Fischi relativi.

13 Dic

Ieri, a Milano, si è svolta la commemorazione della strage di Piazza Fontana e, come spesso accade nel nostro Paese, non si è trattato solo di un incontro per ricordare le diciassette persone morte a causa della bomba fatta esplodere nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, è stato qualcosa di più come, d’altra parte, era prevedibile. I fischi e le contestazioni indirizzati al sindaco di Milano, al presidente della Provincia, al presidente della regione Lombardia, sono stati duramente criticati, perché considerati irrispettosi dei familiari delle vittime i quali, non riuscendo a comunicare con la piazza hanno, giustamente, abbandonato la manifestazione. Tutto giusto, tutto vero. Sarei totalmente d’accordo se la commemorazione si fosse svolta in forma privata e se non avessero partecipato rappresentanti di quella politica che, ancora oggi, continua a non raccontare la verità sulla strage, così come su altri terribili eventi della nostra storia. È vero che le persone più colpite dalla strage sono i familiari ed è altrettanto vero che la abominevole strategia della tensione, o terrorismo o qualunque cosa fosse, ha riguardato un’intera nazione, che ha vissuto nel terrore per anni e ancora si chiede perché e a causa di chi, senza ottenere risposta e, quindi, senza avere più la minima fiducia nei soggetti che rappresentano la classe politica, le istituzioni. Per la strage di Piazza Fontana nessuno ha pagato e in Italia, ogni volta che ci sono tanti colpevoli questi diventano automaticamente tutti innocenti, alla faccia di parenti e contestatori. Sono state elaborate, e preparate a tavolino, tante teorie, sono state accusate persone innocenti, sono morti altri innocenti, tutti vittime del silenzio, c’è la verità degli anarchici, la verità delle BR, la verità di Aldo Moro, eppure la verità è sempre, soltanto una ma nessuno la racconta, non la racconta ai familiari e non la racconta ai cittadini e, allora, ogni giorno, c’è qualcuno che i fischi li fa a tutti quanti noi.

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11 Risposte to “Fischi relativi.”

  1. No Blogger 13 dicembre 2009 a 11:39 pm #

    non penso ad un’ipocrisia di Stato. Lo Stato siamo tutti noi. Penso, invece, a chi dello Stato se n’è servito e se ne serve per i suoi interessi, per la sua fazione, per i suoi disegni. E allora ben vengano i fischi. Poca cosa rispetto ai 17 morti di Piazza Fontana ed alle migliaia di vittime comuni e di opposte parti politiche nel corso dell’oscura stagione che ha attraversato questo Paese. Ancora oggi un prepotente ed arrogante “occupatore” dello Stato s’è visto il sorriso rovinato da un oggetto lanciato da un “disturbato” mentale. Tanto basta per gridare al tentato “regicidio” e cercare di consolidare il regime in costruzione del novello “martire”. Bisogna reagire per conservare la democrazia nel nostro Paese. Bisogna reagire concretamente, anche mettendo nero su bianco che di questo personaggio e dei suoi fallimenti economici e sociali non se ne può più.

  2. ippaso 13 dicembre 2009 a 11:56 pm #

    Nessuno ha pagato perché a Loro non interessava che qualcuno pagasse. Che gliene frega?

    Ho seguito i TG stasera che parlavano del folle, dello squilibrato, pazzo (10 anni in cura da una psichiatra), pirata della strada (gli avevan ritirato la patente), estremista (de che?), terrorista, che con un tirapugni ha distrutto il bellissimo naso di Silvio.
    a quello in 10 minuti gli avevan già fatto 20 minuti di interrogatorio in questura.

    Quando a Loro interessa che il colpevole paghi… il colpevole paga.

