Gelmina e i diritti civili.

1 Mag

Dunque, il fatto che una abbia avuto una settimana impegnativa e abbia trascorso il primo maggio a divertirsi con la burocrazia infernale di questo Paese, potrebbe influire sul suo atteggiamento nei confronti di certe perle di intelligenza fissate per sempre sulla carta di un giornale e, ovviamente, su chi le ha sfornate. Il fatto che quella della settimana impegnativa sia io, mi sembra quasi superfluo scriverlo, però mi sembra opportuno precisare che le perle di intelligenza regalate al mondo sono, invece, di una neo mamma famosa: la nostra ministra dell’istruzione Maria Stella Gelmini, che io amo chiamare Gelmina, perché è un nome più dolce e tenero e le si addice. Ebbene, Gelmina ha faticato tanto per arrivare dov’è; per esempio, ha sudato sette camicie per essere abilitata alla professione forense, avendo dovuto attraversare a piedi, senza scarpe e senza calze, tutto lo stivale (da Brescia a Reggio Calabria) pur di sostenere l’esame in un luogo dove, come ci ha raccontato la cronaca, le commissioni erano particolarmente disponibili e comprensive; per fortuna, però, ha avuto la botta di culo il doveroso riconoscimento per l’impegno profuso in politica per il bene del popolo italiano, diventando ministro; insomma, lei mica è come tutte le altre donne, lei è una che sa cosa è la fatica. Per questo, ha scelto di tornare tra i colleghi ministri appena uscita dalla sala parto. Lei è fatta così, è una dura, una che non conosce privilegi, è una sorta di Walker Texas Ranger al femminile, mica come le altre donne, “privilegiate” da inutili congedi di maternità mentre sarebbe così bello e giusto per tutte uscire dalla sala parto e presentarsi puntuali sul posto di lavoro, essere attente, precise, briose, tra una poppata e l’altra. Naturalmente, dopo la famosa settimana, il mio atteggiamento nei confronti della neo mamma non può che essere estremamente positivo (e in genere non uso il termine “estremamente”, lo faccio solo quando mi sento buona) perciò in alternativa al napalm di qualche post addietro, mi permetto di dare qualche suggerimento alla ministra Gelmina, un modo molto utile per dare il suo contributo alla nazione, senza perdere nemmeno un minuto all’uscita dalla sala parto: andare a piedi fino in Groenlandia a preparare granite per gli inuit; cercarsi un lavoro; imparare a collegare il cervello alla bocca prima di aprirla. Peace&love.

Questa è la perla di saggezza (dal sito Corriere.it) :

Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa.
Lo giudico un privilegio.

Un privilegio? Non è un diritto?
Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici.

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11 Risposte to “Gelmina e i diritti civili.”

  1. No Blogger 1 maggio 2010 a 11:03 pm #

    circa l’8-12% degli esseri umani, a seconda dei tempi, delle stagioni, delle congiunzioni astrali, del tasso d’umidità dell’aria, nasce per parto anale. Ciò non comporta dei limiti per il “successo” nella vita, ma si evidenzia in tante piccole e grandi cose. Ecco un probabile esempio 🙂

  2. Manfredi 2 maggio 2010 a 10:29 am #

    Credo che per la Gelmini sia anche un privilegio il fatto di partorire con dolore.

  3. lagiraffa 2 maggio 2010 a 11:02 am #

    * No Blogger, perdona la mia brutalità (è sempre colpa della burocrazia, sia chiaro) ma starai forse insinuando che la nostra eroina è una stronza?? 😆

    * Manfredi, naturalmente immagino che pure quello sia un lusso che lei non si è potuta permettere 😉

  4. No Blogger 2 maggio 2010 a 1:26 pm #

    ma, non saprei..ma sembrano sussistere numerosi indizi in tal senso 😛

  5. kalojannis 2 maggio 2010 a 2:49 pm #

    Non credo che quelle dichiarazioni merito alcun commento da parte di persone dotate di cervello.
    Chi l’ha intervistata? Il Corriere? Ah, vabbè, allora è tutto chiaro…

  6. lagiraffa 2 maggio 2010 a 8:24 pm #

    Kalojannis, sì l’intervista è sull’inserto del Corriere, però la risposta l’ha data lei 😉 il fatto che una persona con una mentalità del genere sia messa dov’è a governarci mi fa abbastanza impressione..

  7. kalojannis 2 maggio 2010 a 9:34 pm #

    Infatti questo governo dovre essere presieduto da Jorge Romero o Dario Argento!!! Degno regista di un film che fa impressione, genere horror 😆

  8. Regina Madry 3 maggio 2010 a 3:41 pm #

    stronza.
    (non posso dilungarmi perchè i miei 2 bambini reclamano, in questo infinito pomeriggio di privilegio)

  9. No Blogger 3 maggio 2010 a 9:36 pm #

    o Cielo! Madry l’ha detto 😛 Pare che – tecnicamente – possa definirsi così 😮

  10. speradisole 6 maggio 2010 a 11:04 am #

    Abbiamo sempre pensato che il periodo di astensione dal lavoro fosse una conquista di civiltà, un diritto riconosciuto alle donne che lavorano e persino un obbligo, come le ferie, cui il lavoratore non può rinunciare. E invece no!
    La Gelmina, non intendendo mollare, nemmeno dopo il parto, il ministero che ha conquistato a 35 anni, non trova di meglio che colpevolizzare le lavoratrici dipendenti per il lusso dell’astensione obbligatoria.
    Chi gode dei ghiotti privilegi del potere chiama “privilegiate” le donne che si arrabattono per mandare avanti, spesso con salari da fame, il lavoro e la famiglia.
    Io esigo le scuse da questo ministro, per la sua dichiarazione contro di me. Mi ha offesa profondamente.
    Ciao Giraffa, arrivederci.

  11. lagiraffa 6 maggio 2010 a 5:49 pm #

    Credo proprio che la Gelmina meriti una risposta da parte di una madre “privilegiata”, magari l’aiuterebbe a ragionare. Arrivederci, cara Speradisole.

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