Io sto con Giuseppe.

5 Gen

Per essere precisa, sto con Giuseppe senior e con Giuseppe junior, perché credo che non esista un aiuto psicologico più efficace dell’amore. Le vite di Giuseppe senior, maresciallo dei carabinieri, e Giuseppe junior, 11 anni e un’infanzia abbastanza difficile, si incrociano per la prima volta nel 2007, quando il piccolo Giuseppe viene trovato da alcuni giovani mentre vaga da solo per la città, dopo essere scappato dai maltrattamenti della madre, e viene accompagnato nella caserma dei carabinieri, dove conosce il maresciallo Giuseppe Francioso, che lo ospiterà in casa sua per cinquanta giorni. Dopo quel periodo, il bambino viene ospitato, per ordine del Tribunale dei minori, in una casa-famiglia. Passa un po’ di tempo e in questi giorni, le vite dei due Giuseppe si sono incrociate nuovamente: il bambino si trova a casa per le vacanze di Natale ma, proprio in quei giorni, il convivente della madre la uccide, mentre il bambino dorme nella stanza accanto, intervengono i carabinieri, interviene il maresciallo Giuseppe Francioso, il quale ospita il bambino nella sua casa per un giorno e si rifiuta di consegnarlo immediatamente agli assistenti sociali della casa-famiglia. Naturalmente, il giorno seguente, il Tribunale dispone l’immediato rientro del bambino nella comunità, per il suo benessere psicologico, perché ora deve affrontare la perdita della madre, e viene respinta la richiesta del carabiniere di avere il bambino in affidamento temporaneo almeno fino all’Epifania. No, no, e ancora no. Giuseppe senior, comunque, non si arrende, e presenta una richiesta per ottenere l’affidamento del piccolo Giuseppe, per evitare che rimanga nella comunità “a tempo indeterminato”, probabilmente la strada sarà lunga ma, probabilmente, si potrebbe accorciare se gli assistenti sociali, gli psicologi, i giudici (che fanno il loro lavoro, e lo fanno bene nell’interesse dei minori) qualche volta,trovassero soluzioni a metà strada tra quello che dicono gli studi e la legge e quello che raccomanda il buonsenso,  perché non pensare di dare un supporto psicologico al bambino insieme all’amore di altri esseri umani che si occuperebbero di lui non come un paziente ma solo come un bambino?

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7 Risposte to “Io sto con Giuseppe.”

  1. Diemme 5 gennaio 2010 a 11:52 am #

    Anch’io sto con Giuseppe, senior e quindi junior, ma come si va a dare una testimonianza concreta? Articoli di giornale? Manifestazione davanti al tribunale dei minori?

    Dacci maggiori ragguagli.

    Ciao!

  2. lagiraffa 5 gennaio 2010 a 12:37 pm #

    Eccomi con i ragguagli, cara Diemme, esiste una pagina su FB per dare sostegno ai Giuseppe: http://www.facebook.com/group.php?gid=270615337424&ref=mf (ah, se riuscissi ad inserire i collegamenti ipertestuali nei commenti!)

  3. PMor 5 gennaio 2010 a 1:35 pm #

    raccontata così, come la più classica delle favole tristi, con quella pennellata di dolcezza che ci hai saputo mettere, non si può non stare con Giuseppe senior, dato per scontato di essere dalla parte di Giuseppe junior. Eppure il mondo dei bambini maltrattati, vittime di strappi emotivi violenti come quelli che hanno lacerato Giuseppe junior, è così complesso da impedirmi di prendere una posizione… ho sempre l’illusione di pensare che la burocrazia sappia non essere se stessa, quando si tratta di bambini, e che sappia – proprio per questo – scegliere il meglio o, in questa triste storia, il meno peggio…

  4. Daniele Verzetti, Rockpoeta® 5 gennaio 2010 a 5:45 pm #

    Storie difficili ma l’amore e l’affetto di Giuseppe Senior sono davvero commoventi e se anche il piccolo é unito così tanto a Giuseppe Senior forse sarebbe da considerare la loro riunione.

  5. Diemme 5 gennaio 2010 a 10:12 pm #

    @PMor

    La burocrazia, quando si tratta di bambini, è ancora più crudele, credimi. Ora non posso dilungarmi, ma potrei elencarti tanti di quei casi in cui la gestione delle questioni relative ai bambini desta decisamente perplessità, che uno si chiede veramente il buon senso comune dov’è andato a finire.

    Una volta, proprio parlando con il (la) presidente del tribunale dei minori, venne fuori il caso di una bambina, picchiata, mandata a mendicare, e venduta dal padre che, in seguito a un fermo per un furto, fu restituita per l’appunto a questo padre, che scoprendo come s’era fatta bella nel frattempo (da quando cioè l’aveva venduta) decise bene di violentarla.

    Mi fu risposto che non sempre è tutto visibile agli organi competenti, che comunque quando la bimba vide questo padre (al posto di polizia, terrorizzata per l’arresto?) gli corse incontro, etc, etc.

    Ora non mi posso dilungare, ma non credo comunque che tornerò sull’argomento, mi fa troppo male la burocrazia che miete “queste” vittime.

  6. lagiraffa 5 gennaio 2010 a 11:11 pm #

    * Paolo, spero anch’io che giudici e assistenti sociali siano in grado di capire cosa è meglio per il bambino, spero che agiscano senza pregiudizi e senza ripicche, dosando bene scienza, legge e umanità.. non so se la dolcezza, in questa triste storia, l’ho aggiunta io oppure quell’uomo che vuole accogliere il piccolo Giuseppe nella sua vita 🙂

    * Daniele, ecco, magari potrebbero valutare una terapia da accompagnare all’affetto di una famiglia.

  7. Regina Madry 7 gennaio 2010 a 5:23 pm #

    con Giuseppe, siempre! 🙂

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