  3. Fra Puccino 14 dicembre 2009 a 12:13 am #

    @ Noblogger & Ippaso: ehy, non scherziamo con il fuoco, quello che è successo oggi è gravissimo, ed è un rischio per tutti. Sono stato sollevato nel sapere che Berlusconi, che non ho mai votato, non abbia avuto gravi conseguenze, ma sono molto preoccupato non solo per il gesto di una persona che pare abbia seri problemi mentali, ma per l’incredibile apprezzamento che ha avuto il suo gesto…

    Stiamo attenti, ma stiamo attenti per davvero, se non vogliamo che domani uno squilibrato di destra aggredisca Di Pietro, e così via. Io ero bambino negli anni settanta, mi ricordo bene quegli anni terribili.

    E ho anche bene stampato nella memoria il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro

    @ Giraffa: perché cito anch’io Aldo Moro? Perché l’altro giorno, sulla migliore televisione italiana (Sky) ho visto un bellissimo documentario su Gladio e la strategia della tensione, e in particolare su alcuni attentati commessi in Belgio, con modalità che mi hanno ricordato molto da vicino la strage degli agenti di scorta di Aldo Moro che, è bene ricordarlo, venne rapito quando stava per presentare alle Camere un governo DC-PCI che era molto inviso a Stati Uniti e Russia.

    Interessante, vero? Com’è interessante che quasi tutti i terroristi di quegli anni sono liberi, nonostante il sangue che è stato sparso, a partire da Piazza Fontana.

    Ma da qui a giustificare i fischi dell’altro giorno ce ne corre, secondo me. Non sono questi politici di oggi ad avere la responsabilità, neanche politica, di quello che è successo in quegli anni.

    Sono altri soggetti; probabilmente certi governi stranieri (uno in particolare), e chi, dall’interno dello Stato, ha tradito il proprio stesso Paese, in nome della battagli anticomunista…

  4. alanford50 14 dicembre 2009 a 4:24 am #

    Sicuramente quello che è successo oggi è grave, anzi gravissimo, il gesto è da condannare al di la di ogni orientamento politico.

    A me personalemnte ha fatto molto schifo l’immediato uso politico che se ne è fatto di questa storia, Berlusconi non era ancora in ospedale che già i primi politici di tutte le sfumature emettevano le loro trasversali sentenze, mentre da come sembra in quel gesto non è ricollegabile nulla di politico, per quanto è stato detto sembrerebbe un gesto di uno squilibrato, ma qualcuno dice che comunque c’è una regia dietro questo personaggio squilibrato, insomma non c’è limite alla decenza, questo fatto, questa mancanza di limiti in effetti spaventa, perchè significa che ci sono personaggi in tutti gli schieramenti politici pronti alla pugna con ogni mezzo, tutto ciò ricorda momenti già vissuti essendo io un 68ino, l’atmosfera che regnava allora non era molto diversa da quella attuale ed in gioco c’erano problematiche molto simile a quelle di oggi.

    Io credo che ieri come oggi la politica e lo stato siano una cosa a noi miseri mortali assolutamente sconosciuta, un’entità dove regnano modi di vivere, di pensare e di agire a noi totalmente sconosciuti, dove la vita e la morte delle persone assumono significati reconditi ed impensabili, sicuramente a noi totalmente sconosciuti.

    Io sono convinto che il periodo stragista degli anni 70 è stato un periodo dove i servizi segreti di ogni stato e paese erano impapocchiati per servire il potere di turno e non certo lo stato inteso come unione di cittadini, sono altresì convinto che tutte le stragi e l’uccisione di A.Moro siano stati frutti delle medesime menti e che i vari gruppi eversivi erano mossi e dominati dalle medesime teste e forse dalle medesime persone che una volta assumevono il nome BR e la volta sucessiva il nome di un gruppo eversivo di destra, ma nella realtà si trattava delle medesime persone con l’aiuto della malavita comune e delle varie mafie, quindi si tratta di un gioco che noi poveri mortali non comprenderemo mai e saremo sempre e solo spettatori dello spettacolo tragico che ci verrà imposto.

