Integrazione: zero spaccato.

21 Dic

Certe volte, leggendo le notizie sui modi bizzarri che hanno gli italiani di favorire l’integrazione tra i popoli, ho la sensazione che l’integrazione sia come gli strani concetti che hanno bisogno delle linee guida governative per essere attuati in concreto, o perché manca una definizione chiara o, spesso, perché manca la dose minima indispensabile di intelligenza per metterli in pratica. Nel caso di due maestre di Cagliari, temo che un libretto con le linee guida sarebbe stato molto utile: ebbene, le due insegnanti elementari, qualche giorno fa, si sono rifiutate di accompagnare gli alunni delle loro classi alla festa di Natale organizzata da un’associazione poiché, secondo il loro personalissimo concetto di integrazione, la partecipazione sarebbe stata irrispettosa nei confronti di due scolari musulmani, perciò, tutti in classe, muti e zitti ad ascoltare le perle di saggezza delle due maestre. Chissà che concetto si faranno i bambini cattolici di questa strana religione musulmana che impedisce loro addirittura di partecipare ad una festa, chissà come saranno considerati rompipalle i due compagni musulmani, per colpa loro le maestre hanno deciso di non farci andare alla festa, non serve essere grandi pedagogisti per immaginare le reazioni dei bambini in caso di feste negate, o no? Non serve avere alle spalle anni di insegnamento per capire che i bambini, cattolici e musulmani, non fanno molte distinzioni quando si tratta di divertirsi, di giocare, di correre, cantare, scatenarsi, e ogni occasione può essere giusta per socializzare e conoscere le altre culture, il Natale come la Festa del montone, solo quando qualche adulto gli infila nel cervellino strani concetti di “rispetto” e “integrazione” allora iniziano ad avere il dubbio che una cultura sia strana, repressiva e pericolosa, i maestri, i genitori, i parenti, gli amici “grandi” servono anche a questo, perdincibacco, per farli giocare tutti insieme e per aiutarli a capirsi. Insomma, esiste una via di mezzo tra il White Christmas e il No Christmas delle maestre cagliaritane, è il Natale a colori, quello dell’accoglienza, se questa cosa semplice, semplice non si capisce difficilmente potrà essere insegnata perciò, per ora, zero spaccato Ø alle maestre.

(La foto l’ho presa qui)

15 Risposte to “Integrazione: zero spaccato.”

  1. Lucien 21 dicembre 2009 a 2:50 pm #

    Quando si dice la lungimiranza.
    Questo fa anche capire come le condizioni in cui versa la scuola siano da attribuire ad un concorso di colpa: la percentuale più alta ai vari governi degli ultimi decenni e un’altra parte non trascurabile alla miopia di tanti docenti (sia white christmas che no christmas) e alla loro apertura mentale. Ne parlo con cognizione di causa, vedendo le cose dall’interno e avendo un figlio che ormai ha passato tutti gli ordini di scuola.
    Condivido al 100% le tue riflessioni.

  2. speradisole 21 dicembre 2009 a 3:26 pm #

    Si comincia da piccoli ad odiare i “diversi” o coloro che “praticano religioni diverse”, soprattutto se sono le insegnanti a dirlo, perchè, per definizione, le insegnanti non sbagliano mai. Non so se si rendono conto di quello che fanno o se è solo ignoranza la loro. Queste sono tristissime realtà della nostra scuola. Condivido il commento di Lucien, l’apertura mentale di questi docenti è davvero stretta. Brava, giraffa, per il tuo articolo. Si scoprono, leggendo blog come il tuo, vere perle. Ciao.

