Renato l’Illuminato.

18 Gen

Da quando, alla tenera età di trent’anni, la sua mamma lo iniziò alla suprema arte nota agli adepti come “lenzuola&federa”, il sagace virgulto della famiglia Brunetta non fu più lo stesso. Narra la leggenda che un giorno, mentre l’implume figliolo rimirava il perfetto nodo fatto ai lacci delle proprie scarpe (arte appresa solo qualche anno prima) la sua mamma si dedicava a rifargli il letto. Lui, alla vista di tanta perizia, rimase folgorato dalla maestria dei gesti, dalla perfezione delle pieghe e così, narra sempre la leggenda, volle imparare l’arte, rientrando nella ristretta cerchia di uomini che, pur non avendo frequentato la scuola ufficiali, sono in grado di rifarsi il letto (le donne, da sempre allevate nel culto della piccola massaia, imparavano ed imparano un po’ prima, in genere si cambiano il panno da sole in culla). Ebbene, da quel momento, Renato venne chiamato l’Illuminato e la sua vita, ma soprattutto quella degli altri, prese un nuovo corso: se il letto non veniva rifatto secondo i dettami dell’arte, non usciva di casa, si metteva nell’angolo più buio della casa e versava lacrime silenziose. Per questo, oggi, Renato l’Illuminato, per le esperienze pregresse, è diventato il guru dei bamboccioni, e regala al mondo le perle nate dalla sua illuminazione, poco importa se i suoi adepti di oggi, in realtà, il letto hanno già imparato a farlo da parecchi anni, se il lavoro non lo trovano e se lo trovano non gli permette di pagarsi affitto-luce-gas-telefono-cibo-mutande, poco importa se chi li governa, invece di pensare ad un modo per risolvere il problema della disoccupazione, li insulta definendoli dei buoni a nulla, viziati e mammoni. Poco importa se, per esempio, per nascondere i propri errori nell’attività di governo, i dignitari dell’impero dell’Amore negano l’evidenza contestando, i dati diffusi da Bankitalia, in base ai quali il 10% degli italiani (2.600.000 persone) non percepisce uno stipendio o una parcella, c’è un calo dei consumi ed un ristagno dei redditi nominali, come succede da 15 anni (giusti, giusti gli anni dell’adolescente impero dell’Amore) e quindi viene un po’ in salita lasciare il nido senza un aiuto economico. Non importa, lui continua nella sua importante opera di insegnamento dell’arte “lenzuola&federa”, noi, mestamente, continuiamo a succhiarci il pollice, l’unica cosa che sappiamo fare.

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16 Risposte to “Renato l’Illuminato.”

  1. kalojannis 18 gennaio 2010 a 11:41 am #

    Complimenti.
    Non ho altre parole per l’analisi – lucida ed ironica – contenuta nel post.
    Ogni altra parola (o commento) sarebbe inutile.

  2. Fede 18 gennaio 2010 a 12:10 pm #

    Confermo.
    Soprattutto su “noi, mestamente, continuiamo a succhiarci il pollice, l’unica cosa che sappiamo fare”. Motivo per cui ritengo che parte della colpa sia nostra.

  3. copyman 18 gennaio 2010 a 5:01 pm #

    Dopo aver visto lo spezzone TV in cui quel balosso dell’ex Guardasigilli Padano replicava all’insegnante precaria rimproverandola di non pensare positivo, di non mettere a frutto l’essere giovane e graziosa (sic!) e di volere la pappa pronta, mentre lui per anni si era alzato alle 4 del mattino sparandosi 400 km in macchina ogni giorno per recarsi dai clienti (merito della pozione di Asterix??), capisco meglio il caso (dis)umano di Brunetta.

  4. Fra Puccino 18 gennaio 2010 a 10:16 pm #

    La cosa indubitabile, però, è che gli italiani si meritano questi politici.

    Pensate al Lazio: sono pronto a scommettere 5 a 1 che vince la Polverini, grazie al probabile voto massiccio degli impiegati pubblici di cui Roma è piena, e che magari nel loro ufficio hanno appese foto di Brunetta come quelle che illustrano i loro post.

    Insomma: per loro Brunetta è il male assoluto, e poi votano per il suo partito…

    Di fronte a tante genialità, che dire? Che non ci meritiamo Berlusconi & co., ci meritiamo persino di peggio, secondo me 😀

  5. Fra Puccino 18 gennaio 2010 a 10:18 pm #

    MMh, forse ho sbagliato emoticon, dovevo mettere

    😦

  6. No Blogger 18 gennaio 2010 a 10:41 pm #

    non so su quale Terra vivi, Fra Puccino, ma posso assicurarti che difficilmente gli impiegati pubblici romani voteranno in massa per la Polverini. Vi racconto una cosuccia curiosa. Recentemente mi ha telefonato, su consiglio del “babbo” alto funzionario di un’Istituzione locale, un giovane libero professionista (da più anni iscritto al relativo albo) per chiedermi alcuni consigli ed informazioni relativamente a come affrontare una vicenda per conto di suoi clienti. Più per cortesia che per altro, gli ho fatto presente che si trattava di una vicenda regolata da una precisa legge. “Però ci sarà una mappa! Certo, ci dev’essere una mappa allegata alla legge!”, ha affermato il giovane libero professionista. Alla mia osservazione che la legge disponeva direttamente, mi ha ripetuto fra il petulante e l’entusiasta che “la mappa allegata alla legge risolveva il problema”. Ho provato ad accennare all’inesistenza di alcuna “mappa”, ma il giovine m’ha detto sereno e pacato che avrebbe chiesto al “babbo” ed alla “sua” biblioteca. L’emerito ministro “bamboccione” ha detto, da par suo, l’ennesima emerita cazzata, però…
    Morale: i veri “bamboccioni” di “babbo” hanno sempre la strada spianata e decine e decine di migliaia di giovani preparati e capaci devono dannarsi l’anima per mettere insieme qualche centinaio di euro. Se non è una situazione da grave frattura sociale (o peggio) questa…

  7. Fra Puccino 18 gennaio 2010 a 10:53 pm #

    No Blogger: vivo nella tua stessa Terra, ma forse conosco più persone di quante ne conosci tu, chissà…

    O magari mi sbaglio. Magari. Ma non penso, non penso proprio.

