Partiti “a perdere”.

4 Gen

In tempi di crisi economica, è giusto ispirarsi a chi ce la fa nonostante tutto, prendere esempio da chi riesce ad arricchirsi nonostante le difficoltà, le difficoltà altrui. E allora, cari amici che ancora dovete riprendervi dai ravioli di zia Maria e dal vinello di zio Tobia, vi voglio far sentire “ispirati”, così, tanto per arrivare leggeri all’Epifania. Lo voglio fare con un esempio di grande scaltrezza, di gente che nel giro di cinque anni riuscirà a moltiplicare le proprie rendite in modo stellare, senza alcun rischio d’impresa e senza alcun rapporto con le banche, niente mutui, niente debiti, niente pezze ai pantaloni, niente “ci metto la faccia e quindi mi prendo i guadagni”, niente di niente, ebbene: la Corte dei Conti ha fatto i conti (cliccando qui trovate l’intero documento) e ha verificato che i nostri partiti, tra il 2008 ed il 2012 intascheranno più di 503 milioni di euro a titolo di rimborso per le spese elettorali affrontate nelle dispendiose campagne elettorali, a fronte però di una spesa effettiva di circa 136 milioni, un guadagno del 270% in cinque anni. Per accedere al Parlamento esiste una soglia di sbarramento ma per ottenere i contributi la soglia diventa una sogliola sottile, sottile, pari all’1%, perciò quasi tutti i partiti politici potranno stare tranquilli e affrontare serenamente le difficoltà, altrui.

Sempr secondo la Corte che fa i Conti, per esempio, la Lega Nord, ha speso 3.476.703 e riceverà come rimborso oltre 41 milioni di euro; la Destra, che ha preso il 2% dei voti, prenderà i suoi 6,2 milioni di euro, a fronte di una spesa effettiva di 3,7 milioni di euro; il Popolo della Libertà per la campagna elettorale ha speso 68 milioni di euro ma riceverà un rimborso di 206milioni e mezzo di euro; il Partito Democratico ha speso 18,4 milioni di euro e prenderà 180,2 milioni di euro; Italia dei Valori intascherà 21,6 milioni di euro, dopo averne speso 4,4 milioni. Ragazzi, si parla di milioni di euro, M-I-L-I-O-N-I a favore di associazioni che ormai non svolgono nessuna attività di pubblica utilità, a favore di persone che non svolgono un servizio pubblico, e ormai non rappresentano più nemmeno i cittadini simpatizzanti ma, tutt’al più, rappresentano i propri familiari. Sono soldi ai partiti, non soldi ai parlamentari (cifre già imbarazzanti ma perlomeno giustificate da attività concreta, verificabile) soldi a “non si sa bene chi” e per cosa.

Com’è possibile tutto ciò? Come spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, “questo è possibile perché le norme approvate da tutti i partiti dopo il referendum che nel 1993 avrebbe abolito il finanziamento pubblico della politica, stabiliscono per chi partecipa alle elezioni un rimborso proporzionato ai voti raccolti ma non commisurato alle spese bensì forfettario. I partiti hanno diritto a spartirsi ogni anno circa 200 milioni, con la riduzione del 10% prevista dalla Finanziaria 2008, ovvero quattro euro l’anno per ogni elettore: un euro per la Camera, uno per il Senato, uno per le europee e uno per le regionali. In cinque anni fa un miliardo di euro tondo, duemila miliardi delle vecchie lire”. Non vi trascrivo l’intero articolo, anche perché fa male leggere quanto impegno abbiano messo i nostri politici nel crearsi un sistema perfetto per rimpinguare le loro personalissime casse. Fa male, perché, populismo a parte, si tratta di persone che non rappresentano più i cittadini, non affrontano nemmeno gli elettori, i simpatizzanti, rappresentano esclusivamente sé stesse, si limitano a far carriera all’interno del partito e si impegnano ogni giorno per mantenere i diritti acquisiti alla faccia di chi invece aspetta che un politico, uno qualunque, faccia almeno un discorso serio su lavoro, diritti civili, riforme, e faccia seguire alle parole azioni concrete, nell’interesse di tutti.

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7 Risposte to “Partiti “a perdere”.”