  3. Ringrazio Deledda 21 dicembre 2009 a 10:47 pm #

    …cessu, cessu, o Giraffa fatta a editora della TV, ma ci pensi se d’era che le maestre ne avevano visto all’alfabeto ed alle cose che ne fanno questi mommotti degli arabi islamici?? e se ne mettono al montone davanti ai buoi, che a loro ci piace di mangiare cussu Kebbab?! boooh! mi ricordo, preciso preciso, di quando Ginetto su piscadori ne aveva fatto la festa di Giorgino, che si mangiavano zarretti e pisciu rrè fritti e pruppu con patatasa, olio e aceto. ‘tta bella cosa! centinaia di migliaia di Kasteddai e gentixedda di bixinau puru che ne mangiavano e bevevano come accallonati! attuttavia ce ne erano parecchi nieddi nieddi che ne erano venuti a vendere burrumballa, ma però che ce n’era tutta questa cosa ed erano andati a mangiarne e berne binu nieddu pure a loro. tutti contenti, come pibincasa! però ne era venuto unu predi di loro che gridava “tarrori! tarrori! al profeta non gli piace poco pure, marrani!” e quelli si erano sprammati e volevano buttare tutto all’aria. Ne era venuto fuori unu carraxiu de aicci! A cussu pippiusu ci dovevano spiegare bene bene che cosa burda di predi non ce n’era e che c’era una festa a casino di pippiàlla, che allora erano i bambinetti de cussu islàm a volerne fare casino per primi e tutti dietro comenti a issusu! è o no?

    P.S. ma perchè a cussu scimpri non ci collegano il cervello alla bocca?!

  4. Baol 21 dicembre 2009 a 11:38 pm #

    Sfortunatamente in Italia ormai abbiamo più il concetto della disintegrazione che quello dell’integrazione…

  5. Manfredi 22 dicembre 2009 a 1:09 pm #

    è proprio vero, bella frase Baol! La riciclerò presto 🙂

  6. Franz 22 dicembre 2009 a 8:34 pm #

    Il tuo concetto ‘semplice semplice’ non fa una grinza, mia cara amica.
    Ma non dobbiamo dimenticarci che la semplicità è un punto d’arrivo e non di partenza, e gli abissi di confusione, odio, meschinità, grettezza, stupidità, ipocrisia, bruttezza in cui questi mostri al potere ci stanno conducendo, ci allontanano ogni giorno di più da ‘quella’ semplicità, schietta e popolare.

    Un saluto, un abbraccio, e mille ostinatissimi auguri di tempi migliori.

    Franz

  7. Fra Puccino 22 dicembre 2009 a 11:42 pm #

    Ma perché, il Natale è una festa cristiana?

    Forse che gli atei o i non cristiani non lo festeggiano??

    Andiamo… il Natale, com’è sempre stato anche prima del Cristianesimo, è la festa del Sole Invitto, il Solstizio d’Inverno, la Grande Festa dei Negozianti…

    Io poi posso portare la mia esperienza: sono cresciuto con un’educazione atea (poi alla religione ci sono arrivato per conto mio) ma ricordo benissimo di avere sempre partecipato con gioia (anzi direi “con letizia”) alle recite natalizie, ai vari canti a base di Tu scendi dalle stelle, e questo sebbene fossi l’unico bambino in tutta la scuola e probabilmente in tutto il comune ad essere “esonerato dall’insegnamento della religione” (eh sì, ai miei tempi usava così)

  8. sabryj 23 dicembre 2009 a 8:56 pm #

    esatto fra puccino è una festa che esisteva pure prima di Gesù…ed oggi più che il Natale di Gesù si festeggia il consumismo! sono rimasta molto colpita e un pò nauseata ieri ,vedendo una pubblicità alquanto offensiva per ogni cristiano e alquanto preoccupante per ogni citttadino del mondo..
    prova a descriverla:
    una poesia di Natale recitata da tanti bimbi di tutte le regioni italiane;ognuno a casa sua, davanti all’albero di Natale o attorno alla tavolata di parenti riuniti per il pranzo..tipica ambientazione natalizia ,carina la poesia ,credevo si trattasse della solita pubblicità di panettoni.. ma alla fine scopro che invece dell’attesa di Gesu bambino , tutti stanno aspettando con ansia….udite udite…: il D I G I T A L E T E R R E S T R E !!

    ORRORE E VERGOGNA!!quindi prima ancora di integrarci dovremmo recuperare la nostra cultura e la nostra dignità.

    ps mi scuso per il tasso di ” aggressività “ma sono davvero indignata.

    tanti cari auguri di un Natale Vero e sereno a tutti qui sul monte,uno dei pochi posti dove si trova gente con il cervello ed il cuore!!