    Però quello che non ho capisco è cosa ci azzecca l’aneddoto che ci hai raccontato dopo. ?

  8. lagiraffa 18 gennaio 2010 a 11:12 pm #

    I figli di papà che li hanno sempre ben introdotti negli ambienti “giusti” sono sempre esistiti, ma Brunetta non se la prende con loro, ci mancherebbe, se la piglia con il resto della popolazione giovanile come, del resto aveva fatto prima di lui Padoa Schioppa. C’è un balossume diffuso, ecco 😉

  9. No Blogger 19 gennaio 2010 a 12:03 am #

    Fra Puccino, mi chiedi che c’entra quanto raccontato? C’entra eccome: un “bamboccione” vero, ma figlio di “babbo”, in questa società continua ad andare avanti anche se non sa neppure dov’è messo. A Roma gli direbbero: “non te preoccupà, mo’ tte spiego ‘ndo abbiti”. Eppure continua ad andare avanti e c’è sempre qualcuno che provvede a differenza di decine e decine di migliaia di giovani magari molto più preparati e con voglia di lavorare che devono sbattersi l’anima per poche centinaia di euro al mese. Brunetta oggi e Padoa Schioppa ieri si sono ben guardati di affrontare questa deleteria “clonazione” da “babbo” a “figlio bamboccione” autentico.
    Credi nel “voto massiccio” dei dipendenti pubblici in favore della Polverini? Mah, io ne dubito.

  10. kalojannis 19 gennaio 2010 a 8:44 am #

    @NoBlogger e Fra Puccino: sono (ahimé) pessimista quanto Fra’… pur essendo un libero professionista “frequento” l’ambiente dei pubblici dipendenti i quali, arrabbiati quanto volete con l’illuminato (con la i sempre minuscola), continuano a dire che loro non lo votano ma votano Fini… o, udite udite, poiché sono “davvero” incavolati, votano Lega…
    e cambiare completamente… dico io… “tanto sono tutti uguali” mi rispondono…
    ecco cosa vedo… rassegnazione e tanta ignoranza!
    Poi, ovvio, ci sono le eccezioni e il commento amaro di Fede mi sembra cogliere nel segno… la maggior parte di noi sa solo succhiarsi il pollice e votare il pupazzo di turno…

  11. Franz 19 gennaio 2010 a 9:25 pm #

    Oggi ho ascoltato il “Passaparola” di Marco Travaglio (clicca qui) pubblicato ieri sul blog di Beppe Grillo.
    E’ dedicato ad una rilettura approfonditamente informata, indignata e giustamente spietata della politica di Bettino Craxi “al netto delle tangenti”, cioè cercando di prescindere dalle ruberie che lo fecero condannare e scappare.
    Fra le altre cose, cita Brunetta, al pari di Tremonti e Sacconi, come consulente economico di Bettino, negli anni in cui cominciò a ingigantirsi il debito pubblico italiano, oggi una voragine che ingoia immense risorse pubbliche per gli interessi passivi e che rischia di portarci alla bancarotta o quanto meno alla mercè di nazioni economicamente più stabili.

    Siamo in balia di una classe di mostri !

  12. silvanascricci 19 gennaio 2010 a 9:41 pm #

    Ma quanta astiosa ed acida bile ha quest’uomo in corpo da vomitare ancora?

  13. No Blogger 19 gennaio 2010 a 10:05 pm #

    @ silvana scricci: ne ha come tanti brevilinei 😛

  14. giraffa 19 gennaio 2010 a 10:38 pm #

    * Franz, e meno male che l’Italia, nell’idea dell’imperatore, doveva essere amministrata come un’impresa..ma perchè non l’ha fatto diventare consulente di Mediaset??!!

    * Silvana, avrà il sacchetto sempre pieno, è per questo che gli serve una bella vacanza rilassante, a casa, a coltivare le bietole.

  15. sabryj 29 gennaio 2010 a 11:00 am #

    condivido il pensiero di fede e temo che fra abbia ragione..il fatto è che ormai abbiamo oltrepassato la linea del non ritorno.. il fatto di non riuscire a “svegliarsi ” (a restare desti , come diceva Gesù) è insito nell’essere umano..meglio dormire ,succhiarsi il pollice e non preoccuparsi.. ma il fatto stesso che siate qui a parlarne vuol dire che qualcuno desto è rimasto, quindi la speranza non è morta.. :-)a proposito di speranza c’è un autore che che mi piace molto che dice:
    “questa piccola speranza che sembra non contare nulla ,come una fiamma tremante guiderà le virtu e i mondi trapasseràle tenebre eterne”

    Quanto vi è di più contrario alla salvezza, non è il peccato, ma l’abitudine.La Rivoluzione sociale sarà morale, oppure non ci sarà.
    charles peguy

  16. giraffa 30 gennaio 2010 a 11:55 am #

    L’abitudine e la rassegnazione, quanto è vero.. ma la storia ci racconta di piccoli gruppi che hanno rivoluzionato il mondo, perciò, si può fare 🙂

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