Gara di solidarietà.

17 Gen
solidarietà

solidarietà

Che strano Paese, l’Italia. Fino a due giorni fa, i telegiornali trasmettevano immagini e parole di odio verso quegli extra-comunitari che vengono a rubarci il lavoro, immagini e parole che avevamo sentito raccontare da altri, appartenenti ad altre epoche storiche, altri uomini, da noi considerati incivili.  Oggi, gli stessi telegiornali ci raccontano la gara di solidarietà degli “italiani brava gente” che vogliono adottare i bambini orfani di Haiti, rimasti soli al mondo dopo il terribile terremoto. Fino a due giorni fa, dovevano tornarsene a casa, tutti: gli adulti che in Africa o in qualche altro angolo di mondo non propriamente ricco non propriamente in pace, avevano lasciato figli e mogli per venire a lavorare in Italia, tollerando condizioni di vita al limite della dignità umana; i bambini, arrivati da chissà quale posto nel mondo dove magari un terremoto, un’alluvione, una guerra, ha devastato le loro case e ucciso i loro genitori, e sfruttati nel nostro Paese come schiavi, ma praticamente invisibili quando si tratta di riconoscergli diritti e protezione.  Oggi, quei bambini, pure colorati, pure sporchi, pure extra-comunitari, possono venire qui, “io ho già tre figli ma un posto in più a tavola si può sempre aggiungere”, eh sì, signora mia, “rimanete collegati con il tg1 perchè il magistrato ci spiegherà come fare”, eh sì, forse come fare a conciliare fucili, bastoni, politici incapaci e solidarietà? Forse, peccato che abbia spento il televisore prima di scoprirlo.

(la vignetta l’ho presa qui )

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17 Risposte to “Gara di solidarietà.”

  1. Diemme 17 gennaio 2010 a 11:34 am #

    Beh, la risposta mi pare facile: non siamo tutti uguali.

    Dire “Gli italiani sono… ” indipendentemente dal fatto che la parola che segue sia positiva o negativa, è di per sé un errore concettuale.

    In Italia ci sono i buoni, i cattivi e gli indecisi, i solidali e i forcaioli, quelli pronti all’accoglienza dello straniero e del diseredato e quelli pronti alla sua cacciata.

    Chiedersi come sono gli italiani è lo stesso che chiedersi come sono i neri, o i gay o qualche altra categoria: gli essere umani, a qualunque “categoria” appartengano, non sono fatti con lo stampino, e non sono giudicabili in base alla categoria di appartenenza.

    A meno che, ovviamente, non sia una categoria cui appartengano per scelta, e allora là è chiaro che è ravvisabile la loro opinione e la loro volontà di appartenenza.

  2. giraffa 17 gennaio 2010 a 12:31 pm #

    Beh, cara Diemme, infatti la risposta mi sembra fin troppo facile. Che ci piaccia o no, noi siamo un popolo che fa delle scelte anche generali, scelte politiche, scelte che valgono anche esternamente, nei rapporti con altri Stati e con altre genti, in questo caso mi riferisco ai migranti, votiamo governanti affinchè pensino e adottino delle leggi che soddisfino le nostre paure e il nostro bisogno di sicurezza, e così un giorno siamo il popolo che fa leggi che rispediscono a casa il padre di famiglia proveniente da un Paese in guerra, perchè qui non c’è lavoro e non ci preoccupiamo troppo di far venire in Italia i suoi bambini che sono alla fame, il giorno seguente invece, aggiungiamo un posto a tavola. Mi piacerebbe sapere se quelle persone oggi disposte ad aggiungere il famoso posto, sarebbero disposte ad uscire di casa, e invitare a pranzo il bambino che chiede l’elemosina dietro l’angolo. Non mi interessa giudicare, noto solo che, ogni giorno, in giro per l’Italia, non si vede così tanta solidarietà.

  3. kalojannis 17 gennaio 2010 a 4:11 pm #

    Ciao, mi sono perso nella giungla ma sono riuscito a ritrovare la strada per il colle… spero di esservi mancato 😉 quindi rieccomi…
    Mah, non sono d’accordo con la categorizzazione degli individui… secondo me, ognuno di noi, secondo le circostanze, può essere più o meno tollerante, più o meno solidale, più o meno forcaiolo…
    nelle situazioni bisogna trovarsi…
    capisco chi sente il cuore spezzarsi di fronte alla visione di un bimbo sepolto dalle macerie ma capisco anche la rabbia di chi vede la propria auto distrutta da un corteo di protesta, nei confronti del vandalo di turno (bianco, nero o giallo).
    In questi giorni mi sembra invece di assistere ad una generalizzazione costante… continuo a rimanere convinto che nella repubblica delle banane sia un modo come un altro per evitare di parlare del corteo di Livorno fatto dalle madri dei detenuti morti in carcere in circostanze misteriose o dell’ennesimo affossamento del diritto ad opera di sua bassezza Silvio I° o ancora delle norme italiane che parofocano youtube ad una tv, con le conseguenti restrizioni…