  9. Ringrazio Deledda 23 dicembre 2009 a 11:09 pm #

    nara, o Frappuccino o calincuna cosa de aicci, che ne fai, ora festeggi mommotti, sa bruscia di Venzone, il solstizio di metà pomeriggio o le tette di Lady Gaga? forse forse si festeggia il Natale, oggi, mica il primo scimprotto che ne passa all’anticamera del cervello. E ci piace a tutti, di festeggiarlo: a cussa genti niedda niedda, a quelli che ne vanno dentro ai boschi tutti nudi, ai cionesi, ai burdi, anche a quelli che credono solo al campanello della porta quando che suona 😮
    Natale è il ricordo della nascita di Uno che ha cercato di migliorarci a tutti anche se non glielo faceva fare a nessuno, manco pagato a dollari. E chi ci perdeva era solo Lui eppure lo ha fatto lo stesso, precisamente, senza nemmeno farsi tante pugnette a sa conca. Secondo me, se ne torna qui, a is buttegheris li piglia tutti a calci, pure a quelli della TV che ne dice Sabry e anche al pitale extraterrestre e a Baol non lo fa disintegrare, come i marzianetti 😮 De inzà, buon Natale a tutti, pure alle maestre accallonate della mitica capitale del Mediterraneo!

  10. Fra Puccino 23 dicembre 2009 a 11:09 pm #

    ti scandalizzi per questo?

    E cosa dire allora della nuova linea Billionaire Kids by Gregoraci, di cui ha parlato oggi anche Michele Serra…

    guardare per credere:

  11. giraffa 23 dicembre 2009 a 11:29 pm #

    Il Natale che festeggiamo noi, però, è una festività cristiana, la nascita di Gesù, venuto sulla terra, vissuto, morto e risorto per il bene di tutti gli uomini..il messaggio, tolte tutte le varie interpretazioni, è molto positivo e non credo che alle persone che seguono altre religioni possa dare fastidio, figuriamoci ai bambini che, in quelle feste, cantano e si divertono 🙂

  12. speradisole 24 dicembre 2009 a 9:44 am #

    Non c’entra molto con il tuo articolo, ma volevo farti gli auguri di un Buon Anno. Amo pensare che un anno nuovo sia portatore di nuove cose belle e buone per tutti. Grazie anche dei tuoi articoli che leggo con piacere. Arrivederci Speradisole.

  13. Diemme 25 dicembre 2009 a 12:44 pm #

    Beh, fatemi spezzare una lancia a favore delle due insegnanti. Non tutti, e per non tutti intendo non tutti i genitori, sono così ecumenici, e a volte gli insegnanti rischiano a prendere iniziative. Se penso che un genitore ha chiesto e ottenuto un risarcimento in denaro per il turbamento prodotto nei figli dal crocifisso in classe che di fatto impedirebbe, si legge nella sentenza, ai genitori di educare i figli a una religione diversa dal cristianesimo, potete ben capire come i maestri tendano a tenersi al sicuro.

    Se per aver fatto guardare a delle anime innocenti un crocifisso abbiamo dovuto sborsare 5000 euro, per averli fatti partecipare a una festa cattolica magari la sanzione economica avrebbe raggiunto i cinquantamila, non credete?

    Guardate, non sto scherzando. Mi ricordo che alle elementari la maestra di religione della classe di mia figlia, che peraltro è una persona molto intelligente, non avendo realizzato a inizio anno che la bambina era esonerata l’aveva fatta rimanere in classe. Sapete che quando ha scoperto che mia figlia era esonerata ha incominciato a tremare come una foglia temendo mie ritorsioni?

    L’altra maestra dovette correre a tranquillizzarla sul fatto che mi conosceva e che con me sicuramente non ci sarebbero stati problemi, ma sapete che poi mi ha telefonato privatamente per sincerarsene?

    Meditate gente, meditate!

  14. sabry 27 dicembre 2009 a 9:51 am #

    davvero??quindi se ,come protestante, chiedo un risarcimento per gli anni in cui ho dovuto vedere il crofisso a scuola , causa di grande turbamento,mi danno dei soldi….??!!!non ci ho mai pensato! 😛
    incredibile….speriamo che il nuovo anno illumini i cuori di tutti i genitori del mondo e li sappia rendere un po piu ecumenici!;-)

  15. lagiraffa 28 dicembre 2009 a 12:50 pm #

    Sì, tutto può accadere e tutto accade ma, con un po’ di intelligenza e tolleranza, certe cose possono anche essere evitate 🙂

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