Ma se muoio di fame mi si nota di più?

19 Gen

Quindici giorni fa, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno iniziato lo sciopero della fame per chiedere al Parlamento italiano l’esame delle proposte di legge su coppie di fatto e matrimonio gay, Manuel è stato male e, perciò, ha dovuto interrompere lo sciopero mentre Francesco, pure fortemente indebolito, continua ad oltranza, fino a quando qualcuno starà a sentire le loro richieste. Sono in questione libertà, diritti civili e il famoso Amore di cui il nostro attuale governo è diventato il paladino, amore tra esseri umani, e non è che sia così importante il loro sesso, eppure, dal 4 gennaio ad oggi, nessuno si è interessato a loro, né i parlamentari né i TG splatter in attesa di gesti violenti per dare spazio alle questioni importanti, io ho scoperto la notizia sul sito adnkronos. Credo sia, semplicemente, una battaglia pacifica per la libertà, e in queste battaglie nessuno dovrebbe essere lasciato solo, per questo, vi propongo l’appello rivolto alle più importanti istituzioni italiane dal movimento lgbti – lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuati – italiano:

In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.

Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.

Milioni di persone omosessuali, transessuali, transgender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.

Il movimento lgbti – lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuati – italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Dal 4 gennaio 2010 Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.

Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere e esprime l’impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.

Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell’unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.

Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, GayRoma.it, I-Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia  per la cultura differenze, 3D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, ArciLesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia, Cristiana Alicata, Guido Allegrezza (il testo lo trovate sul sito dell’Arcigay).

Non sarebbe male se, oltre al modo migliore per risolvere i problemi giudiziari del capo del Governo, i parlamentari, di destra, di sinistra, di centro, pensassero anche ad un modo per affrontare e risolvere la questioni relative alle unioni di fatto, alla libertà, ai diritti civili dei cittadini italiani.

(il disegno è di Joe Phillips l’ho preso da questo blog )

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7 Risposte to “Ma se muoio di fame mi si nota di più?”

  1. kokeicha 19 gennaio 2010 a 7:07 pm #

    Sciocchzzuole, suvvia. I nostri parlamentari hanno cose più importanti di cui preoccuparsi. Per esempio come evitare di finire in galera, essere condannati, mantenere i privilegi, etc. Non disturbiamoli per cose così poco importanti…
    Questo paese mi piace sempre meno… perché non si riesce a cambiarlo?

  2. lagiraffa 19 gennaio 2010 a 7:49 pm #

    Secondo me si riuscirà a cambiarlo, magari serviranno tempi lunghi (ere geologiche? 😀 ) ma cambierà! Basta pensare a tutti cambiamenti che sono riusciti a mettere in pratica prima di noi..arriveranno anche i pacs o qualcosa di simile, che gli piaccia o no, arriveranno.

  3. Franz 19 gennaio 2010 a 9:11 pm #

    Indubbiamente arriveranno, cara lady G., come ogni forma di progresso vero, che tende naturalmente, con la sola forza della verità e dell’evidenza, ad imporsi.
    Ma qui da noi attualmente la verità e l’evidenza se la passano piuttosto male, e penso che, prima di arrivare a nuove conquiste di civiltà come questa (peraltro più lontane dalla ‘morale pubblica’ che dall’effettivo sentire della gente), serviranno molte ma molte azioni coraggiose e pacifiche come quella di Francesco e Manuel.
    Comunque apprezzo come sempre il tuo spirito positivo e costruttivo, più che mai prezioso.

    Un salutone.

  4. silvanascricci 19 gennaio 2010 a 9:39 pm #

    Concordo con Franz, ci vorrà ancora moltissimo tempo prima che normali libertà di amore vengano riconosciute dallo stato italiano.
    Stato italiano che è ostaggio del vaticano nonostante siano moltissimi i cattolici che non ostacolerebbero una legge in materia di regolamentazione delle unioni non eterosessuali benedette da santa romana chiesa.
    Ciao

  5. No Blogger 19 gennaio 2010 a 10:09 pm #

    arriveranno, quando noi non ci saremo. Forse. Solo questo è un motivo per “sparare sul quartier generale” e migliorare questo cavolo di Paese. L’Italia non è proprio male, ma ci sono degli italiani che la rendono peggiore 🙂 diamogli, nel modo opportuno, un bel paio di sberle per migliorare pure loro 😛

  6. giraffa 19 gennaio 2010 a 10:48 pm #

    Ragazzi, fino al ’46 nel nostro Paese le donne non avevano il diritto di voto, poi nell’Italia bigotta sono arrivati il divorzio, l’aborto, la pillola anticoncezionale, il preservativo, la pillola del giorno dopo, e gli omosessuali che dichiarano il proprio orientamento possono ricoprire cariche istituzionali, sono passi avanti di enorme importanza, si lotta, si combatte, si informa oggi per ottenere dei risultati domani o dopo domani, qualcuno, alla fine ne trarrà beneficio 🙂

  7. Baol 19 gennaio 2010 a 11:05 pm #

    Spero davvero che la loro battaglia serva a qualcosa ma mi sa che rimarremo i soliti incivili…

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