  4. silvanascricci 17 gennaio 2010 a 4:26 pm #

    In realtà siamo un popolo che solidarizza con le disgrazie altrui, forse per consolarci delle nostre.
    Ciao

  5. No Blogger 17 gennaio 2010 a 4:31 pm #

    le tv sono attualmente il mezzo di informazione più importante per formare e manipolare l’opinione pubblica italiana “media”, quella che fà vincere le elezioni, per capirci. Una stralunata che fa cadere a terra il papa, una “strana” aggressione a Berlusconi, il menù delle feste, i “negri cattivi” a Rosarno, i bambini sperduti nel dramma di Haiti sono nella hit parade dell’informazione propinata agli italiani di questi tempi. Tutto allontana dalla “vera” realtà vissuta e dalle “vere” cause di quanto accade. Tutto porta alla bontà del governo del principe. Mi trovo piuttosto d’accordo con Kalojannis e penso, “a pelle”, che gli italiani in gran parte siano un po’ meno peggio di quanto venga presentato dalle tv di Mediarai o di Raiset.

  6. giraffa 17 gennaio 2010 a 5:13 pm #

    Cari Kalojannis e No Blogger, certamente in Italia c’è tanta brava gente, ne ho scritto diverse volte, ma c’è anche tanta ipocrisia, capita nella vita reale che la stessa persona un giorno vi dica “però, devono tornarsene tutti a casa loro” e davanti alle immagini terribili del terremoto di Haiti dica “però, un bambino si potrebbe prendere” senza pensare che chi è già venuto qui ha percorso migliaia di chilometri nascosto sotto un tir per sfuggire a disastri devastanti. Voglio dire che i bambini sperduti li vediamo tutti giorni, potremmo fare gesti solidali oggi, adesso, subito.
    Kalojannis, certo che ci sei mancato! Ti ho preparato un sacchetto di sassolini, da tenere sempre appresso, così non ti perdi più 😉

    Silvana, naturalmente è inevitabile essere solidali in casi disgrazie del genere, il fatto è capire che con quelle disgrazie veniamo in contatto tutti i giorni..

  7. No Blogger 17 gennaio 2010 a 9:35 pm #

    appunto..perchè non chiedersi come mai la stessa persona che dice “via a casa loro” può anche dirti che prenderebbe un orfano haitiano? Forse si tratta di pensieri “indotti”, frutto di quel bombardamento televisivo che indirizza le opinioni. Un bombardamento che dice “è bene che gli immigrati tornino a casa loro” ed “è bene essere sensibili ed accogliere gli orfani haitiani”. Sono tecniche di manipolazione del consenso che non è possibile spiegare nelle poche righe di un commento. C’è certamente una dose di ipocrisia e di perbenismo, ma – a mio parere – c’è una forte parte di manipolazione dell’opinione pubblica.

  8. giraffa 17 gennaio 2010 a 11:28 pm #

    è quello che mi chiedo..è vero, la manipolazione dei nostri cervelli fa sì che se quei bambini e quegli adulti, vittime del terremoto, domani arrivassero in Italia su un gommone (e in futuro arriveranno) forse sarebbero visti con occhi diversi. Sicuramente, in un post o in un commento non è possibile sviluppare un argomento del genere 🙂

  9. koalanation 18 gennaio 2010 a 9:53 am #

    Credo che ogni situazione vada vista a se . Io per esempio ho avuto diverse bruttissime esperienze che non auguro a nessuno eppure se mi domandaste cosa penso degli immigrati quasi certamente vi direi :” Beh dipende da cosa fanno qui!”
    Avrei ammazzato con le mie mani (rischiando la galera) quel gruppetto di albanesi appena arrivati in Italia ed ospitati dal comune del mio paese che diversi anni fa si accanì contro la mia famiglia … ma è anche vero che ho regalato la mia macchina ad un amico albanese con cui ho lavorato per anni e di cui ancora porto un bel ricordo nel cuore !

    QUesto per dire , che è vero , a volte siamo intolleranti e pronti al massacro ma non è sempre così , non per tutti . Quei bambini di Haiti non hanno fatto nulla per meritarsi ciò che stanno vivendo … l’immigrato clandestino che per anni ha cercato (senza riuscirci …tiè!) di terrorizzarmi ha delle ottime basi per attirare la mia ira funesta!

