In nome della Terra.

26 Gen
Sant'Antioco

Sant'Antioco

In nome della Terra, sarebbe cosa buona, giusta e intelligente, salvaguardare l’ambiente senza, però, ucciderne una parte, insomma sarebbe cosa buona e giusta fare scelte equilibrate.

Per esempio, l’Italia e l’Europa hanno deciso di utilizzare fonti di energia alternative alle fonti non rinnovabili, e tra queste hanno scelto il gas proveniente dall’Algeria: nel 2001 nasce il progetto Galsi, in seguito all’accordo intergovernativo Italia-Algeria, per “fornire una nuova fonte di approvvigionamento di gas naturale al mercato italiano ed europeo, con l’obiettivo di contribuire al progresso economico e al benessere della comunità garantendo una sicurezza di approvvigionamento energetico”.  Il progetto coinvolge la Sardegna, la Toscana e, naturalmente, il Ministero dell’Ambiente e prevede la realizzazione di un gasdotto per l’importazione di gas algerino in Italia attraverso la Sardegna, attualmente non fornita dalla rete nazionale. A fronte di una indubbia utilità della fonte energetica alternativa, peraltro, è fondamentale prendere in considerazione i notevoli impatti della grandiosa opera sull’ambiente, considerato il delicato equilibrio delle zone che dovrebbero essere attraversate dal gasdotto: in Sardegna, la zona del Basso Sulcis, duramente colpita dalla crisi economica e dalla chiusura di importanti stabilimenti industriali, potrebbero esservi pericolose ripercussioni sull’attività di pesca, importante fonte di sostentamento delle popolazioni locali, e sulla vita delle zone umide del Golfo di Palmas. Per avere un’idea dell’importanza di tale area, basta ricordare che il Golfo di Palmas- Sant’Antioco è classificato, nell’ambito dei censimenti nazionali ed internazionali degli “uccelli acquatici svernanti” una “Zona umida di Importanza Internazionale”.

Per avere quell’idea ancora più chiara, basta pensare che, proprio a Sant’Antioco una donna sarda, Chiara Vigo, Maestro di Bisso Marino, coraggiosa, sensibile, forte, porta avanti una tradizione millenaria: la lavorazione del bisso. Come viene raccontato nel suo sito, “Il Bisso ha una storia che si perde nella notte dei tempi. La Bibbia ne parla come tessuto del Re Salomone, della Regina Ecuba, così come pure Aristotele ne racconta… ma Io invece posso dire che ha fatto parte della mia vita e ne farà parte finchè vivrà e terrà fede al giuramento dell’acqua che lo accompagna.: Il passaggio e le consegne delle leggi della Maestria Avvengono attraverso un giuramento che ne vieta l’Utilizzo per arricchimento personale: Il Bisso È e deve rimanere Bene di Tutti come il mare. (…) Il Bisso è una fibra di origine animale di particolare pregio: Viene prodotta da un grande mollusco Bivalve presente nei fondali del mar mediterraneo: Il suo colore ambrato e scuro si modifica se viene esposto alla luce dove per effetto dei raggi del sole diventa oro”. Grazie alla sua sensibilità e all’amore per il mare e gli esseri viventi, Chiara Vigo ha modificato la lavorazione del Bisso in modo tale da non far male all’animale e non danneggiarlo (vi consiglio di visitare il suo sito).

Presumibilmente, i padroni del tubo del gas non hanno la stessa sensibilità ma, sempre presumibilmente, i sardi dovrebbero amare sé stessi e la propria terra e, soprattutto, dovrebbero avere gli strumenti giuridici, culturali, sociali per evitare di fare la fine delle ultime tribù dell’Amazzonia.

Per ora, gli unici ad aver sollevato la questione sono stati l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (ha chiesto con diversi ricorsi, al Ministero dell’Ambiente, all’Assessore regionale all’ambiente della Regione Sardegna ed alla Commissione europea, una modifica del tracciato) e il Sindaco di Sant’Antioco ma è già un passo avanti.

Fonti:

http://www.regione.sardegna.it/progettogalsi/

http://www.chiaravigo.com/wordpress/il-bisso

http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/No_a__questo__tracciato_del_gasdotto_Galsi__2020482.shtml

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13 Risposte to “In nome della Terra.”

  1. Presidente di Bananas Republik 27 gennaio 2010 a 3:26 pm #

    “i sardi dovrebbero amare sé stessi e la propria terra”….

    E qui Giraffina lo sai bene che potremmo aprire un dibattito infinito….

    Questa cosa dell’amor proprio dei sardi e dell’amore che avrebbero per la propria terra, è un po’ come la foca monaca: ogni tanto qualcuno giura di averla vista, ma nessuno sa ancora bene se esista per davvero….