  5. la coniglia 14 dicembre 2009 a 9:57 am #

    … senza parole…perchè se inizio…

  6. giraffa 14 dicembre 2009 a 4:10 pm #

    Comunque, di fischi non è mai morto nessuno, di fame, di bombe, di silenzio, sì.. i fischi di oggi non sono la causa della violenza, sono l’effetto della disperazione, dell’esasperazione, del clima di odio e di violenza nato ieri e alimentato ogni giorno da chi governa, da chi sta all’opposizione in silenzio, da chi non si assume la responsabilità di risolvere i problemi della gente e pensa solo ai propri. L’unico uomo di Stato che, già da qualche tempo, sembra essersi accorto dell’aria che tira (aria molto pesante) è il Presidente della Repubblica ma i suoi appelli, ad abbassare i toni e alla pacificazione non servono a molto se non sono seguiti dalla verità e dalla gestione del potere in nome del popolo. In un Paese dove ogni contestazione viene catalogata come atto di inciviltà, di mancanza di rispetto, di maleducazione, di “comunismo”, di intolleranza, non c’è più molto spazio per il dialogo civile, per il dissenso educato, c’è spazio per i fischi e bisogna solo fare in modo che la cosa non degeneri.

  7. No Blogger 15 dicembre 2009 a 12:14 am #

    quanto è accaduto a Berlusconi è grave, ingiustificabile, ma non incomprensibile. L’Ometto non è un povero martire, è il principale fomentatore di tensione sociale in Italia. Per giunta, il suo governo riesce ad aggravare una già pesante crisi economica nella quale milioni di italiani non arrivano più alla fine del mese. Ma a Lui poco interessa, anzi. Più cresce lo scontro sociale è meglio è. Gli sarà più facile puntare al “giro di vite” e a metter sù quel regime autoritario-plebiscitario al quale aspira. Per questo blatera di snaturamento della Costituzione e strilla “chi non è con me è contro di me!”. E’ il clima propizio alla realizzazione di quel “piano di rinascita democratico” (http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica) che Lui e il fido Cicchitto conoscono bene. Per questo ci dev’essere una dura reazione “democratica” e popolare, in tutte le forme legittime, contro questo tentativo eversivo. Certo è che se si aspetta la capacità aggregante di quel P.D. così ben descritto da Michele Serra in “La stadera è la nuova frontiera” sull’ultimo numero de L’Espresso (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-stadera-e-la-nuova-frontiera/2116952/1&ref=hpsp)….. Sono tempi già visti che ricordano l’inizio della “strategia della tensione” e degli “anni di piombo” purtroppo già vissuti.

    P.S. molti ex terroristi sono fuori grazie alle premialità introdotte nell’ordinamento proprio per debellare “dall’interno” le organizzazioni terroristiche (pentitismo, dissociazione): non ci vedo molta dietrologia. La strage di Via Fani è stata una vera e propria azione militare, i cui partecipanti non sono ancora tutti conosciuti. Insieme al rapimento di Aldo Moro mi pare il frutto di “convergenze di interessi” apparentemente antagonisti, molto più efficaci delle sue “convergenze parallele”.

  8. ippaso 15 dicembre 2009 a 10:46 am #

    Spero, No Blogger che tu abbia torto, ma purtroppo anche io la penso come te.
    Il Piano della P2 si sta lentamente realizzando, Mediaset, i due partiti moderati che taglian fuori comunisti e le ideologie in genere, tutto pian piano sta girando nel verso indicato in quelle pagine.

    Il Piano parlava delle TV perché all’epoca erano quelle a diffondere informazione e cultura. Ora c’è internet. E se il Piano è ancora nella mente di qualcuno, possiamo stare certi che il controllo della TV è stato affiancato dal controllo del Web.

  9. Manfredi 16 dicembre 2009 a 3:25 pm #

    io ero lì, e sinceramente è stato uno spettacolo penoso vedere la piazza transennata per tenere fuori l’altra manifestazione della giornata, oltre a quella ufficiale. Non si rendono conto che è dall’esclusione che parte la violenza.