  1. ippaso 4 gennaio 2010 a 12:37 pm #

    e poi ormai non svolgono più alcuna attività sul territorio. L’assenza dello stato e dei partiti sta diventando sempre più imbarazzante. Ormai i politici vivono nei salotti televisivi, a ciò che c’è nelle piazze, nelle strade nessuno è più interessato.

  2. Pol 4 gennaio 2010 a 1:22 pm #

    Hai centrato il problema: non ci rappresentano più. O, almeno, non rappresentano gente come noi che non vive ogni secondo come certi sciacalli con indosso i panni della volpe… Incarnano ormai antichi stereotipi dell’essere italiani, luoghi comuni che sarebbe ora potersi scrollare di dosso… Incarnano una furbizia che rasenta il banditismo professionale… Incarnano solo i loro interessi, così lontani dai pensionati che faticano a pagarsi il riscaldamento, dai bambini a scuola perdono maestri con la stessa velocità dei denti da latte, da chi la crisi l’ha scoperta perché ha perso il posto di lavoro… non sanno quanto possa essere difficile guadagnarsi da vivere, perché come vampiri succhiano il sangue a tutti noi… Hai ragione, non ci rappresentano più!

  3. la coniglia 4 gennaio 2010 a 6:18 pm #

    …io sono basita.
    Proprio l’altro giorno si diceva che si arriverà alla guerra civile e io dissentivo…mi sa che mi devo ricredere…di questo passo…

  4. Fra Puccino 4 gennaio 2010 a 10:58 pm #

    Tocchi un tema che conosco bene; qualche “perla” su come si è arrivati alla situazione attuale.

    All’inizio la legge prevedeva un rimborso elettorale di circa 1.000 lire per elettore per tutta la legislatura, poi da 1.000 lire siamo passati a 1 euro, poi a 1 euro per tutti ognuno dei cinque anni della legislatura e, dulcis in fundo, la legislatura “dura” per finta 5 anni anche quando è durata 2 come la scorsa volta.

    Tutto questo con un piccolo stillicidio nascosto di piccole modifiche alla legge che magari all’inizio era pure giusta…

    La soluzione comunque c’è: un bel referendum abrogativo, si può fare sia per cancellare del tutto la legge che parzialmente, per esempio riducendo di 1/5 i finanziamenti.
    Questa è l’unica cosa da fare, ma ci vorrebbe qualcuno che avesse i coglioni ma anche l’organizzazione (o soldi) per poterlo fare, e purtroppo non vedo in giro nessuno in grado di farlo.

  5. giraffa 4 gennaio 2010 a 11:21 pm #

    Ok, Fra Puccino, facciamolo! Da nord a sud mi pare che siamo tutti d’accordo, chi con attributi maschili chi con quelli femminili ( 😆 ) bisogna far partire l’idea e farla viaggiare..in un periodo come questo, in cui la gente sogna mille euro al mese per vivere dignitosamente, sprechi del genere sono incredibili.

  6. Presidente di Bananas Republik 4 gennaio 2010 a 11:24 pm #

    cara giraffa,

    queste cifre sono già spaventose;

    se poi consideri che ai costi elevatissimi del sistema partitocratico fa seguito lo zero quasi assoluto del suo rendimento (= in termini di risposte politiche e sociali concrete), ne viene fuori che il popolo è vittima di qualcosa di molto simile alla truffa aggravata e continuata!

    Ciao e buon anno!!! 😉

  7. No Blogger 5 gennaio 2010 a 9:35 am #

    entità dei rimborsi elettorali ai partiti e spudoratezza nell’acquisirli sono ben noti anche fuori dalla ristretta cerchia degli “addetti ai lavori”. Il meccanismo legislativo creato dal Parlamento dopo l’abrogazione per via referendaria del finanziamento pubblico “diretto” ai partiti vede anche altre “perle” come il finanziamento pubblico ai giornali definiti “organi” di movimenti politici (bastano due deputati/senatori che vi facciano riferimento ed il gioco è fatto). E’ vero che gran parte dell’opinione pubblica non è molto informata sul punto, ma è anche vero che i voti a “questi” partiti qualche decina di milioni di elettori li hanno dati. L’unica soluzione sarebbe un referendum abrogativo, ma l’organizzazione referendaria richiede persone, mezzi, soldi, i blogs non bastano. Sono molto utili, ma non bastano.

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