vicenda illegale, corresponsabilità che come logica conseguenza comporta la responsabilità della stessa Telecom e Pirelli e del suo Presidente Marco Tronchetti Provera.

    Il magistrato della Procura di Milano Mariolina Panasiti potrebbe tranquillamente fare copia/incolla delle sentenza CIR/Fininvest, sbianchettare Fininvest/Berlusconi e scriverci sopra Telecom-Pirelli e Marco Tronchetti Provera.

    Doc. pdf. “Decreto Giudizio Telecom Spa”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/decreto_giudizio_telecom_dossier.pdf
    Doc. pdf: “Verbale Udienza Preliminare Telecom”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/verbale__udienza__preliminare_telecom_dossier.pdf
    Doc. pdf: “Avviso conclusione indagini Telecom”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/avviso_conclusione_indagini_telecom.pdf
    Doc. pdf: “Telecom Corte Costituzionale”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/telecom_corte__costituzionale.pdf
    Doc. pdf: “Richiesta Rinvio a Giudizio Telecom”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2010/richiesta_rinvio_giudizio_telecom.pdf

    Link correlati:

    – “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA – Desecretati dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET”
    http://piemonte.indymedia.org/article/1347
    – “Mafioso è bello” (parola di COECLERICI)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/1700
    – “Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/8908
    – “VINCENZO ROPPO Story: notula da 14 milioni di Euro per CIR”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6348
    – “Sentenza CIR- MONDADORI – Il boomerang di Roppo”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6030
    – “Banca CARIGE: ecco come rubano i dipendenti infedeli”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/9167
    – “C’è un avvocato infedele e traditore (uno solo?)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/8067
    – “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520
    – “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/8981
    – “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5620
    – “ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE”
    http://piemonte.indymedia.org/article/3566
    – “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6464
    – “La Repubblica (CIR Group): ecco come funziona la fabbrica del fango”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/8579
    – “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/6564
    – “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6178
    – “SISMI e IRANIANI – Prima si spiano poi gli si tende la mano”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/5025
    – “IRASCO: ecco come gli iraniani hanno beffato gli USA”
    http://piemonte.indymedia.org/article/7505

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