Scusi, mi sa dire l’ora?

28 Feb

In Italia abbiamo un problema piuttosto serio: gli orari. Infatti, da qualche decennio si è diffusa la deprecabile abitudine di fissare degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, degli uffici privati e pubblici, addirittura delle scuole, che aprono ad una certa ora e chiudono sempre ad un orario prefissato, da chissà chi e chissà per quale motivo, valle a capire certe abitudini. Una volta, per esempio, ricordo di essere andata in un negozio di intimo sfizioso, per comprare un baby doll leopardato da regalare alla mia cugina gazzella (eh, famiglia allargatissima) ma, siccome, sono andata dopo l’orario di chiusura, le commesse mi hanno fatto una pernacchia e la mia cuginetta si è dovuta accontentare di un pacco di cioccolatini, buoni, per carità ma per la “notte in savana” che aveva in programma sarebbe andato meglio il leopardo. Sono gli inconvenienti delle barbare abitudini degli orari. Se, per esempio, a qualcuno dovesse capitare di dover notificare urgentemente un atto giudiziario, dovrebbe informarsi bene sulle pessime abitudini degli uffici notifiche della sua città, per sapere entro quale orario lo sportello accetta quell’atto, in caso contrario rischierebbe di sentirsi dire dai vili marrani “a noi non interessa se non ha fatto in tempo, non è un problema che ci riguarda, gli atti urgenti li riceviamo solo fino alle dieci”. E, in quel caso, l’urgenza dell’atto viene ridimensionata a causa della pessima abitudine italiana degli orari. Ci vorrebbe un decreto legge che migliorasse la situazione, che abolisse questa pratica aberrante ma, immagino, per farlo dovrebbe accadere qualcosa di eclatante, un caso straordinario di necessità ed urgenza, che so, magari un partito politico potrebbe essere escluso dalle elezioni  perché un povero disgraziato è andato a mangiarsi un panino e mentre lo sbranava i marrani del tribunale gli hanno chiuso lo sportello, e così non gli è stato possibile depositare la lista, per colpa di quella orrenda abitudine degli orari. Eh, sì, in quel caso, si potrebbe pensare ad un bel decreto, altrimenti, pernacchia e pacco di cioccolatini.

10 Risposte to “Scusi, mi sa dire l’ora?”

  1. alanford50 a 3:13 am #

    Mia cara Giraffa, se così non fosse, tutto sarebbe fermo in attesa di probabili avvenimenti, alla stazione i treni non partirebbero mai per aspettare eventuali ritardatari, idem per gli aerei e per tutti i mezzi di trasporto pubblici, ma anche il prete la domenica dovrebbe aspettare ad iniziare a dire messa, anche lui in attesa di eventuali ritardatari, persino la scure del boia dovrebbe fermarsi in attesa di un’eventuale cambiamento di pena, insomma il mondo si fermerebbe se si dovessero aspettare i ritardatari, quindi chi c’è c’è e per gli altri TIE’ (classico gesto dell’ombrello), ahahah, la vita a le dura e la pagnota a le mai sicura..ahahah.

    Proprio te cara Giraffa che vivi nella giungla dovresti ben saperlo che se un giorno la gazzella arriva in ritardo nella savana può anche essere che nel frattempo un leone muore di fame.

    TIC TAC TIC TAC il tempo scorre inesorabile pensa cosa accadrebbe se dopo un TIC non ci fosse il relativo TAC (eventualmente ritardatario) non oso pensare a quale cataclisma assisteremmo…ahahah

    Ciaooo neh!

  2. giraffa a 6:44 am #

    Alan, la mia era solo una presa per i quarti posteriori di chi rischia di saltare le elezioni per incapacità di rispettare gli orari e le regole che tutti rispettiamo!

  3. kalojannis a 9:51 am #

    Secondo me sono stati i comunisti a sabotare gli orologi di Roma… o le toghe rosse… o il duo Travaglio-Santoro… o tutti lorSignori insieme, al fine di sabotare il partito dell’Amore…

  4. No Blogger a 9:55 am #

    ..e tte pareva, ma lo sanno tutti che l’orologiai romani so’ tutti comunisti! è ‘na conggiura! l’anima de li mortacci loro 😛

  5. No Blogger a 1:22 pm #

    an’vedi che stava a magnà er panino, stava a fà merenda: http://www.apcom.net/newspolitica/20100301_084502_1871453_83664.html ‘sti trucidi… 😛

  6. giraffa a 9:57 pm #

    Kalojannis, mi sa che sono bravissimi a sabotarsi da soli!

    No Blogger, secondo me, visto il tempo che ci ha impiegato, s’è fatto du spaghi.. 😛

  7. alanford50 a 3:01 am #

    @GIRAFFA

    Lo so ben che era una presa per i quarti posteriori, tant’è che anche io ho voluto calcare la mano e rifilare un bel paio di sberloni su quei quarti posteriori.

    Avevo più volte sentito persone che avevano perso un’occasione per un “attimino”, per un “secondino”, per un “minutino”, ma per un “panino” mai, hanno dimostrato con quale attenzione e senso politico fanno le cose, ma d’altra parte cosa ci si può aspettare da uno che in origine era socialista (quindi quasi comunista) passato poi a FI e dopo è stato promosso pesce piccolo nel PDL.

    E poi diciamocelo, quando quel certo languorino ti prende lo stomaco e non ci vedi più dalla fame, e tutto sommato non hai nulla di importante da fare, ma perchè rinunciare…………un panino è quello che ci vuole no? chi non avrebbe fatto così.

    Ciaooo neh!

  8. Fede a 5:38 pm #

    Il classico comportamento di chi pensa di poter sempre fare come gli pare, infischiandosene degli altri…

    …Ma qualcosa si muove, finalmente. Lentamente, eppur si muove.

  9. koalanation a 9:06 pm #

    ah ah ah ah che ridereeeee….. ultimamente non ho avuto tempo di sentire nemmeno la radio , oltre che non vedere il tg , perciò chiaramente mi sono persa le ultime NOTIZIONE dal mondo politico …per questo non ho compreso il senso del post fino in fondo , ma poi …. ora vado a documentarmi meglio , ma ci vado ridendo !!! uaz uaz uaz
    (ps: sorry , stasera ho avuto un eccesso di puntini di sospensione …. puntini puntini puntini …)

  10. lagiraffa a 10:30 pm #

    Alan, comunque are che abbiano perso il treno per sostituire un nome, insomma, i soliti furbastri.

    Fede, qualcosa si muove, è vero, e speriamo che gli italiani siano abbastanza svegli da cogliere il momento e spedire a casa certa gente..

    Koala, ma la barzelletta più bella è quella che ci ha regalato il pdl del Lazio, leggi e poi mi dirai!

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