  2. lagiraffa 27 gennaio 2010 a 6:37 pm #

    Eh già, cara Presidente, è da qualche parte somewhere over the rainbow 😉

  3. kokeicha 27 gennaio 2010 a 11:34 pm #

    Ma hai visto come riduciamo le nostre spiagge in estate? Secondo te siamo gente civilizzata, sensibile e responsabile da affrontare un discorso di questo tipo? Non scherziamo… suvvia!

  4. No Blogger 27 gennaio 2010 a 11:55 pm #

    certo, continuiamo pure a non fare discorsi di questo tipo o, peggio, mettere in pratica qualcosa: in un letamaio di rifiuti si vive meglio, vero? 😉

  5. Franz 28 gennaio 2010 a 12:54 am #

    Sembra impossibile, ma quello che dovrebbe essere un normale percorso di civiltà, di progresso e soprattutto di buon senso, finisce per diventare sistematicamente il percorso accidentato e la campagna di guerra di un piccolo manipolo di irriducibili: la portatrice dura e pura di un’antichissima tradizione, un sindaco illuminato, un gruppo di giovani professionisti (e non?) dell’ambiente giuridico, una blogger dal collo lungo e impertinete, e tutti i suoi amici.

    C’est la vie, ce n’est que la vie, ma chère Madame La Girafe.
    Franz

  6. Presidente di Bananas Republik 28 gennaio 2010 a 1:12 am #

    “Secondo te siamo gente civilizzata, sensibile e responsabile…”

    I sardi sono essenzialmente poco puliti (basta guardare strade e ambiente), con poco senso estetico (guardate quanto sono brutti i palazzi e le facciate delle case in città e paesi!), poco organizzati, incapaci di mettersi d’accordo su alcuna faccenda, invidiosi del successo del vicino, buoni a lamentarsi quando dovrebbero lavorare, zitti e passivi quando dovrebbero far battaglia….

    I sardi la Sardegna se la meritano poco, e la amano anche molto poco.

  7. Presidente di Bananas Republik 28 gennaio 2010 a 1:15 am #

    ah, specifico che sono sarda.

    Devo specificarlo.

    Perchè altrimenti arriva un SARDO-SARDO che viene a dirmi RAZZA DI CONTINENTALE DEL C*, MA CHE COSA VUOI??

    Perchè i sardi non permettono a nessun NON-sardo di criticarli.

    Allora lo specifico, così posso dire ciò che voglio.

  8. No Blogger 28 gennaio 2010 a 11:30 am #

    la Sardegna merita molto di più di quanto i sardi facciano per tutelarla, ma questo non può essere un alibi per non rimboccarsi le maniche e fare quanto è nelle nostre capacità e competenze. Va bene la critica, anzi è doverosa, ma non bisogna fermarsi lì, altrimenti rimane sterile. No? Penso che valga per ogni posto e per qualsiasi situazione. Un po’ meno convinto dell’armata Brancaleone naif che va alla guerra descritta da Franz: ci vuole un bel po’ di sana preparazione, di organizzazione e di determinazione per affrontare ‘sto genere di cosette 😉

  9. lagiraffa 28 gennaio 2010 a 5:19 pm #

    * Kokeicha, suvvia, quando guarderemo il nostro mare e dentro non ci troveremo più nè la posidonia nè i pesci, forse (forse) ci renderemo conto..

    * No Blogger, e facciamo qualcosa!

    * Franz, un piccolo manipolo di irriducibili sa di piccoli soldatini che non mollano e, in effetti, è così, ognuno con le armi di cui dispone, la forza della tradizione, la preparazione giuridica, l’intelligenza politica ma, sopratutto, l’impegno e la volontà di fare qualcosa di concreto ed efficace, insomma, pure Davide era piccolo rispetto a Golia e magari i soldatini possono pure aumentare! 😉 à la guerre comme à la guerre!

    * Presidente, opperdincibacco, sporchi-brutti-cattivi..dai, le persone che si lavano ancora ci sono, il problema è che non si uniscono, colpa dell’invidia che ci portiamo nel dna.

  10. lettrice affezzionata 30 gennaio 2010 a 11:23 am #

    Scusa Giraf,

    ma all’inizio tu dici fonti alternative a quelle non rinnovabili e poi parli di gas..ma il gas e’ una fonte non rinnovabile..

    Cmq al di la’ di questo continua cosi! Leggendoti molti sardi si “risveglieranno”..

  11. giraffa 30 gennaio 2010 a 11:53 am #

    Cara lettrice che mi leggi con affetto (orsù, non essere timida, esci dall’anonimato!) hai ragione, il gas non è una fonte rinnovabile ma dovrebbe inquinare un po’ meno del petrolio.. ma come fanno i sardi addormentati a leggere questo piccolo blog??!! 😀

  12. kokeicha 31 gennaio 2010 a 2:02 pm #

    @giraffa & @ Presidente di Bananas Republik : per precisione anche io sono sarda… forse è proprio per questo che mi fa arrabbiare un simile comportamento… !!!

  13. giraffa 31 gennaio 2010 a 10:44 pm #

    ma allora siamo già in tante ad essere arrabbiate!!

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