  10. copyman 17 dicembre 2009 a 6:10 pm #

    L’unica nota positiva della manifestazione di sabato scorso a Milano è che sia stato scandito il nome di Giuseppe Pinelli nell’elenco delle vittime della strage di Piazza Fontana.

    La bomba alla filiale dell’allora BNA è un fatto che molti vorrebbero diventasse una volta per sempre “materiale inerte” della storia italiana recente – come Ustica, l’Italicus, Piazza della Loggia, Stazione Centrale di Bologna – come se dovessimo rassegnarci alle mezze verità, agli omissis eternati, alla roulette del destino come unica spiegazione della stagione delle stragi, apparentemente in ossequio al detto “Chi è morto tace e chi è vivo si dà pace”.

    Questa è la pacificazione nazionale che ci viene proposta dal Minculpop: quella buona per le tante anime morte che ancora tirano i fili di questo Paese in decomposizione e che, dopo l’aggressione al tycoon, fremono di piacere pregustando la realizzazione dei loro progetto più ambizioso.

  11. Alanford50 18 dicembre 2009 a 2:55 am #

    Purtroppo l’ignoranza è terreno di coltura per le ideologie più pericolose, ma nella stessa misura lo è la non conoscenza così come lo è la conoscenza distorta, in questo senso io affermo che non esiste la storia ma solo tante piccole infinitesimali parti di storia, il cercare degli storici di dargli un ordine ed un senso è foriero unicamente di mille possibili soluzioni di cui probabilmente nessuna giusta.

    Io sono convinto che la storia non può essere raccontata, io credo che nessuno sia in grado di farlo veramente senza metterci del proprio, senza dare adito a incomprensioni o a fraintendimenti , quindi mi sento di affermare che la storia possa per bene che va essere solo vissuta, ma anche chi la vive, per ovvi motivi ne vive solo una piccola parte e finisce per conoscerne solamente una parte minima, diventa oggettiva per il singolo ma assolutamente soggettiva per quel che riguarda l’insieme degli eventi che la compongono, quindi il tentativo di comprenderla nel suo insieme è pura pazzia e si finisce sempre per raccontarla sottoforma di semirealtà, mitizzandola, colorandola in base agli eventi ed al modo che si vuole che questi eventi vengano letti e ricordati.

    La storia non può essere raccontata, può solo essere vissuta, purtroppo è realtà che di questa nostra misera storia recente non ne sappiamo proprio quasi nulla nessuno, sono passati 50 anni e quasi tutti i possessori di una parte di verità sono quasi tutti scomparsi e con loro la loro parte di verità che se non proprio a svelarci in toto l’arcano poteva darci qualche dritta per capirne un minimo di più, invece la storia si è inghiottito quasi tutti i suoi partecipanti.

    E come dire che tutti abbiamo recitato in una grande opera, ma non sappiamo di quale opera si tratti ne quali ne fossero il canovaccio ne la morale, una recita a braccio, dove ognuno fa e dice quello che vuole tanto non è determinante nella comprensione dell’opera stessa.

    La storia è una somma di eventi casuali e non, di cui nessuno ne conosce il senso ne ne comprenderà il nesso.

    Qualcuno più arrogante si è convinto di avere diretto e di averne tirato le fila o anche solo dato un filo a cui aggrapparsi ad un qualsiasi senso, ma è pura utopia, neppure la filosofia è riuscita a rispondere degnamente al quesito e si è persa in riscontri e comparazioni con la fede, tutto si è perso nell’immutato unico senso che conduce avanti il vivere, l’eterna lotta per dare un senso al caos, ma nel caos non c’è spazio per la storia, c’è spazio solo per l’illusione e per il bisogno assoluto di attribuirgliene uno, per dare un minimo di senso al vivere che altrimenti ci vedrebbe simili a qualsiasi altro essere animale che vive su questo pianeta.

    La storia non c’è non esiste ne è mai esistita, c’è solo il grande bisogno di sopravvivere ad un non senso.

    Ciaooo neh!

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