    Se un giorno uno di quei bambini venisse qui a far danni , ai miei occhi smetterebbe di essere un poveretto e diventerebbe un comune delinquente !

    Questo è un altro motivo per cui spesso mi vedrai inveire contro le classi politiche : la sinistra che fa la buonista ” ma siii teniamoceli tutti qui e diamogli pure il diritto di voto!” , e la destra estremista ” ma nooo mandiamoli tutti a casa che sono dei porci!” …. ma la cara vecchia e intelligente “VIA DI MEZZO”!?????

  10. lagiraffa 18 gennaio 2010 a 10:34 am #

    Koala, sarebbe sempre cosa buona e giusta considerare gli immigrati semplicemente esseri umani, che possono essere dei grandissimi delinquenti e delle ottime persone, la tua storia, da questo punto di vista, è emblematica. Nella vicenda di Haiti, nel modo in cui è stata presentata la gara di solidarietà per l’adozione dei bambini (e spero tanto che qualcuno vigili su queste adozioni, perchè il rischio di abusi è altissimo) mi ha colpito la “schizofrenia” ma, evidentemente, è una cosa che ho notato solo io 😉

  11. Fra Puccino 18 gennaio 2010 a 10:28 pm #

    Io mi schiero con Diemme e Kalojannis: anche per me è difficile generalizzare, ma come dimostra anche Koala persino noi stessi possiamo avere atteggiamenti opposti a seconda delle circostanze.

    Però sono ottimista.

    Ieri ero in treno, e sulla tratta Padova-Vicenza, quindi profondo nordest, sono stato protagonista di questa vicenda:

    ero seduto vicino a una ragazza cinese, quando una suora che era appena salita ha detto alla ragazza che il posto era quello che aveva prenotato lei. La ragazza non capiva, e allora la suora le ha chiesto cortesemente il biglietto.
    La poverina aveva preso il biglietto per Prato invece che per Milano (…), ma quello che sia per me che per la suora è stato naturale è stato cercare di aiutare la ragazza, suggerirle cosa fare e soprattutto pregare (la suora forse in senso non metaforico) perché non passasse il controllore.

    E quando la ragazza è riuscita a scendere indenne a Vicenza per farsi il biglietto giusto, io e la suora ci siamo guardati sollevati.

    Per me è stato un bel momento di solidarietà e umanità, e tutto sommato penso che la gran maggioranza delle persone, anche delle persone che vive qui in Veneto, avrebbe fatto lo stesso.

    Ma la minoranza casinara fa più rumore della maggioranza silenziosa

  12. lagiraffa 18 gennaio 2010 a 11:19 pm #

    Fra Puccino, qui sul monte non ci sono mai stati “giraffa contro tutti” e mi fa piacere conoscere la vostra opinione su questo come sugli altri argomenti 😉 spero di non vedere anche Borghezio che parla a favore dei futuri profughi haitiani 🙂

  13. Diemme 19 gennaio 2010 a 7:22 am #

    @Fra: “la minoranza casinara fa più rumore della maggioranza silenziosa”, ed è vero:

    Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce

    Ma la foresta, sia pure senza rumore, cresce.

  14. No Blogger 19 gennaio 2010 a 10:52 am #

    non sei solo tu ad aver notato ‘sta “schizofrenìa” e non si tratta, a mio parere, di voler “generalizzare”. Come ho detto prima, credo sia frutto in buona parte di quel “bombardamento delle menti” prodotto soprattutto da Raiset (o Mediarai, è uguale) che fa sembrare “normali” opzioni potenzialmente molto diverse. In più una dose di ipocrisia perbenista. Il bello è che molte persone vengono in questo modo convinte anche di aver maturato “idee proprie”…

  15. ippaso 19 gennaio 2010 a 11:46 am #

    Ad Haiti (stato poverissimo) sono col culo per terra mentre sulla stessa isola, a santo domingo (meta ricca di turisti e papponi) se la stanno beatamente spassando.

    Piove sempre sul bagnato.

  16. No Blogger 19 gennaio 2010 a 5:23 pm #

    Ippaso, se la spassano anche a Haiti..fra carretti pieni di cadaveri, fame e distruzione, protetti a vista da guardie armate. C’è un proverbio che dice più o meno così: “sfigati tanto che gli piove sul culo anche quando sono seduti”. Non è il massimo, vista la situazione, ma rende l’idea.

  17. ippaso 24 gennaio 2010 a 10:20 am #

    Si, hai ragione No Blogger…
    tra l’altro ho visto che il “valzer” delle adozioni ha fatto sì che trovassero famiglia anche molti orfani che stavano in mezzo alla strada già prima del terremoto… a loro la vita è cambiata in meglio.
    L’aspetto ironico dietro ogni tragedia…

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